Il caso Briatore e la crisi politica della F1 – Prima parte.

“Briatore radiato dalla F.1 Renault sospesa, ma corre. È arrivata la sentenza della Fia sulla vicenda del falso incidente di Piquet jr al GP di Singapore 2008: il manager italiano estromesso da ogni attività, il team squalificato per 2 anni (ma con la condizionale). Mosley: “Briatore? Triste fine di una carriera”
via | Gazzetta.it

Flavio Briatore, un pezzo di storia dell’automobilismo, cancellato da una sentenza. Lui ha preannunciato una dura battaglia legale. Io mi guardo bene dal difenderlo, avendo commesso un grave illecito sportivo: ha indotto Piquet, il secondo pilota, ad andare a sbattere per rallentare la corsa,per favorire la vittoria di Alonso. Un bel imbroglio ma non l’unico nella vita di Briatore; leggo la sua biografia su Wikipedia ed assisto alla scalata finanziaria di un geometra (geometra, già).

[…]lavora come istruttore di sci e gestore di ristoranti. Arriva ad aprirne uno suo, iniziando di fatto la sua carriera imprenditoriale…[…[…]… ma il ristorante dovette chiudere per eccesso di debiti…[…]… collabora con un finanziere locale e costruttore edile, Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti Vernici,  […] Il 21 marzo del 1979, Attilio Dutto venne assassinato a Cuneo con una bomba collegata all’accensione della sua auto (l’omicidio fece un grosso scalpore nella tranquilla cittadina piemontese); la verità sul caso non fu mai accertata. Questo è l’atto ufficiale che segna l’ascesa di Flavio Briatore che di fatto mette in opera tutto quello che aveva imparato dall’amico defunto.Cavalcando l’onda della fortuna, si trasferisce a Milano dove iniziò a frequentare la Borsa. Nel contesto conobbe Achille Caproni (Caproni Aeroplani) e divenne consulente della CGI (Compagnia generale industriale), la sua holding. Poco dopo, la Paramatti, acquistata nel frattempo da Caproni sotto consiglio dello stesso Briatore, ebbe un “crac” ed il pacchetto azionario dell’impresa fu venduto alla statale Efim. Diverse società del gruppo fallirono, gli operai finirono in cassa integrazione e banche e creditori rimasero con un buco di 14 miliardi di lire. Briatore fu in seguito condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo[1] e a 3 anni a Milano. Fu accusato infatti di essere a capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano che aveva il delicato compito di agganciare clienti di fascia alta e di truffarli. L’attività si interruppe con una retata, una serie di arresti, un’inchiesta giudiziaria ed un paio di processi che coinvolsero tra gli altri l’amico Emilio Fede, assolto per insufficienza di prove…[…]…Briatore non fece un solo giorno di carcere poiché si rifugiò per tempo a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un’amnistia
via  | Wikipedia.it

Uhm, allora cosa ne pensate? Una persona onesta già di suo… ma povero Briatore, bisogna dargli atto di aver lanciato una leggenda dello sport come Michael Schumacher ed un altro campione come Fernando Alonso, due piloti straordinari. E vi sembra giusto cancellarlo così, con una “spallata” della Fia? Per me sì. Ma un po’ di malinconia mi sovviene , unita anche alla rabbia verso chi comanda la f1.

Max Mosley.

Figlio di Sir Oswald Mosley, fondatore e leader della British Union of Fascists, basata su ideologie antisemite e nazi-fasciste.

Lo stesso scoperto in casa sua in un’orgia di tipo sado-masochistico, con alcune prostitute in uniformi naziste ed in divise che ricalcano quelle che indossavano gli internati nei lager.

Aggiungiamoci pure che gli è morto il figlio di overdose di eroina. Poveraccio.

Mosley è stato il responsabile della crisi sportiva e politica della F1. E’ in carica come presidente della Fia dal 1993. Il casino che sta succedendo lo si deve attribuire unicamente a lui. Sono anni in F1 che ci sono cambi di regolamento drastici e anacronistici, che minano la sempre più tenue credibilità di questo sport. Prendo in esame due novità di quest’anno che delinenano un’incoerenza di fondo: l’abolizione totale dei test rientra nella logica del risparmio, per la crisi finanziaria mondiale; tuttavia l’introduzione del costosissimo KERS, un sistema di sovralimentazione del motore nemmeno riproducibile per vetture di serie, aggrava fortemente le voci di spesa per team, tant’è vero che quest’anno solo i top team se ne sono dotati, determinano una disomogeneità tecnica tra le vetture in pista. Si determina una situazione paradossale: si toglie l’allenamento per i piloti e si aggiungono dispositivi fuori logica da ogni di produzione automobilistica.Senza volermi dilungare con altri esempi, vi invito magari ad indicare altre assurdità normative di questo sport nei commenti.I tanti cambiamenti regolamentari che si sono succeduti dovevano favorire soprattutto lo spettacolo…questo resta  il grande “assente” di questo sport. Anche io, parlando di F1 mi rendo conto di non avere argomenti prettamente sportivi di cui parlare, si finisce di parlare di politica, ma chi se ne frega. Sorpassi non ve ne sono, c’è stato il sorpasso mediatico della Motogp sulla F1: con Rossi e Lorenzo il pubblico va in delirio.

Perdonatemi l’excursus polemico dal caso Briatore, sapete cosa ne penso alla fine? Penso sia una pena sproporzionata e basta citare una sentenza anche recente. La McLaren fece molto peggio nel 2007: spionaggio industriale ai danni della Ferrari!!! Ebbe dei vantaggi tecnici non solo per la stagione 2007 (Alonso ed Hamilton in lotta fino all’ultima gara per la vittoria mondiale)  ma anche per la stagione 2008 (Hamilton campione). E’ ancora più grave di quanto commesso da Briatore, che ha commesso un illecito perpretato in una sola gara! La McLaren fu condannata a pagare una mega multa di 100 milioni di dollari e si vide revocati i punti per il campionato costruttori 2007. La sproporzione tra le due pene è evidente, la vendetta è stata servita. Il chiaro disegno politico di eliminazione dei personaggi scomodi (vedi Briatore) è riuscito perfettamente. Le minacce della creazione di una formula alternativa non sono piaciute a Mosley. Girano troppi soldi in questo sport e di conseguenza molti interessi particolari in ballo, ma di questo parlerò specificamente nel prossimo articolo, quando parlerò di Bernie Ecclestone.

Concludo con una curiosità: sapete chi c’era a capo della commissione giudicante della Fia?

Mosley!

14 pensieri su “Il caso Briatore e la crisi politica della F1 – Prima parte.

  1. personalmente la formula 1 mi ha sempre fatto cagare… cmq il sistema è corrotto fino al midollo da un pezzo! rimpiango solo il buon vecchio jean todt che ne avrà fatte di magagne ma non si è mai fatto sgamare…

  2. Le indiscrezioni dicono che ci fossero sospetti già nel 2008, ma non se ne fece nulla e non si indagò nemmeno. Perché tutto viene fuori ora? Chiaro, perché Briatore dal 2008 a oggi è diventato un nemico di molti, Mosley e Ecclestone in primis.

    Un’altra cosa: prendo come esempio il commento precedente di Valerio Cinese. Dimostra che vicende come quella di Briatore e Piquet fanno godere chi non ama questo sport, come godevano dopo Calciopoli i detrattori del calcio.

  3. In effetti vedendo il video, si può notare che Piquet faccia quasi un 360° con la macchina… all’epoca nessuno disse niente? Consideriamo il fatto che Briatore voleva fare di tutto per tenere un campione come Alonso in Renault, in scadenza di contratto. Fino a pochi gp precedenti il pilota aveva avuto una stagione pessima per una macchina non competitiva… e nel contratto era specificato che il suo rinnovo era subordinato alla competitività della macchina. Bene, con la vittoria di Singapore la Renault si riscattò parzialmente (seconda vittoria di fila) e fece rivivere al pilota asturiano uno spirito vincente. Il rinnovo fu una formalità.

    I sospetti ci furono, così dicono, ma il vento della politica era a favore di Briatore. L’ex team manager si è dimostrato abile nell’esercitare il ricatto del rinnovo nei confronti di Piquet, in quanto a rischio di licenziamento. Quello che piuttosto non torna è come Briatore abbia potuto licenziarlo quest’anno senza tenere conto di un suo contro-ricatto… evidentemente era totalmente stufo dell’atteggiamento del suo pilota, come poi ha palesato nelle sue recenti dichiarazioni:

    “Io ho allontanato il suo amico su suggerimento del padre. Questi due vivevano insieme. Non si capiva che relazione avessero.Io ho seguito il consiglio del padre. Ho fatto addirittura spostare Piquet di appartamento e l’ho messo in un palazzo dove vivo io per tenerlo sotto controllo”.

  4. io non godo della crisi e corruzione della formula 1. ma non ci posso fare niente se mi annoia mortalmente. poi non capisco se cambiano le regole ogni anno per ravvivare lo spettacolo o semplicemente per far vincere un pò altre squadre e piloti che prima erano dati per brocchi…
    mah!

    cmq complimenti ad ale vero reporter d’assalto!

  5. non amo Briatore però ….io ho la mia opinione su quel quasi 360 … e se davvero fosse un maldestro malriuscito e mal valutato tentativo di recuperare la macchina come in passato a piloti di ben più altra levatura è riuscito anche a velocità non adatte? se così fosse la vecchia volpe di suo padre avrebbe usato l’incapacità del figlio per silurare il “licenziatore” e fornire a Mosley il pretesto per la “sua” vendetta anche e non solo nel tentativo di elemosinare un posto per un pilotino che “ma chi se lo prenderebbe mai un tale flop””. Se Briatore può essere un falso pechè lor signori no? e poi chi lo dice che “già da un anno ecc. ecc.” solo le parti direttametne coinvolte e interessate nel verdetto …. meditate gente meditate …. chi di spada ferisce di spada perisce, anche se sei uno col pelo sullo stomaco (ma non lo conosco direttamente e non lo so) prima o poi lo trovi qualcuno che ti frega. E se i Piquet ci avessero menato tutti per il naso?

  6. che senso ha andare a ripescare le bravate di Briatore….. lui non è uno stinco di santo ma ti stai scordando quello che ha fatto di buono per la f 1

  7. Il senso è che tutto fa brodo e per capire bene tutta la situazione bisogna sapere vita, morte e miracoli dei protagonisti, almeno questo è il mio stile.

  8. azione intenzionale, pienamente d’accordo, ma è “l’intenzione” che potrebbe essere diversa da quella dichiarata, se avesse cercato di recuperare la macchina inducendo un 360 la telemetria risulterebbe la medesima, solo che avrebbe sopravvalutato le proprie capacità e mal valutato il rapporto fra velocità e dimensione della pista in quel punto (cosa tutt’altro che inconsueta per lui alla luce delle innumerevoli volte in cui non ha saputo valutare il limite della propria vettura e delle proprie capacità finendo in testacoda o fuori pista in una incredibile serie di curve mal riuscite, a MontMelò gli ho visto sbagliare la stessa curva almeno quattro volte in tre giorni proprio davanti ai miei occhi….. io qualche dubbio ce l’ho…)

  9. La cosa che puzza è che lui abbia compiuto già un testacoda nei giri dietro la safety car… quindi o è un pilota troppo scarso o stava facendo la prova per andare in testacoda… entrambe le ipotesi sono valide! 😀

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