District 9 – Recensione

Gli alieni sono tornati sulla terra e questa volta l’hanno fatto sotto la regia di Neill Blomkamp e la produzione di Peter Jackson.

La locandina del film.
La locandina del film.

Dopo un marketing virale portato avanti, nel nostro paese, dalla Sony Pictures durato per settimane dove abbiamo visto lo stadio Tartini del Parma FC nella partita contro il Palermo con un intero settore chiuso (vedi foto) ed uno striscione che recitava “Area riservata ai non-umani”. La stessa squadra che nel prepartita della settimana precedente indossava magliette con su scritto “In campo per i non umani“.

Alla sua prima volta come sceneggiatore Blomkamp (più noto per il suo lavoro con gli effetti speciali che per la regia) ci propone l’arrivo di un’astronave aliena nei cieli di Johannesburg che, dall’arrivo negli anni 80, è rimasta sospesa sulla città senza apparenti segni di vita.

Già, non sempre questi alieni vengono sulla terra per invaderla e distruggerne la popolazione e quelli che hanno queste intenzioni, di solito, si fiondano sulle grandi città americane e non in Sud Africa. Ma torniamo alla trama del film:

Sono passati 20 anni da quando la nave è arrivata sulla terra e solo l’invio di truppe speciali su di essa ha rivelato la presenza degli alieni in pessime condizioni, profughi dal proprio pianeta. Dopo questa scoperta i “gamberoni” (è così che vengono chiamati gli alieni nel film) sono stati portati a terra dove vivono attualmente in una baraccopoli che prende il nome di District 9.

Si arriva ai giorni nostri, dunque, dove è compito di una società privata, l’MNU (Multi-National United), la gestione del distretto 9. Una società che ha più interesse per la tecnologia aliena che per la salute di questi.

Ed è nel quartier generale di questa che vediamo Wikus van de Merwe (Sharlto Copley) che viene messo a capo di un’operazione di sfratto degli alieni che, proprio come degli immigrati, cominciano a dare fastidio con la loro sola presenza alla popolazione di Johannesburg.

La pellicola si evolve seguendo la vicenda di Wicus con la telecamera che è parte integrante del racconto. Pare finita l’era delle telecamere fisse e delle inquadrature tradizionali; molte scene del film sono girate in handycam da fittizie troupe televisive che seguono i protagonisti, alcune ci vengono proposte anche sottoforma di collegamento dei tg locali.
Il tutto per rendere lo spettatore più coinvolto nella realtà alternativa creata per lui, e questo funziona, a patto di avere dei posti a sedere quanto più possibile lontani dallo schermo per evitare di impazzire o di avere la nausea nel tentativo di seguire le immagini che si susseguono.

In conclusione il regista sudafricano ci propone con “District 9” un film profondo nascosto sotto il velo della fantascienza e lo fa mostrandoci un mondo dove gli alieni, emarginati dalla società in quanto diversi e chiusi in -quello che è in pratica- un campo di concentramento dove sono tutti schedati e marchiati, appaiono più “umani” degli stessi terrestri sia nel modo di agire che di pensare. Allora ci si rende conto che non a caso è stato scelto il Sud Africa come ambientazione del film, si ritorna con la mente alle pubblicità viste prima dell’uscita del film e, oltre agli esempi italiani già citati, spiccano le panchine e le fermate dei bus di Chicago, e appaiono chiari i richiami alle panchine per neri separate da quelle per bianchi, i ghetti (bantustan) e tutte le altre cose viste nel reale Sud Africa fino a metà degli anni 90 a causa dell’apartheid.

Un film da vedere quindi? Sì, ma solo se si è consci del fatto che non è “La Guerra dei Mondi” o “Starship Troopers“. E’ un film che punta a dare un messaggio diverso; un messaggio che, gamberoni a parte, non è poi tanto lontano dalla nostra realtà.

Vi lascio al trailer.

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5 pensieri su “District 9 – Recensione

  1. bella recensione, nel finale cmq fai riferimento alla guerra dei mondi.. intendi l’originale o il remake di spielberg? quest’ultimo è stato molto criticato dalla critica e pubblico e assolutamente scarso se paragonato all’originale..
    cmq piccola curiosità neil Blomkamp e Peter jackson volevano fare un film sulla saga di Halo, ma il progetto falli’.. quello di Halo è un progetto Cazzuto, speriamo che prima o poi si fara’

  2. Intendevo quello di Spielberg, più vicino a “District 9” per quanto riguarda la tecnologia usata.
    Non era una critica negativa ai due film citati, volevo semplicemente ribadire che non è il solito film con alieni che potremmo aspettarci di vedere. Non c’è una guerra e l’azione è lasciata a poche scene rispetto ad uno di quei film.

  3. L’azione c’è, soprattutto nella seconda parte del film, ma non è alla base come in altri film dello stesso genere, guardando quelli può sembrare un po’ lento 🙂

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