Up – Recensione

Carl
Carl

Protagonista della vicenda è il simpatico e burbero vecchietto Carl. Appassionato sin da bambino di esplorazione, conosce nella sua infanzia Ellie, bambina che ha un sogno, quello di andare a vivere sulle cascate Paradiso in sud America. E il sogno diventa così comune, i due trascorrono un’intera vita assieme, si sposano, vivono in una casetta da sogno, finché Carl rimane da solo. Nel frattempo intorno casa sua cominciano a venire su palazzoni enormi e grattacieli, e Carl si ritrova obbligato a lasciare la casa dove ha vissuto tutta la vita con la sua cara mogliettina. Decide però di coronare il sogno che i due avevano, e così inizia un viaggio fantastico, accompagnato suo malgrado dal simpatico e paffuto bambino Russel (un boy scout che cerca di aiutare a tutti i costi Carl, per un distintivo “Aiuto agli anziani”), spostando tutta la casa che diventa una sorta di mongolfiera trainata da centinaia di palloncini colorati.

Questo è l’inicipit di Up -il resto naturalmente lo scoprirete voi al cinema-, decimo film di animazione della Pixar. I primi venti minuti del film sono semplicemente poesia: il racconto dell’intera vita di Carl e Ellie vi lascerà senza dubbio a bocca aperta per la delicatezza e la bellezza che permea queste prime scene del film, facendovi inaspettatamente trasalire per la sua “conclusione”. Sono soltanto le prime scene, e già vi ritroverete con un groppo in gola. E’ proprio qui che si capisce la differenza tra la Pixar e le altre case di animazione più famose (vedi Dreamworks). Sembra che loro sappiano seriamente come si fa il Cinema vero, e sono diventati decisamente bravi nel farlo. E’ incredibile come non sbaglino un colpo e, dopo il fantastico Wall-E, confermano ancora una volta di essere all’apice per quanto riguarda la realizzazione di film di animazione. Alla regia c’è Pete Docter (già regista di Monster’s Inc. e soggettista di Wall-E), che ci conduce attraverso questo viaggio fantastico con la strana coppia di Carl e Russel, e tutta una serie di personaggi secondari che sono sicuro vi faranno impazzire (il cane Dug e Kevin vi faranno morire dalle risate). C’è la storia d’amicizia, c’è il cattivo, c’è qualcuno da salvare, c’è il lieto fine. Tutto quello che vi aspettereste da un film di animazione c’è, ed è realizzato in maniera perfetta.

Russel
Russel

Ma Up non è soltanto questo. C’è la malinconia, c’è la tristezza, c’è la riflessione profonda…in un paio di momenti è quasi difficile trattenere la commozione, una cosa che è abbastanza inusuale in un “film per bambini“. Ma il bello di Up è proprio questo. La Pixar porta il cinema di animazione oltre i limiti classici, e propone diverse chiavi di lettura, diversi strati da sondare. E’ un film per tutti, e per la prima volta questa accezione diventa anche un consiglio. E’ veramente un film che dovrebbero vedere tutti. Non mancheranno le scene umoristiche, i momenti comici veri e propri, mai fini a sé stessi, così come le scene d’azione, sempre spettacolari e coinvolgenti.

Tecnicamente siamo ai soliti livelli di totale eccellenza, con il 3d (assolutamente consigliato) che per una volta diventa realmente funzionale al racconto, senza essere mai invadente e infastidire con scene scritte ad hoc. Anche se con il 3d forse ci sarà da aspettare ancora qualche tempo prima di vederlo al servizio totale di un film, mi ha lasciato comunque piacevolmente colpito. I personaggi sono disegnati in maniera splendida, senza mai esagerare. La Pixar ha un suo stile preciso, e riesce a mantenerlo in ogni film. Delicato, coloratissimo, non c’è mai una cosa fuori posto. Simpatiche anche le molteplici citazioni presenti (Star Wars, un famoso quadro di Coolidge, e tante altre), così come sarà inevitabile non trovare più di un’analogia con quel Grand Torino capolavoro di Clint Eastwood. La vecchiaia, il legame con il passato, il desiderio di tenersi attaccati gli oggetti che più si sono amati, e che più di una volta ci raccontano una storia della nostra vita, semplicemente guardandoli.

Up è un film meraviglioso, senza dubbio, affronta temi “pesanti” (come quello dell’elaborazione di un lutto) con una delicatezza e un tatto unici, e allo stesso tempo è una fiaba fantastica, con tutto al posto giusto, dai personaggi alla storia raccontata.

Consigliato? Sì, consigliatissimo, è un vero capolavoro. Ne rimarrete affascinati.

“Croce sul cuore.”