Il Fatto Quotidiano – Ci siamo…

Il Fatto Quotidiano
Il Fatto Quotidiano

Oggi c’erano un paio di argomenti che mi frullavano per la testa. Poi stamattina mi sono svegliato, e sono andato per edicole a cercare “Il Fatto Quotidiano“, il neonato giornale di (tra gli altri) Padellaro e Travaglio.

Non sono riuscito a trovare nessuna copia. Beh, ma in fondo sono a Catania, normale che qui ne siano arrivate poche. Al ritorno a casa, leggo su Antefatto (il blog-costola del quotidiano), che la tiratura iniziale è andata subito esaurita in tutte le città di Italia. Ne sono rimasto stupito, devo esserne sincero.

Seguo la gestazione/nascita del giornale sin da prima dell’estate appena trascorsa, e sebbene sperassi nel suo successo, non mi sarei mai aspettato una tale risposta.
Ma non voglio parlarvi di quanto abbia venduto, per questo ci penseranno loro stessi. Voglio spostare l’attenzione sui motivi di questo successo travolgente. In un periodo in cui, nel nostro paese, la stampa è stata bistrattata in tutti i modi possibili da una parte (con attacchi ormai quotidiani, tanto che ormai c’abbiamo fatto l’abitudine, non fanno neanche più scandalo), ed è diventata strumento d’attacco politico dall’altra, Il Fatto Quotidiano rappresenta una ventata d’aria fresca.
Sin dal suo titolo, ispirato naturalmente all’epurato Enzo Biagi (uno scandalo che non si è mai visto in nessun paese civile, è bene ricordarlo), si capiscono gli intenti di questo nuovo quotidiano: la ricerca della verità, la voglia di un ritorno ad una stampa dei fatti concreti, di strumento di informazione. Quell’informazione che è tanto preziosa e che man mano ci sta venendo a mancare. E’ una base della democrazia, è uno degli articoli della nostra Costituzione.
Ma perché il Fatto dovrebbe rappresentare qualcosa di “nuovo” (di “nuovo” da noi, dovrebbe essere la norma)? Perché è un giornale che non chiede sovvenzioni statali, che non ha finanziamenti di partito, che non dipende da nessuno in nessun modo. Una risposta tanto semplice e banale, quella che dovrebbe essere la norma per ogni organo di stampa, diventa la “mosca bianca“, in un paese che ha un sistema delle comunicazioni visibilmente malato (da una parte e dall’altra, si intende).
E allora ecco che un lumicino di speranza si riaccende flebile, ma presente, nella mia testa. Ci sono centomila persone che l’hanno acquistato, ce ne sono altre trentamila che sono abbonate, e ce ne saranno un sacco che (come me) non sono riuscite ad acquistarlo. Qualcuno con la testa sulle spalle in questo paese chiamato Italia, dove in TV si discute la presenza di un giornalista come Marco Travaglio, dove le trasmissioni scomode come Report o Ballarò vengono azzoppate in un palese tentativo di “normalizzazione”, deve esserci ancora.
Non sappiamo dove andrà questo bambino indisponente, non sappiamo se manterrà le sue promesse, ma non possiamo fare altro che augurarcelo.

Una nuova era dell’Informazione, quella vera, quella basata sui fatti, quella che racconta tutto l’indispensabile, quella che non tace, che non nasconde, che non attacca, che non è strumentalizzata, che non dipende da nessuno. Ed è un po’ triste che ci si debba ritrovare qua a festeggiare di questa ritrovata libertà (senza troppe esagerazioni) di un qualcosa che dovrebbe essere la norma. Ma se qualcosa deve cambiare, da qualche parte si deve cominciare, il primo passo va fatto, e oggi questo passo c’è stato.

In bocca al lupo a Il Fatto Quotidiano dunque.

A margine, vi segnalo il link per scaricare il primo numero in formato .pdf, reso disponibile proprio per far fronte alla grande richiesta e per dare la possibilità a tutti di leggere e di farsi una propria idea su questo nuovo quotidiano. Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in proposito. Io personalmente l’ho trovato puntuale, preciso, naturalmente di parte (ma giusto anche così). La cosa che mi ha colpito è la sensazione di “freschezza e pulizia” che si avverte leggendolo. Quella è palese.

Concludo con una citazione testuale dall’articolo di Marco Travaglio che parla della strada percorsa da “Il Fatto”:

“Lì una giovane collega, Stefania Marino, mi dà la più bella definizione del Fatto: “Sarete il bicchiere mezzo pieno che farà vedere quello mezzo vuoto degli altri giornali””

Ci auguriamo, anche noi, che possa essere davvero così.

Lì una giovane collega,
Stefania Marino, mi dà
la più bella definizione del
Fatto: “Sarete il bicchiere
mezzo pieno che farà vedere
quello mezzo vuoto degli
altri giornali” (
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5 pensieri su “Il Fatto Quotidiano – Ci siamo…

  1. A tratti l’ho trovato un po’ troppo “schierato” dalla parte “loro”, tutto qua. Ma niente che infici in nessuna maniera la puntualità e la precisione degli articoli. Una mia piccola opinione personale, un’impressione, nient’altro. 😉

  2. Mi sono appena reso conto che durante la rassegna stampa notturna del TG5 (e suppongo di tutte le altre reti) non vengono letti i titoli della prima pagina del Fatto Quotidiano…

    Leggono anche quelli de “Il nuovo Molise” …

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