Sexgate all'italiana.

Monica Lewinsky1998 – Stati Uniti: all’allora presidente  Bill Clinton viene contestata la procedura di impeachment. Il motivo? Clinton aveva dichiarato il falso riguardo la sua relazione extraconiugale con la stagista Monica Lewinsky. Tutti sicuramente ricorderanno gli eventi di quel periodo, il famoso Sexgate, uno scandalo che, tra macchie sui vestiti e abbracci “particolari”, fece il giro di tutto il mondo. Non c’era TV, programma, telegiornale, giornale che non parlasse dei piccanti incontri nello studio ovale (e le battute si sprecavano naturalmente).

2009 – Italia: ce l’hanno insegnato fin da piccoli ad imitare gli americani. Abbiamo bevuto la Coca Cola, abbiamo ballato il rock’n’roll, abbiamo imparato che il panino con la polpetta si chiama Hamburger, e se ci metti una sottiletta dentro diventa Cheesburger. Abbiamo portato i capelli come Fonzie, abbiamo comprato le automobili Ford, abbiamo sognato tutti di vivere in una casa in cui le camere da letto erano al piano di sopra, e ad ogni battuta che facevamo immaginavamo un invisibile pubblico che ridesse a crepapelle. Potevamo mai farci mancare il nostro Sexgate? Condito con la pasta, il pomodoro e due canzoni suonate con la chitarra in napoletano.

Patrizia D’Addario. Un nome che rimbalza da un lato all’altro della info-sfera (sì, l’ho inventato ora questo termine) da questa estate. Una prostituta, una “escort” come si usa dire nel maledetto politically correct. Non la dimenticheremo più, non dimenticheremo più questa raffinata bionda che è riuscita a monopolizzare le attenzioni di milioni di italiani, e di uno in particolare, il nostro Presidente del Consiglio.

Patrizia D'AddarioNon vogliamo entrare nel merito della questione, e non vogliamo neanche parlare delle rivelazioni che la D’Addario ha fatto questa sera ad Annozero. Vorrei più che altro spostare il punto della discussione, concentrarmi sulla cosa che sta forse sfuggendo alla maggior parte di noi.

Questa sera ascoltavo attentamente le parole della “escort”, e sono rimasto abbastanza incuriosito dall’intervista, da quello che le si chiedeva. Ho avuto la terribile impressione che fosse considerato da tutti “normale” chiedere favori in cambio di una -presunta?- prestazione sessuale. La cosa che mi ha stranito di più è stata il fatto che la D’Addario non era sola in queste famose feste. Alienazione N°1Non era l’unica “donna da compagnia” (tra un po’ avrò finito i termini politically correct, vi avviso…) portata da Tarantini, ma c’erano tante altre ragazze, giovani, poco più che ventenni che erano lì per fare il “grande salto”. E trovo terribile che questa cosa sia quasi passata in secondo piano. Ormai ci si ritrovava a giustificare un comportamento del genere, quel mercificare il proprio corpo che è diventato la chiave per entrare nel mondo luccicante che conta. Poco importa se si tratta di una poltrona in politica, di un ruolo in una fiction, o di andare a fare due scorregge al Grande Fratello.
Queste ragazze sono disposte a fare di tutto pur di fare parte di quel giro che conta, per far parte di quel prodotto che ci viene sparato in faccia ogni giorno. Perfino vendere il proprio corpo, la propria presenza, la propria compagnia.

E non posso fare a meno di apprezzare l'”onestà” della D’Addario che almeno ha ammesso di ricercare un tornaconto. Non che la cosa sia moralmente condivisibile, ma ha avuto la gran faccia tosta di prendersi la responsabilità di quello che ha fatto, per quanto sia totalmente e insindacabilmente discutibile. Che poi nessuno si fermi a pensare un attimo e a chiedersi “ma dove siamo arrivati?”, quello è un altro paio di maniche.
Ma possibile che siano tutti talmente concentrati sul fatto che questa donna sia stata coinvolta in questo scandalo, da arrivare quasi a dimenticarsi che non era sola, che non è la prima né sarà l’ultima volta che accade una cosa del genere (a tutti i livelli)?

Vorrei vedere un po’ d’orgoglio femminile, vorrei che si gridasse allo scandalo per il terribile messaggio che in qualche maniera sta passando. Non esiste più il merito, non esiste più il lavoro. Esistono le scorciatoie, le vie facili. E tutto questo sta pericolosamente diventando sempre di più “normale”, guardiamo distratti uno scandalo che coinvolge un capo di Stato (il NOSTRO capo di stato, è bene comunque ricordarlo), e quasi ci voltiamo dall’altra parte, quasi pensando “vabbè, è andata sempre così, che sarà mai…”.

Merito, qualità, lavoro, impegno. E prendere i giusti provvedimenti contro le menzogne e le bugie.

Abbiamo imparato ad imitare tutto dagli americani, dovremmo imparare anche questo.