Il vizietto del ricatto

berlusconi

Nelle scorse settimane ci siamo ritrovati ad affrontare l’argomento Berlusconi-escort, e ci siamo resi conto di come il nostro Presidente del Consiglio, valutazioni morali a parte, sia in realtà una persona “ricattabile”. E’ bastato che una delle escort che frequentava fosse “infelice” (per un impegno politico non mantenuto) per far venire fuori uno scandalo nazionale. Fiumi di parole sono stati spesi sull’argomento, discussioni su quanto sia giusto o meno, se sia morale o meno, se debba dimettersi o meno.

Giovedì scorso il presidente  (ormai ex) della Regione Lazio Piero Marrazzo si è trovato coinvolto in un nuovo scandalo a sfondo sessuale tutto all’italiana. Nel mese di Luglio scorso viene beccato in flagrante da quattro carabinieri mentre si intrattiene con un transessuale in un’abitazione. I quattro filmano la loro irruzione nell’abitazione e, a quanto pare, imbastiscono una scena ancora più umiliante (si parla di immagini che ritraggono della cocaina vicino alla tessera del presidente), al fine di estorcere dei soldi al politico. Un ricatto in piena regola. Tu mi dai dei soldi, io non dico niente a nessuno e non ti rovino la vita.

In quel momento Piero Marrazzo commette il terribile errore (che, se vogliamo, è anche comprensibile vista la situazione) di piegarsi a quel ricatto. Dà così dei soldi ai carabinieri, firma quattro assegni (secondo le ipotesi di indagine, ma l’istruttoria ancora non ha chiarito precisamente questa vicenda) e spera che tutto finisca nel dimenticatoio. Dimenticando però la componente essenziale di ogni ricatto: da un ricatto non si esce. Il ricatto non finisce mai. Si assopisce soltanto, finché il ricattatore non avrà bisogno di ottenere qualcos’altro.
La settimana scorsa accade un fatto ancora più inquietante. Il filmato –che gli indagati hanno provato a vendere per tutto il periodo estivo– comincia a girare per i giornali scandalistici più famosi, fino ad arrivare nelle mani di Alfonso Signorini, attuale direttore della rivista di gossip “Chi”. Signorini, per chi non lo sapesse, fa capo alla casa editrice della figlia del nostro Premier, Marina Berlusconi, la quale, convocata, non ci pensa su due volte e avvisa il Papi, che a sua volta fa un colpo di telefono a Marrazzo, facendogli sapere del filmato e promettendogli che loro non lo pubblicheranno. Come dire “il filmato ce l’abbiamo noi, è al sicuro“. Passano i giorni e Marrazzo, forse per la pressione terribile a cui è sottoposto, forse in un tardivo slancio di coscienza, si decide a denunciare tutto l’accaduto. Scoppia l’inevitabile scandalo, il pressing mediatico si fa insostenibile, e l’ex presidente tenta prima in maniera un po’ goffa di negare, per poi raccontare tutto l’accaduto sia ai giudici che alla stampa.

Questo, in sintesi, cio che è accaduto nei movimentatissimi ultimi giorni.

Il viziettoNon voglio addentrarmi troppo sul discorso morale, non è questa la sede, e in fondo interessa anche poco al nostro ragionamento. Marrazzo ha commesso degli errori, ma questi errori non sono da ricercare nel suo “vizietto”, bisogna andare ben più a monte del problema. Marrazzo si è prima di tutto rovinato con le sue stesse mani. Ha permesso ad una sua debolezza di prendere il sopravvento, di mettere a rischio non solo la sua vita politica, ma anche quella personale, con la sua famiglia. Insomma, non ci vuole molto a capire che se proprio hai il bisogno di andare con un trans, magari puoi evitare di farlo con l’auto blu, di andare sempre nello stesso posto, di metterti nella condizione di essere riconosciuto. Un uomo politico dovrebbe prendere delle precauzioni. E non mi sto riferendo a quelle per le malattie veneree.
Un uomo politico non si dovrebbe mai mettere nelle condizioni di essere ricattato. Il comportamento in sé sarà forse discutibile, ma rimane comunque una faccenda che riguarda la sua vita privata. Nel momento in cui cede al ricatto, però, diventa “inabile” a fare politica. Si mette sotto il giogo di qualcuno (poco importa chi sia questo qualcuno), gli permette di controllare la sua vita e con essa le sue decisioni politiche. Non è riuscito a denunciare tutto subito? Benissimo, lo si può accettare, ma non appena confessa deve abbandonare le sue cariche. L’ex presidente della regione Lazio in effetti si dimette, è di oggi l’annuncio dell’abbandono totale della vita politica. Fine dei giochi, adesso lasciamolo in pace a sistemare la sua vita privata.
Questo stesso discorso lo possiamo allargare al caso Berlusconi-escort. Nel momento in cui una escort, Patrizia D’Addario, dimostra che il premier può essere messo sotto ricatto, automaticamente quest’ultimo dovrebbe rassegnare le dimissioni, perché “inabile” a fare politica. Se può essere ricattato da lei -e sappiamo che nei famosi festini Patrizia non era la sola- senza parlare dei collegamenti di alcuni dei suoi alleati con ben peggiori realtà, chi ci assicura che non sia attualmente sotto il  ricatto di qualcuno? La sua storia recente ci ha dimostrato che è ricattabile. E quando una persona diventa ricattabile deve lasciare immediatamente la gestione della cosa pubblica. Non ce n’è, inutile girarci tanto intorno. E’ una questione, questa sì, di correttezza morale nei confronti di chi gli ha dato mandato di governare.

Mi viene in mente un esempio recente, una lezione di stile in piena regola. Lo statunitense conduttore del Late Show, il famosissimo David Letterman, si è ritrovato invischiato qualche tempo fa in uno scandalo analogo. Qualcuno ha scoperto le sue scappatelle extraconiugali con una autrice del programma, e ha deciso di ricattare il presentatore. Soldi in cambio di silenzio. E cosa ha fatto David Letterman? Ha raccontato tutto in diretta, nella sua puntata dello show serale, davanti a milioni di ascoltatori. Ha denunciato il ricattatore, lo ha letteralmente sputtanato in pubblico, e ne è uscito in qualche maniera pulito. L’unico modo per rendere inutile un ricatto è rivelarlo. A volte essere chiari, dire la verità, evitare di voler tenere nascoste le cose, è la strada migliore da percorrere. Anzi, togliamoci pure quel “a volte”.

Rimane un ultimo, inevitabile dubbio. Lecito chiedersi quanti dei nostri politici, dei nostri governanti, dei nostri rappresentanti (da una parte e dall’altra) abbiano qualche scheletro nell’armadio, siano persone ricattabili o siano addirittura già sotto un qualche tipo di ricatto.

E non è detto che si tratti sempre di puttane e transessuali.

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Web Comics

L’articolo di oggi è arricchito da una strip di ENTJ autore del web-comic satirico Caos Deterministico che vi invitiamo a leggere. Ringraziamo l’autore per questa strip in esclusiva per Camminando Scalzi.it[/stextbox]

Caos Deterministico in esclusiva per Camminando Scalzi.it

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10 pensieri su “Il vizietto del ricatto

  1. Il vizietto del ricatto | Marrazzo story – Camminando Scalzi……

    Giovedì scorso il presidente (ormai ex) della Regione Lazio Piero Marrazzo si è trovato coinvolto in un nuovo scandalo a sfondo sessuale tutto all’italiana….

  2. questo episodio conferma che “il più pulito ha la rogna”. e non mi riferisco solo al mondo politivo. ma al MONDO. a me stesso come a chi abita con me.
    vado controcorrente. a me piacerebbe un’italia (e sti cazzi del resto del mondo) in cui nessuno si scandalizzasse più. Fine dei ricatti, delle questioni morali. di richieste di dimissioni… di “esempio ni confronti degli altri”. visto che la maggior parte degli scandali sono di natura sessuale, beh… a me piacerebbe che tutti iniziassimo a viverlo con più tranquillità.
    mi spiego: marrazzo, berlusconi, il panettiere, il meccanico. IO. dobbiamo rendere conto delle nostre scappatelle con la nostra famiglia, non all’Italia. Scusate una cosa, ma IO chi cazzo sono per “prendermela” con Marrazzo. Io non l’ho votato, ma se anche lo avessi fatto e Marrazzo va con i “travertiti”… ma a me… ma che me ne frega!! è a sua moglie e a sua figlia che deve renderne conto. etica… in politica serve un altro tipo di etica: nel FARE! ci dimentichiamo sempre questo: FARE! a furia di parlare come delle lavandare zitelle, ci dimentichiamo del FARE. e non chiediamo MAI le dimissioni se qualcuno non FA!

  3. Il problema è sempre il solito, in Italia ci si scandalizza per cazzate del genere (alla fine cosa me ne frega se Marrazzo si fa pure un esercito di scimmie)e non per cose davvero gravi come la corruzione, i legami con mafia e camorra, i soldi pubblici finiti nelle mani di chi sa chi, e potrei continuare per ore. E ovviamente, in questo l’informazione ci mette di continuo il proprio zampino, dando spazio a notizie da giornale scandalistico piuttosto che alle cose serie.

  4. In realtà tutta questa vicenda ce l’ha una questione seria. Come ho scritto nell’articolo, anche a me non me ne può fregare di meno se Marrazzo va con i brasiliani, il punto è che il suo ruolo non gli permette di mettersi in una situazione di “ricattabilità”.

    In quel momento il suo vizietto, la sua scappatella, non diventa più una cosa che riguarda le sue mutande, ma le mutande di tutti noi. Se sei sotto scacco, e in questo caso sotto uno scacco “morale”, sarai disposto a fare qualsiasi cosa per non far venire fuori lo scandalo.

    E converrete con me che questo mal si sposa con la gestione della cosa pubblica.

  5. beh si… a ripensarci Griso hai colto una sfumatura rilevante. Il ricatto può essere più di una semplice richiesta di soldi.
    se il filmato finisce nelle mani di un avversario politico, allora la tua gestione è condizionata dall’opposizione. se finisce nelle mani di un imprenditore, ecco pronto l’appalto.
    esiste un rimedio, e lo sta applicando berlusconi: andare avanti. e questo, forse, conferma quanto ho detto nel mio commento: se il ricattato è il primo a sbattersene i coglioni, non è più ricattabile. credo.

  6. a me la cosa che ha fatto veramente preoccupare è aver sentito Berlusconi dire a Ballarò che sua figlia Marina lo ha avvisato che giravano dei video su Marrazzo e lui”magnanimo” ha avvisato il presidente della regione Lazio anzichè le forze dell’ordine o la magistratura( ma si sa i giudici sono tutti comunisti).
    Nessuno ha commentato la gravità del fatto.Come non poteva essere essere,Marrazzo,condizionato dal fatto che il capo del del partito avversario avesse una tale bomba tra le mani.
    E il PD altro che solidarietà,”a calci” dovrebbe prendere il suddetto Marrazzo e come minimo citarlo per danni perchè dopo la telefonata di Berlusconi non si è dimesso immediatamente essendosi messo in una situazione di grave ricattabilità….

  7. Ho letto l’articolo e sono assolutamente d’accordo con Griso. Certa “presunta” opinione pubblica vorrebbe far passare l’adagio del “così fan tutti”. No, questo non è accettabile: perchè io, e come me tanti altri, non vado a trans, non assumo droghe, non organizzo festini con puttane, non faccio trattative con organizzazioni criminali, non ricatto nessuno sfruttando la mia posizione o la mia divisa. Credo ormai che le divergenze ideologiche e politiche debbano essere superate in nome della serietà. C’è bisogno che tutte le persone serie, oneste, corrette di questo Paese (e sono convinto che ne siamo ancora tanti) debbano prendere la situazione in mano e “cassare”, pulire, spazzare via tutta questa schifezza. La generazione prima della mia ha sprecato l’occasione di Mani Pulite, cerchiamo di non chiudere gli occhi anche noi e riprendiamoci l’Italia.

  8. Forse pochi saranno d’accordo con me, ma da questa vicenda io direi che chi fa più schifo sono anzitutto le cosiddette “forze dell’ordine” che si fanno corrompere e/o ricattano, e in secondo luogo gli itagliani, per i quali andare con un trans è un crimine peggiore dell’avere rapporti con mafiosi.

    Questi sono i due aspetti che andrebbero maggiormente messi in evidenza, secondo me.

    gr @ SocietaCivile.net

    • Sì però, vedi, quelli sono aspetti su cui non ho voluto puntare il dito semplicemente perché per me sono cose ovvie. E’ ovvio che dei carabinieri che estorcono abusando del proprio potere siano persone abbiette e poco corrette nei confronti della società civile, come trovo assolutamente ovvio è normale che il fulcro del problema, su cui molti si erano concentrati all’inizio, non è certo andare o non andare con un trans. Il fatto grave è proprio il ricatto in sè per sè, fatto ad un uomo di potere, fatto in quella maniera.

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