Il caso Briatore e la crisi politica della F1 – Seconda ed ultima parte.

Nella prima parte abbiamo affrontato il caso Briatore e analizzato come sia stato fatto fuori senza sconti da Max Mosley. Al momento non ci sono evoluzioni significative sulla vicenda; Briatore sta studiando l’appello con uno stuolo di avvocati e si gode le vacanze forzate sul suo yacht. S’ipotizza anche che stia preparando una Formula Uno alternativa, ma questa notizia va presa come una voce di corridoio.  Lo scandalo del Crashgate tuttavia continua ad avere ripercussioni nel mondo della F1: la maggioranza dei piloti si è schierata contro Piquet, principalmente perché reo confesso con notevole ritardo rispetto all’accaduto. Ma non solo. E’ chiaro come una gara falsata da un tale evento sia stata determinante ai fini della classifica finale del 2008; ricordiamo che Hamilton la spuntò per un punto su Massa. E’ proprio quest’ultimo a recriminare di più, queste le sue recenti dichiarazioni:

“La Renault ha commesso un furto, ma la Fia non ha cambiato il risultato della corsa. A mio avviso dovrebbe invece farlo e io ho perso il Campionato del Mondo per un punto. In quella gara un pilota ha vinto per un furto. Alla Juve è stato revocato lo scudetto ed è stata retrocessa in B. La Formula 1 dovrebbe seguire l’esempio del calcio quando viene scoperta una frode. L’atteggiamento di Nelsinho Piquet è stato molto brutto e ha denunciato il fatto solo dopo un anno. Da pilota non accetterei mai la proposta di provocare un incidente per avere rinnovato il contratto. Ammettere l’errore è stato bello, però non doveva attendere tanto tempo”.

via | gazzetta.it

Ci si interroga sul come mai quella gara sia ancora considerata valida per la classifica e non si metta in discussione tutto.  La risposta è: dimenticare più in fretta possibile. Una eventuale ri-discussione del campionato del mondo 2008 solleverebbe un nuovo vespaio polemiche e il pubblico, francamente, è interessato solo a notizie agonistiche.  Ma diciamoci la verità: secondo voi che figura ci farebbe la F1 destituire Hamilton campione dopo un anno per colpe non sue?

Ecclestone non sarebbe per niente d’accordo, anche perchè Hamilton è un suo pupillo. Vi domanderete perché Ecclestone c’entra sempre in qualsiasi decisione importante della F1. Vi invito a leggere un estratto da wikipedia.

“Nel 1995 la FIA concede i diritti commerciali a Formula One Management (di Ecclestone, n.d.r.) per un periodo di 15 anni, a fronte di un pagamento annuale, e, a maggior conferma di tale scelta, ill 28 giugno del 2001 sempre la stessa FOM, dietro anticipo di una cospicua somma, si vede assegnare dalla FIA i diritti sulla Formula 1 fino al 2110, ovvero per più di un secolo. Come parte di questi accordi i maggiori team avrebbero dovuto ricevere una partecipazione azionaria nel gruppo, ma questo non è mai avvenuto, così come non si è mai materializzata la quotazione in Borsa auspicata. Al momento attuale gli aspetti commerciali della Formula 1 sono controllati dalla società SLEC Holdings basata a Jersey, che a cascata controlla le altre società fino a Formula One Management, la società operativa. Di SLEC (acronimo di Slavica Ecclestone, moglie di Bernie) la famiglia Ecclestone possiede il 25% attraverso la società Bambino Holdings, mentre il 75% delle quote è nelle mani di tre banche (Bayerische Landesbank, Lehman Brothers e J.P. Morgan Chase, unite nella società Speed Investments) che sono state ottenute nel 2002 dopo il fallimento del gruppo multimediale di Leo Kirch, che aveva investito anche nella Formula 1. Ciò nonostante, grazie a una rete di patti tra soci, al sistema delle scatole cinesi e a contestate nomine di consiglieri d’amministrazione, Ecclestone ha praticamente il pieno controllo del gruppo di società.”

via | wikipedia.it

Avete capito bene? Ci sono colossi bancari dietro le spalle della F1, immaginate che business. Le squadre di F1 che sono le vere protagoniste di questo sport, che ci mettono i soldi anche quando le cose vanno male, sono estromesse dalla gestione dei diritti economici.

“Contro questa situazione, che impedirebbe alle banche di capitalizzare adeguatamente l’investimento da cui desiderano uscire, sono in corso battaglie giudiziare che hanno avuto il primo verdetto il 6 dicembre 2004 quando una corte inglese ha sentenziato in favore delle banche aprendo la strada a una possibile estromissione di Ecclestone dal controllo della Formula 1. Le banche hanno infatti annunciato che in futuro continueranno la via giudiziaria, che però si annuncia estremamente lunga e dal risultato incerto.”

via | wikipedia.it

Riassumo quindi in tre fondamentali punti la crisi della F1:

– mancanza di spettacolo: pochi sorpassi e piste sconosciute

– regolamenti tecnici mutevoli e anacronistici

– crisi economica e instabilità politica

Se c’è gente come Mosley ed Ecclestone che comanda, non c’è speranza. Il primo è stato fatto fuori con lo scandalo sessuale dai team (vedi Briatore) e da qualche capitalista ebreo, al secondo la terra sotto i piedi trema da diverso tempo. Mr Ecclestone ha difeso a più non posso Mr Mosley. Pur di non perdere il suo amico nella gestione di questo sport, Bernie rilasciò tempo fa dichiarazioni mostruose sul nazismo, asserendo che “Hitler ci sapeva fare”. Abominevole, un’offesa anche per i tanti appassionati di F1. Dovrebbe dare una ripassata ai libri di storia il signor Bernie, visto che ha smesso a 16 anni di studiare per cominiciare a fare il meccanico… noi comuni mortali sgobbiamo sui libri o sul lavoro, facciamo i salti mortali per sbarcare il lunario e certamente non ci sognamo di essere apologetici del nazismo, ma Bernie grazie al suo giocattolo  si ritrova ora con un patrimonio stimato (con molta approssimazione)… di oltre 2 miliardi di euro!  Oltrettuto deve pur difendere i quattrini, che sarà mai strizzare l’occhio ad Hitler

Mi raccomando, domani c’è il gran premio del Giappone alle sette del mattino. Tutti a regolare le vostre sveglie.
Ci conto…