Windows 7, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft

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Sono passati tre anni dall’uscita del tanto discusso Windows Vista ed ecco che il suo successore esce dalle sedi di Redmond ed è pronto per il mercato.
Da oggi (22 ottobre) Windows 7 è disponibile per le architetture a 32bit e 64bit in 6 versioni:

Starter e Home Basic: Più limitate rispetto alle altre, destinate a sistemi meno performanti (netbook, ecc.).
Home Premium e Professional: Pressochè uguali ma orientate, rispettivamente, all’uso domestico o a quello aziendale.
Enterprise: Come la Professional, destinata all’uso aziendale con volume licensing (la possibilità di usare la stessa chiave di licenza per più installazioni).
Ultimate: La più completa tra tutte.

windows7_boot

Per progettare e mettere a punto Windows 7 abbiamo deciso di partire dai vostri commenti. In molti ci avete chiesto un PC facile da usare e vi abbiamo accontentato: Windows 7 è più veloce, più intuitivo e lavora proprio come vi serve. Come abbiamo fatto? Facile, abbiamo apportato centinaia di miglioramenti e troverete anche qualche sorpresa che – ne siamo sicuri – non avreste mai immaginato.

Viene introdotto così il nuovo sistema operativo sul sito ufficiale della Microsoft; noi l’abbiamo provato e siamo qui per descrivere le nostre impressioni:

Già dall’installazione, semplice e veloce, si nota il passo avanti fatto con questo nuovo sistema operativo (OS). In nemmeno una ventina di minuti avrete il vostro nuovo Windows pronto e funzionante (sì, avete letto bene, funzionante).
I driver per la maggior parte delle svariate periferiche che possono essere “attaccate” al vostro pc sono già compresi nell’installazione. Per quanto riguarda l’aggiunta di nuove periferiche o gli eventuali aggiornamenti, praticamente tutte le case produttrici di componenti per pc hanno già sviluppato driver e software compatibili. In caso non abbiate trovato quello che vi serve in versione per Window 7 c’è sempre la possibilità di installare programmi in “modalità compatibilità” che, attraverso un semplice procedimento, ci permette di scegliere la versione di windows in cui questi funzionavano in modo da eseguire il software adeguatamente.

La Superbar
windows7 Finita l’installazione e creato il nostro nuovo account, ci ritroveremo ad avviare per la prima volta il nuovo sistema.
La prima cosa che salta all’occhio è l’aspetto della nuova barra delle applicazioni: la Superbar (così chiamata dalla Microsoft) è più spessa rispetto a quella dei predecessori e, a mio parere, anche più funzionale.
Ma in che modo può essere più funzionale? Faccio un esempio: Passando il mouse sulle icone della barra vediamo apparire delle miniature delle rispettive finestre o file e, spostandoci su queste, avremo anteprime a pieno schermo. Cliccando col tasto destro del mouse sulle icone, invece, possiamo accedere alla Jump List, un menu che consente di accedere a contenuti diversi a seconda del programma: La Jump List di Windows Media Player per esempio conterrà i file riprodotti più spesso; quella di Windows Live Messenger, invece, ci permette di inviare messaggi instantanei o gestire lo stato (In Linea, Occupato, ecc.).

Aero
La grafica Aero pare diventata più leggera rispetto a quella presente su Vista, e il sistema non ne è rallentato in alcun modo; in più vediamo l’aggiunta di qualche nuova simpatica feature (davvero utili per chi ha a che fare con molte finestre) come l’Aero Shake, lo Snap e l’Aero Peek:
“Prendendo” la parte superiore di una finestra e, letteralmente, agitandola (da cui Aero Shake) la finestra in questione rimarrà in primo piano sul desktop mentre tutte le altre finiranno nelle icone della barra delle applicazioni. Allo stesso modo se al posto di agitarla la trasciniamo verso i bordi laterali questa si allungherà adattandosi allo schermo (con la possibilità di combinare più finestre) mentre se la trasciniamo verso l’alto lo riempirà (Snap).
Passando il puntatore del mouse nell’angolo inferiore destro dello schermo (sul tasto Mostra Desktop della Superbar) entrerà in azione l’Aero Peek e tutte le finestre diverranno trasparenti come lastre di vetro permettendoci di vedere il desktop e i suoi gadget.
La sidebar di Vista è stata sostituita dai singoli gadget (meteo, orologio, monitor di sistema…): il vantaggio principale di questa scelta sta sempre nella velocità del sistema (pare davvero sia stata la parola chiave degli sviluppatori) e i gadget non sono processi separati come in precedenza ma fanno parte dello stesso explorer.exe che ci permette di vedere la grafica del nostro Windows.
E se si possiede un touch screen, la tecnologia Windows Touch permette di usare queste ed altre funzionalità tramite l’uso delle dita. Per esempio si possono usare per ingrandire e spostare immagini sullo schermo.

Software “allegati”
I programmi di base sono i soliti già visti nei vari sistemi operativi Microsoft: dal Blocco note a Paint passando per un rinnovato Windows Media Player 12 che integra un maggior numero di codec video e audio al suo interno rispetto alla versione precedente.
Degno di nota anche il nuovo Media Center, molto semplice da usare ed interfacciabile con altri dispositivi collegati in remoto denominati Extender (lettori DVD, Xbox 360…).

Rete
Col nuovo sistema operativo quelli di Redmond hanno puntato a rendere il tutto quanto più User Friendly possibile e non è stata fatta eccezione per la gestione delle reti. Trovare una rete a cui connettersi (cablata o wireless che sia) è davvero semplice tramite l’utilizzo delle icone sulla superbar e dell’intuitivo Centro Connessioni di Rete.
Semplificato anche il sistema di rete locale per la condivisione di singoli file (o raccolte) e stampanti: Con l’installazione del OS verrà automaticamente creato il Gruppo Home, con il quale condividere le risorse, ed una password, per accedere al gruppo da altri pc.

Stabilità
Ormai è passato un mese da quando ho cominciato ad usare Windows 7 (seppur non nella sua versione definitiva) e fino ad ora non ho avuto alcun tipo di problema. Finalmente un OS della Microsoft per architetture a 64bit (la versione da me provata) che funziona a dovere. Il sistema non è mai crashato e, come già detto, mi sono ritrovato davanti ad una versione di Windows davvero veloce ed affidabile.

Riuscirà, quindi, il nuovo lavoro dei ragazzi di Redmond a cancellare i brutti ricordi legati al suo predecessore? Vedremo, per ora le premesse ci sono tutte; noi di CamminandoScalzi.it torneremo sicuramente a parlarne in futuro. Intanto, a questo indirizzo trovate un’applicazione Microsoft utile a testare se il vostro computer è pronto a far girare una copia di Windows 7.

Donatori di vita

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Una nuova autrice su Camminando Scalzi.it

Abbiamo il piacere di presentarvi miosina81, medico specializzando in Anestesia e Rianimazione. Affronterà un tema molto delicato, quello del trapianto d’organi, legandolo ad una sua esperienza in ospedale. Fin dove ha potuto ha utilizzato un linguaggio il meno complicato possibile, inoltre abbiamo aggiunto vari link che vi aiuteranno con alcuni termini medici. In ogni caso l’autrice sarà disponibile a rispondere alle vostre domande. Espimente la vostra opinione sul tema commentando l’articolo.

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Paolo, 60 anni, è un grave cardiopatico. E’ affetto da una patologia chiamata cardiopatia ipertrofico – ischemica, tre pregressi infarti del miocardio di cui due a 40 anni, una grave insufficienza aortica e mitralica, uno scompenso del ventricolo sinistro con riduzione globale della contrattilità. In pochi termini ha un cuore praticamente fermo.

Arriva in Unità di Terapia Intensiva con un quadro clinico gravissimo, un episodio di tachicardia ventricolare seguito da immediato arresto cardiaco dopo l’ennesima coronarografia (la coronarografia è un esame che permette la visualizzazione diretta delle arterie coronarie mediante l’introduzione di mezzo di contrasto attraverso un catetere guida introdotto in arteria femorale). Viene sottoposto quindi a massaggio cardiaco esterno, defibrillazione, fiale di adrenalina, dopamina e atropina, e dopo aver tenuto col fiato sospeso per diversi minuti, ecco che ricompare quel bip rassicurante che così bruscamente si era interrotto. Una giornata di coma e la mattina seguente lo ritrovo sveglio e cosciente, ancora collegato al respiratore con una ventilazione non invasiva, più stabile emodinamicamente. Tuttavia nuove complicanze sono subentrate: un’ edema polmonare da scompenso cardiaco e una insufficienza renale acuta che poco risponde alla terapia farmacologica. Il rene è ormai danneggiato dall’ipoperfusione ematica, ovvero dalla scarsa circolazione sanguigna periferica, è necessaria quindi la dialisi.

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Il paziente è  in lista d’attesa per trapianto cardiaco da 15 anni; intanto affronta una serie di degenze più o meno complicate tra i reparti di Cardiologia e Rianimazione.

Le indicazioni cliniche all’esecuzione di un trapianto cardiaco comprendono le cardiopatie congenite, le cardiomiopatie primitive (ipertrofiche, dilatative e restrittive) e secondarie a malattia ischemica e malattie valvolari. Le indicazioni emodinamiche comprendono la stima di una serie di indici specifici cardiaci intesi a valutare l’efficienza di pompa cardiaca e di circolo (per esempio la frazione di eiezione, l’indice cardiaco e la pressione di incuneamento polmonare). Controindicazioni sono l’età, neoplasie maligne negli ultimi 5 anni, infezioni sistemiche in fase attiva ( per esempio da HIV, da HCV e HBV), il diabete mellito complicato, l’insufficienza renale primaria cioè indipendente dallo scompenso cardiaco, l’insufficienza epatica, l’infarto polmonare recente, patologie vascolari cerebrali, alcolismo, ipertensione, collagenopatie, malattie sistemiche in generale con limitata prognosi.

Paolo vive con la speranza di un imminente trapianto di cuore. Mi sottolinea che nonostante abbia compreso la serietà della sua condizione clinica è sereno, si sente comunque una persona fortunata perché dice di aver avuto tutto dalla vita. Rimango colpita da questa affermazione e dall’utilizzo di  questo preciso termine “fortunato”, ha avuto tutto dalla vita, eccetto un cuore che funzioni. Lui non lo sa, ma in realtà non verrà maooi trapiantato, me lo comunica il Centro Trapianti presso il quale è seguito perché, mi ribadiscono, è considerato troppo vecchio. Infatti data la maggiore incidenza di complicanze nei soggetti anziani, il limite di età per la candidatura al trapianto è intorno ai 55/65 anni a seconda dei Centri. Naturalmente il paziente deve essere inquadrato nelle sue condizioni cliniche generali tali da permettergli una aspettativa di vita di almeno 10 anni. Il numero di trapianti di cuore ammissibili per anno dipende ovviamente dal numero di donatori disponibili e dalla mortalità in attesa di trapianto. In ogni caso i candidati risultano essere in numero nettamente superiore rispetto alla disponibilità effettiva d’organo.

Al 16/10/09 risultano: 713 pazienti in lista d’attesa per un cuore (ai quali se ne aggiungono 26 pediatrici); 257 trapianti cardiaci eseguiti da inizio anno. Il tempo medio di attesa dei pazienti in lista è di circa 2,5 anni, la mortalità in attesa di trapianto è piuttosto elevata, 8,6% (fonte: Sistema Informativo Trapianti)

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La donazione d’organi è un atto irrinunciabile ed è un invito alla possibilità di salvare vite umane qualora la nostra dovesse cessare. Il prelievo di tessuti e organi viene effettuato solo dopo l’accertamento assoluto della morte biologica che equivale alla cessazione dell’attività elettrica cerebrale, questo è tutelato dalla legge italiana, aldilà di tutte le diversità culturali, le credenze religiose, le influenze ambientali. Ognuno di noi ha la responsabilità e il dovere morale di diventare potenziale donatore d’organi e manifestare la propria volontà attraverso la dichiarazione di donazione: basta anche solo la dichiarazione e la firma su un foglio in carta semplice e possibilmente la comunicazione ai familiari o all’ ASL di appartenenza.

Tante persone muoiono ogni giorno, tante altre vivono sperando come Paolo, solo alcune avranno la possibilità di credere realmente in una guarigione … ma essere favorevoli alla donazione è un modo per tutelare la vita. Non restiamo indifferenti.

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Un mese di Camminando Scalzi

La neonata blog-zine “Camminando Scalzi” compie oggi un mese. Sebbene il tempo trascorso non sia stato moltissimo, questa piccola creatura del mondo invisibile del web ha fatto già parecchi passi.

Volevamo ringraziare prima di tutto voi per la costanza con la quale ci seguite e partecipate (anche se ci piacerebbe una maggiore interazione con i lettori, ma sono sicuro che questa verrà con il tempo.) Se siamo arrivati a questo punto è anche grazie a voi.

logo1Dicevamo, un mese fa partiva la Blog-zine, eravamo ancora “ospiti” di WordPress, e il primo post in assoluto è stata la recensione del non troppo convincente nuovo lavoro dei Muse, The Resistance. Da lì si è partiti a costruire una “redazione” che lavorasse in pianta stabile, e tante idee si sono susseguite, sia sul lato tecnico (sono in arrivo parecchie novità!) che su quello prettamente dei contenuti (su cui puntiamo molto, e speriamo di avervi dimostrato una buona qualità nei nostri articoli). Il primo step lo possiamo così considerare completato, ora inizia il secondo step, quello forse più affascinante, la costruzione di una community che segua il blog e partecipi assiduamente ai nostri progetti. Abbiamo in mente parecchie sorprese per voi, non dovete fare altro che continuare a seguirci.

Durante questo primo mese, Camminando Scalzi ha affrontato parecchi temi di attualità, come quello del Lavoro (a cui siamo molto affezionati), culminato con l’intervista esclusiva a quelli di Repubblica degli Stagisti. Ma non è mancata la riflessione sui temi di attualità che riguardano il nostro paese, come ad esempio la libertà di stampa, o i vari scandali che hanno colpito in una maniera o nell’altra il nostro Governo. Non è mancata una forte lettera di protesta al modo di trattare le donne nel nostro paese. Abbiamo -ahinoi- dovuto parlare anche di eventi tragici che hanno investito la nostra penisola, come la terribile alluvione di Giampilieri.

L’Informatica è un altro tema che piace molto ai nostri lettori, e siamo così andati a vedere come Google sia arrivata dov’è arrivata ora, e abbiamo in esclusiva (ieri) recensito Google Wave, il nuovo progetto di bigG che rivoluzionerà senza dubbio il modo di vedere il web. I protagonisti delle pagine più divertenti di Informatica sono stati gli utOnti, esseri mitologici che sicuramente tutti quelli che ne capiscono un minimo di computer avranno conosciuto, con tanto di vignetta in esclusiva dei ragazzi di Supporto Buongiorno. Cosa ci aspetta per il futuro? Sicuramente parleremo del nuovo arrivato in casa Microsoft, quel Windows 7 che uscirà proprio questa settimana. Stay tuned.

E’ stato anche un mese ricco di uscite interessanti al Cinema, noi ci siamo concentrati sui maggiori film mainstream, come l’ultimo tarantiniano “Bastardi senza gloria”, o il discussissimo -dalle nostre parti- Baarìa, o il particolare film di fantascienza District 9. Non è mancata la recensione sull’ultimo capolavoro della Pixar, quell’ Up di cui torneremo a riparlare tra qualche giorno (ma non possiamo svelarvi di più!).

Ma siccome a noi piace accontentare i gusti di tutti, e non ci facciamo mancare proprio niente, ecco anche la tematica sportiva. L’articolo calcistico del lunedì è ormai consolidato, e non ci limitiamo all’analisi sulle varie giornate calcistiche A, ma cerchiamo di evidenziare tutto ciò che gira intorno allo sport nazionale (ricordate l’articolo Fifa: Mafia?). Inoltre, con un doppio-post, abbiamo anche analizzato la crisi che ha investito la Formula Uno di recente, con l’ormai famigerato incidente di Piquet e la radiazione di Briatore.

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Insomma, con questo “post di mezzanotte” abbiamo semplicemente voluto ripercorrere questo primo mese di attività, e cogliamo l’occasione per ribadire ancora una volta che questa blogzine è di tutti. Non esitate a lasciare i vostri commenti dopo aver letto un articolo, a noi interessa la vostra opinione, e riteniamo che il confronto sia un’“arma” decisamente da sfruttare.

Aspettiamo i vostri articoli, vogliamo leggere le vostre storie, sentire le vostre opinioni. Le poche istruzioni le trovate a questo link, vogliamo solo ricordarvi che l’unica regola è sentirsi liberi di parlare di ciò che volete, in fondo la possibilità di scrivere in libertà è quella cosa che ci ha spinto ad iniziare questo percorso…

E’ come quella stupenda sensazione che si prova… camminando scalzi.

Ci si vede domattina.


Un primo sguardo a Google Wave

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In esclusiva per Camminando Scalzi.it

L’articolo di oggi è scritto da Mauro Fava, autore del blog Linuxedintorni.org. Mauro ha avuto l’opportunità di provare in anteprima il nuovo ed innovativo prodotto di Google e ci ha fornito questa recensione in eslcusiva.
Un grazie a Mauro da parte di tutta la redazione!

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Google rilascia a pochi utenti la preview del suo nuovo strumento Wave, vediamo di cosa si tratta.

wave_iconSe non siete all’interno di un bunker senza possibilità di comunicare con il mondo esterno o magari barricati all’interno di una baita senza corrente elettrica ne computer o altro apparato elettronico probabilmente avete sentito parlare di Google Wave.

Qualche tempo fa la stessa azienda aveva presentato ad un pubblico di soli sviluppatori una nuova applicazione web che suscitò meraviglia e stupore in molti di noi, durante tutto il filmato, della durata di circa un’ora, il creatore di Google Maps illustrava le novità e le caratteristiche innovative di questa meraviglia firmata Google.

In queste settimane Google ha rilasciato circa 100.000 inviti destinati ad un selezionato pubblico di utenti i quali hanno la possibilità di utilizzare e valutare in anteprima il nuovo servizio marchiato Mountain View.

Una volta accettato il contratto e sbrigate le prime formalità ci troviamo di fronte all’interfaccia di Wave:

Clicca per ingrandire - L'interfaccia di Google Wave
Interfaccia - Click per ingrandire

il prodotto è accessibile attraverso browser ma sono sicuro che non mancheranno da qui a breve client in grado di sfruttare le API del servizio al fine di portare le conversazioni di Wave all’interno del nostro desktop svincolandole di fatto da un browser.

Sono sincero, ad un primo impatto la schermata di Wave lascia disorientati, ci troviamo al cospetto di una idea rivoluzionaria che ha tutte le potenzialità per essere un prodotto di successo e come tale Google ha pensato bene di dotare il servizio di una interfaccia per alcuni versi insolita.

Partendo da sinistra possiamo vedere quella che può essere definita come la sidebar degli strumenti e dei contatti; potete creare cartelle, visitare le varie sezioni dove sono racchiuse le vostre onde e marcare Wave come spam.

Scendendo in fondo troviamo la gestione dei contatti, semplice ed essenziale, come nello stile Google, essa permette di manipolare i vostri indirizzi appoggiandosi a Google Contacts.

Ecco il primo punto che mi lascia perplesso; capisco che allestire un database ulteriore sarebbe stato oneroso ma in questo modo si è obbligati a condividere i propri contatti con i server di Google Contacts…..magari qualcuno non desidera effettuare questo tipo di operazione.

Pannello contatti
Pannello contatti

Ad ogni click che farete su di un singolo contatto avrete a disposizione un pannello come quello che vedete di lato.

Creare una nuova onda, leggere le recenti o “pingare” il profilo è operazione di pochi secondi.

Passiamo al pannello centrale, in questa porzione di monitor trovate le conversazioni alle quali state partecipando.

Questa specifica porzione d’interfaccia risponde contestualmente alla sezione scelta nella sidebar degli strumenti quindi se avete selezionato “all” all’interno della sidebar avrete tutti i messaggi disponibili all’interno di questo pannello centrale.

Contestualmente a questa porzione d’interfaccia avete le conversazioni mostrate all’interno dell’ultima sezione di Wave, questo è il fulcro del sistema, da qui è possibile condividere foto in real time, scrivere, collaborare, cancellare muovere modificare ed compiere più in generale tutte quelle operazioni che avete potuto vedere nel filmato di presentazione pubblicato da Google.

Le conversazioni si svolgono tra due o più contatti e coinvolgere altri utenti è semplice come cliccare su di un pulsante più e selezionare il contatto desiderato.

In questo modo avrete la possibilità di iniziare una nuova wave dove condividere discutere o compiere qualsiasi altra operazione in condivisione con l’utente, o gli utenti, coinvolti; il sistema di reply ad ogni messaggio è molto funzionale, potete scegliere se rispondere direttamente oppure rispondere al singolo messaggio o infine editare in tempo reale i messaggi lasciati da altre persone coinvolte all’interno della conversazione.

Questo ovviamente non significa che una volta modificate le frasi non possano più essere recuperate, attraverso il sistema di playback avremmo la possibilità di scorrere tutta la nostra conversazione come se stessimo visionando un filmato, in questo modo potremmo vedere l’evolversi della conversazione e i cambiamenti fatti su di essa.

Wave è real time, ogni cambiamento dell’onda è percepito in real time da tutti gli utenti coinvolti sia che si tratti di scritte o di upload di foto o di condivisione di una mappa, ottimo se si pensa allo scopo per il quale a mio avviso è stato ideato.

In questo momento ci troviamo in una fase che definirei ALPHA anche se, come potete osservare dagli screeshoot pubblicati, vi è una dicitura che recita preview, molte delle funzioni non sono disponibili o parzialmente funzionanti ma già oggi è possibile apprezzare la potenza dello strumento che Google ha deciso di rende open source.

Google Wave per iPhone
Google Wave per iPhone

Wave è disponibile anche per i dispositivi mobili evoluti come iPhone, telefoni equipaggiati con Android o sistemi Maemo, perfettamente utilizzabile permette di effettuare tutte le operazioni che è possibile fare su di un normale pc.

Ho riscontrato alcune difficoltà sono con gli ormai famosi netbook nei quali lo schermo di piccole dimensioni unitamente ad una visualizzazione classica e non da dispositivo mobile, limita la velocità d’uso.

Ma quindi cosa è Google Wave?

E’ un nuovo modo di collaborare, di intendere l’e-mail, di condividere documenti con altri utenti o di fare molto velocemente quello che fino a qualche tempo fa era possibile tramite lo scambio estemporaneo di file, un’idea che porterà inevitabilmente i professionisti del web e del mondo IT ad un modo diverso di organizzare il proprio lavoro……Wave è un mondo in completo divenire, chiunque sia in grado potrebbe sviluppare un “plugin” in grado di fare qualsiasi cosa in tempo reale (già ora abbiamo un primo traduttore di lingua in real time).

Vi posso invece dire con certezza cosa non è Wave, non è un social network e non andrebbe mai definito come tale non sarà e non ha voglia di essere il prossimo Facebook o Twitter anche se è perfettamente in grado di aggiornare i vostri account direttamente dalla sua interfaccia.

Personalmente sono in attesa di una maggiore diffusione dello strumento per valutare l’effettiva potenzialità di quest’onda la quale per ora riserva, a mio avviso, un enorme potenziale ancora incompreso o poco sfruttato.

Per farvi capire meglio com’è possibile utilizzare Wave vi lascio con un filmato realizzato appositamente per questa blogzine:

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7143669&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1

Google wave preview from Shaytan on Vimeo.

P.S.: un grazie ad Aldo Latino che si è prestato alla dimostrazione live J

Un saluto Mauro (aka Shaytan) Fava

www.linuxedintorni.org

[stextbox id=”info” caption=”Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?” bcolor=”4682b4″ bgcolor=”9fdaf8″ cbgcolor=”2f587a”]Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che trovate qui. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate. Vi aspettiamo numerosi.[/stextbox]

L'Uomo (in) Nero. – Ottava giornata

Prendono una vagonata di insulti quando sbagliano, mai un complimento quando invece il loro lavoro fila liscio. Quasi sempre il capro espiatorio, la loro figura è quasi sempre vista come quella del nemico. Parliamo degli arbitri, coloro che fanno si che il calcio abbia un senso e non sia anarchia pura.

L'arbitroRispettare le regole a volte per qualcuno è una perdita di tempo, ecco perchè per i fischietti a volte fare bella figura è un’impresa. Prendiamo ad esempio questa giornata: sulle decisioni “importanti” prese dagli arbitri il 70% sono esatte. Ma ovviamente su quali vanno a puntare giornali e processi biscardiani vari? SOLO SUGLI ERRORI.

Ora, premettendo che di arbitraggi in malafede ce ne sono stati a bizzeffe (lungi da me difendere totalmente la categoria che comprende anche alcuni lestofanti del passato) il punto è stabilire una cosa: arbitrare è veramente difficilissimo, lo è a livelli di campionati regionali, figurarsi in ambito internazionale. Prendere decisioni che possono scontentare una nazione intera in una frazione di secondo…beh provateci. Quindi un arbitro in buona fede….può sbagliare. Come sbagliano i calciatori, gli allenatori, i presidenti ed il pubblico.

pellegrino102Si è perso oramai del tutto il rispetto per la figura in sè stessa. Ricordate Panucci che rivolgendosi all’arbitro dice “Mi fai pena” o Criscito che lo manda affanculo ed entrambi vedono il rosso? Apriti cielo. Espulsioni severe…dice la stampa. Provate ad andare in tribunale per una causa e dire al giudice “Vostro onore mi fa pena” o “Se ne vada affanculo”. Molto spesso sono costretti a far finta di non sentire…perchè se applicassero SEMPRE il regolamento non beccherebbero una pacca sulla spalla, ma si sentirebbero dire “Ma che ha fatto? Ora sai chi abbiamo contro?“. Neanche si arriva agli estremi con Moggi che chiude Paparesta negli spogliatoi ogni domenica, ma per chi ha frequentato campi di periferia di categorie minori sarà facile ricordare di arbitri anche bravi che lo fanno con passione e devono uscire scortati dalla polizia col terrore negli occhi per le decisioni prese in campo.E credetemi, anche quando quelle decisioni sono sacrosante.

La malafede è palese e da condannare, la buonafede altrettanto evidente, ed è da preservare.

Risultati 8a Giornata

Juventus Fiorentina 1-1
Genoa Inter 0-5
Parma Siena 1-0
Catania Cagliari 2-1
Lazio Sampdoria 1-1
Napoli Bologna 2-1
Chievo Bari 1-2
Livorno Palermo 1-2
Udinese Atalanta 1-3
Milan Roma 2-1

Up – Recensione

Carl
Carl

Protagonista della vicenda è il simpatico e burbero vecchietto Carl. Appassionato sin da bambino di esplorazione, conosce nella sua infanzia Ellie, bambina che ha un sogno, quello di andare a vivere sulle cascate Paradiso in sud America. E il sogno diventa così comune, i due trascorrono un’intera vita assieme, si sposano, vivono in una casetta da sogno, finché Carl rimane da solo. Nel frattempo intorno casa sua cominciano a venire su palazzoni enormi e grattacieli, e Carl si ritrova obbligato a lasciare la casa dove ha vissuto tutta la vita con la sua cara mogliettina. Decide però di coronare il sogno che i due avevano, e così inizia un viaggio fantastico, accompagnato suo malgrado dal simpatico e paffuto bambino Russel (un boy scout che cerca di aiutare a tutti i costi Carl, per un distintivo “Aiuto agli anziani”), spostando tutta la casa che diventa una sorta di mongolfiera trainata da centinaia di palloncini colorati.

Questo è l’inicipit di Up -il resto naturalmente lo scoprirete voi al cinema-, decimo film di animazione della Pixar. I primi venti minuti del film sono semplicemente poesia: il racconto dell’intera vita di Carl e Ellie vi lascerà senza dubbio a bocca aperta per la delicatezza e la bellezza che permea queste prime scene del film, facendovi inaspettatamente trasalire per la sua “conclusione”. Sono soltanto le prime scene, e già vi ritroverete con un groppo in gola. E’ proprio qui che si capisce la differenza tra la Pixar e le altre case di animazione più famose (vedi Dreamworks). Sembra che loro sappiano seriamente come si fa il Cinema vero, e sono diventati decisamente bravi nel farlo. E’ incredibile come non sbaglino un colpo e, dopo il fantastico Wall-E, confermano ancora una volta di essere all’apice per quanto riguarda la realizzazione di film di animazione. Alla regia c’è Pete Docter (già regista di Monster’s Inc. e soggettista di Wall-E), che ci conduce attraverso questo viaggio fantastico con la strana coppia di Carl e Russel, e tutta una serie di personaggi secondari che sono sicuro vi faranno impazzire (il cane Dug e Kevin vi faranno morire dalle risate). C’è la storia d’amicizia, c’è il cattivo, c’è qualcuno da salvare, c’è il lieto fine. Tutto quello che vi aspettereste da un film di animazione c’è, ed è realizzato in maniera perfetta.

Russel
Russel

Ma Up non è soltanto questo. C’è la malinconia, c’è la tristezza, c’è la riflessione profonda…in un paio di momenti è quasi difficile trattenere la commozione, una cosa che è abbastanza inusuale in un “film per bambini“. Ma il bello di Up è proprio questo. La Pixar porta il cinema di animazione oltre i limiti classici, e propone diverse chiavi di lettura, diversi strati da sondare. E’ un film per tutti, e per la prima volta questa accezione diventa anche un consiglio. E’ veramente un film che dovrebbero vedere tutti. Non mancheranno le scene umoristiche, i momenti comici veri e propri, mai fini a sé stessi, così come le scene d’azione, sempre spettacolari e coinvolgenti.

Tecnicamente siamo ai soliti livelli di totale eccellenza, con il 3d (assolutamente consigliato) che per una volta diventa realmente funzionale al racconto, senza essere mai invadente e infastidire con scene scritte ad hoc. Anche se con il 3d forse ci sarà da aspettare ancora qualche tempo prima di vederlo al servizio totale di un film, mi ha lasciato comunque piacevolmente colpito. I personaggi sono disegnati in maniera splendida, senza mai esagerare. La Pixar ha un suo stile preciso, e riesce a mantenerlo in ogni film. Delicato, coloratissimo, non c’è mai una cosa fuori posto. Simpatiche anche le molteplici citazioni presenti (Star Wars, un famoso quadro di Coolidge, e tante altre), così come sarà inevitabile non trovare più di un’analogia con quel Grand Torino capolavoro di Clint Eastwood. La vecchiaia, il legame con il passato, il desiderio di tenersi attaccati gli oggetti che più si sono amati, e che più di una volta ci raccontano una storia della nostra vita, semplicemente guardandoli.

Up è un film meraviglioso, senza dubbio, affronta temi “pesanti” (come quello dell’elaborazione di un lutto) con una delicatezza e un tatto unici, e allo stesso tempo è una fiaba fantastica, con tutto al posto giusto, dai personaggi alla storia raccontata.

Consigliato? Sì, consigliatissimo, è un vero capolavoro. Ne rimarrete affascinati.

“Croce sul cuore.”

Allenatori sull'orlo di una crisi di nervi.

Cari lettori, ritorno a scrivere su CamminandoScalzi e voglio farlo con un articolo piuttosto leggero e divertente. In questa settimana hanno tenuto banco gli sfoghi dei C.t. italiano Marcello Lippi e del C.t. argentino Diego Armando Maradona. Entrambi hanno ottenuto l’accesso alla partecipazione ai mondiali del prossimo anno, sebbene il compito di Maradona sia stato più arduo; la sua Argentina – tra le più confuse e sgangherate di tutti i tempi – è stata in bilico fino all’ultima partita con l’Uuruguay, vinta poi negli ultimi minuti. A fine partita l’ex “pibe de oro” scoppia a piangere e a farneticare, ma più tardi  in conferenza stampa è ancora “troppo emotivo”…

Sebbene Maradona abbia specificato che gli insulti erano riferiti ai detrattori della “selecion”, la Fifa ha aperto una procedura di giudizio nei suoi confronti e corre il rischio di incappare fino a 5 giornate di squalifica e quindi tanti saluti alla panchina per i mondiali.

Sfogo più misurato è stato quello di Lippi, persona sempre stata ruvida verso la stampa, colpevole di intossicargli ogni partita con domande su Cassano e recentemente su Totti… Guardiamo.

Che sia uno stile di Lippi per mantenere alta la tensione della squadra? Da questi  due  video denotiamo la difficoltà dell’ allenatore di una nazionale, che deve reggere la pressione dei sogni di una nazione intera: Argentina ed Italia sono due nazioni dove il calcio è sport nazionale. Essi hanno a disposizione una squadra “mobile”, con poco tempo per allenarla e rodarla nei meccanismi di gioco, mentre la stampa, nei pochi giorni di lavoro a disposizione, rompe le balle sugli “assenti” e non concede mai un complimento alla squadra. Maradona ha fallito nel reggere la pressione dei media e non mi sembra all’altezza – mi dispiace dirlo profondamente da napoletano –  nell’allenare la nazionale argentina, a prescindere dalle questioni tecniche. Lippi è un vecchio marpione ed usa la stampa per caricare il suo gruppo…

Oltre ai casi di questa settimana volevo ricordare due sfoghi celebri a livello di club: cominciamo a gustarci, prima del gran finale -ahahahah- Alberto Malesani,  che allenava in Grecia il Panathinaikos con l’esilarante commento della Gialappa’s.

Il gran finale: conferenza stampa di Trapattoni ai tempi del Bayern Monaco. Un evento storico MONDIALE.
Sotto il video vi riporto la traduzione in italiano del suo discorso…

“Ci sono in questo momento in questo squadra, oh, alcuni giocatori dimenticano il loro professionista cosa sono. Non leggo molti giornali, ma molte situazioni ho sentito.

Non abbiamo giocato in modo offensivo. Non c’è nessuna squadra tedesca gioca offensivo e i nomi offensivo come Bayern. Ultimo partita avevamo tre punte nella campo: Elber, Jancker e poi Zickler. Non dobbiamo Zickler dimenticare. Zickler è una punte in più, Mehmet più Basler.

È chiaro queste parole? È possibile di capire, cosa io ho detto? Grazie.

Offensivo, offensivo è come fare nella campo.

Io ho dichiarato con queste due giocatori: dopo Dortmund hanno bisogno forse pausa un tempo. Ho visto in Europa anche altre squadre dopo questa mercoledì. Ho visto anche gli allenamento due giorni.

Un allenatore non è nessun idiota! Un allenatore è lì … vedere cosa succedere in campo. In questo partita esistevano due, tre o quattro giocatori, loro erano deboli come una vuoto bottiglia (“una bottiglia vuota” significa in tedesco: una persona che non vale niente)

Avete mercoledì visto, quale squadra giocato ha mercoledì? Mehmet ha giocato, o giocuato Basler, o giocato Trapattoni? Questi giocatori lagnano più che gioco!

Sapete, perché le squadre Italia comprano non questi giocatori? Perché noi visto abbiamo molta volte tali partita. Hanno detto, giocatori non sono per italianen, eh…, campionis.

Struuunz! Strunz è qui da due anni, dieci partita ha giocato, è sempre ferito. Cosa permetten Strunz?! Anni scorsi diventato campione con Hamann, eh…, Nerlinger. Questi giocatori erano giocatori ed erano diventati campioni. È sempre ferito! Ha giocuato 25 partite in questo squadra, in questa club. Respectare deve gli altri collegen!

Hanno molto simpatici collegen. Ponga a questo collegen la domanda! Non hanno nessuna coraggio di parole, ma io so, cosa pensaren su questo giocatori. Devono mostrare ora, io voglio, sabato (in Germania si gioca di sabato), questi giocatori devono mostrare me, …, i suoi tiffosi, devono vincere la partita da soli. Deve da soli vincere la partita!

Io sono ora stanco padre di queste giocatore, eh.., difendo sempre questi giocatoren. Io ho sempre i debiti (Trappattono confonde le parole tedesche per “debito” e “colpa”), su questi giocatori. Uno è Mario, uno, un altro è Mehmet. Strunz invece non è, ha solo giocato il 25 per cento questi partita!

Io sono finito (=Ho finito)
!”

Cari lettori vi saluto, grazie e alla prossima!

Listening 01: Thom Yorke

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Diamo il via ad una nuova rubrica musicale. Cercherò di guidarvi nell’ascolto e nella scoperta della Musica, quella con la M maiuscola. Ogni settimana prenderemo in considerazione un nuovo artista, raccontando la sua storia e cercando di avvicinarci a lui in una maniera diversa. Mettetevi belli comodi, indossate le cuffie, alzate il volume. Questa settimana si parla di Thom Yorke.

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Thom Yorke in ConcertoSolitudine. Se c’è una parola che vi deve venire subito in mente quando pensate alla nascita del genio di Thom Yorke, quella parola è probabilmente “solitudine”. Tutti conoscono i successi dei Radiohead, e sono sicuro che almeno una volta nella vostra vita avrete ascoltato Creep, Karma Police o Paranoid Android.
La carriera di Yorke e dei suoi Radiohead però comincia, come accade molto spesso per i geni della musica, da una sfortuna, una sfiga che lo colpisce sin dalla nascita. Thom è purtroppo affetto da un grave problema all’occhio sinistro che lo costringerà a compiere ben cinque interventi correttivi prima di raggiungere l’età di cinque anni. I “rappezzamenti” (spesso definiti così dal cantante inglese) non riescono a migliorare tantissimo la situazione, e il cantante si ritrova in tenera età a vivere una condizione di emarginazione. Complice anche il fatto che i suoi si trasferissero spesso da un posto all’altro, il piccolo Thom si ritrova sempre di più ad essere schernito ed escluso dai suoi compagni per il suo difetto fisico, e comincia a sviluppare un’introspezione che diventa quasi morbosa. Un’introspezione che lo porta a sviluppare la genialità musicale che ritroverà una volta adulto, con la maturità musicale. E, ironia della sorte, quell’occhio sinistro un po’ chiuso, un po’ paralizzato, è il segno tangibile della genialità, che si porta dietro da allora. Una genialità musicale unica. Ascoltare il brano seguente (peraltro in una esibizione live da brivido, fatta da solo, quest’estate) ci fa capire molto meglio cosa intendo con genialità musicale unica:

Un pezzo del genere lo può scrivere soltanto Thom Yorke. Questo brano fa parte del suo album solista, che si intitola The Eraser,  che è un ascolto obbligato che vi consiglio assolutamente.

Thom Yorke
Thom Yorke

Ma non ci perdiamo troppo in chiacchiere. Quello che si evince dalla sua musica è un tormento interiore costante, è una musica che appare spesso elettronica, fredda, in alcuni tratti quasi minimalista. E’ una specie di occhio (non a caso) robotico sul pensiero dell’uomo, uno sguardo artificiale che seziona, divide, e ricompone successivamente i nostri sentimenti più profondi. Ma il genio compositivo di Yorke non si vede soltanto nei brani più “sperimentali” ed elettronici. Una cosa che mi ha sempre colpito dei Radiohead è la loro capacità di passare dal rock all’elettronica, dalla musica sperimentale alle ballad acustiche, con un tatto e una finezza che sono indici di una infinita sensibilità musicale. E’ davvero difficile trovare un’altra band nell’era moderna che riesca a passare così facilmente attraverso i tempi, ritrovandosi in qualche maniera sempre un passo avanti rispetto a tutti gli altri.

True Love Waits è un brano che per un lungo periodo di tempo veniva eseguito soltanto dal vivo (verrà poi successivamente registrato in un B-Side). La dimensione dal vivo è un’altra faccia importante dei Radiohead. Ascoltate un loro disco, un loro brano registrato in studio, e dopo lanciatevi in un ascolto dello stesso brano nella sua veste live. Come accade sempre per le più grandi band, incredibilmente tutto assume una dimensione enorme, e i brani vengono spesso arricchiti, modificati, resi ulteriormente magnifici, come se già non lo fossero. Inutile parlare di una abilità tecnica nell’uso degli strumenti tradizionali  e non (le loro attrezzature sono a volte fuori di testa) che è fuori dal comune. Come al solito, la musica molto spesso vale più di mille parole. Ascoltate cosa sono capaci di fare i Radiohead live, il brano si intitola Everything in its righ place.

Siete ancora tutti interi? Bene.

Thom YorkeThom Yorke, ai tempi della scuola superiore, passava molto del suo tempo all’interno delle aule di musica, e lui stesso ha più volte raccontato di come amasse rinchiudersi in quelle stanzette dove c’era soltanto un pianoforte, alla ricerca di ispirazione. E’ un’immagine molto malinconica, che però ci aiuta ancora di più ad entrare nella testa del personaggio. L’industria della musica rock arriverà però quasi a distruggerlo, con il grande successo di Pablo Honey, e di quella Creep che è rimasta nella storia della musica (e che qualcuno dalle nostre parti si è azzardato a stuprare…ma preferisco non commentare). Yorke in quel periodo cade nel tunnel dell’alcolismo, e secondo le cronache, uscirà lentamente da questa situazione, anche grazie all’aiuto del grande amico Michael Stipes dei R.E.M. Da quel momento in poi, la carriera di Yorke è costellata di grandi successi. Prima quell’Ok Computer che lascerà il mondo a bocca aperta (Karma Police? No surprises? Vi dicono qualcosa?), e poi l’improvviso salto nella musica sperimentale, che lascerà molti fan allibiti, con i vari Amnesiac, Kid A, Hail to the thief. A proposito di Kid A, ascoltiamo assieme Idioteque.

Non tutti sanno che il famoso giro di note, che supporta il beat dance di tutta la canzone, è un piccolo brano di una composizione dello scienziato informatico Paul Lansky, che nel 1975 scrisse “Mild und leise” su un computer grosso come una stanza, direttamente da linea di comando. Questo solo per farvi fare un’idea di dove arriva la ricerca sonora di Yorke e soci.

Si arriva così all’era moderna, a quell’In Rainbows che continua a risuonare ininterrottamente nelle mie cuffie da due anni ormai, vero capolavoro e summa della produzione dei ragazzi inglesi. Un album venduto via internet ad offerte (altra rivoluzione…tu scegli quanto pagarlo, a partire da 1 cent), l’album dell’anno 2007, e a parere del sottoscritto ancora insuperato anche nell’anno 2009. E’ una specie di enorme sinossi di quello che sono Yorke e i Radiohead. C’è tutta la loro musica portata all’estremo. Inutile dire che anche questo è un ascolto consigliato obbligato.

Di recente il buon Thom ci ha regalato un’altra bella idea, ha portato live i suoi brani solisti (alcuni anche provenienti dal suo nuovo album, che è in lavorazione al momento) con musicisti tutti nuovi (in realtà un paio già stazionavano nell’orbita Radiohead, come il produttore Godrich). Tanto per farvi un esempio, al basso Yorke ha chiamato Flea. E’ in questi momenti che un po’ mi dispiace di non abitare in Inghilterra.

Altra caratteristica da non sottovalutare sono i testi scritti da Yorke. Le sue canzoni sono molto spesso pura poesia, riesce a giocare con le metafore in una maniera sublime ed esprime con due parole quello che forse noi comuni mortali non riusciremmo ad esprimere con mille. Ma per questo vi devo rimandare ad una vostra ricerca personale, tali e tanti sono i capolavori, e soprattutto le diverse emozioni che trasmettono in base all’ascoltatore.

Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire, e milioni di caratteri da battere sulla tastiera, ma non vorrei dilungarmi troppo. Spero di essere riuscito ad incuriosirvi e di avervi fatto venire voglia di esplorare il magico mondo della musica di Thom Yorke (e chissà che non torneremo a parlarne in qualche altra puntata).
Concludiamo questa prima puntata di Listening con un brano che adoro, si intitola How to disappear completely. Difficile davvero commentarlo. Io resto senza parole ogni volta che l’ascolto.

Il caso Opposizione.

Il Caso Opposizione

Era una notte piovosa. Il Detective e il suo fido Agente aiutante erano intenti a barcamenarsi in un caso che gli toglieva il sonno da mesi. Il Caso Opposizione.

“Detective, non riusciamo a trovarla in nessun modo.”

“Agente, ma come è possibile? Solo lei e Carmen Sandiego riescono sempre a sfuggirci in questa maniera.”

“Non lo so Detective, ormai sono due anni che è andata via via scomparendo. Ricapitolo i rapporti signore?”

“Sì, magari viene fuori qualcosa che ci è sfuggito…”

“Allora, 1994, Berlusconi scende in campo…”

“No per favore, niente big B per oggi, ne ho le palle piene.”

Accese una sigaretta, mentre il suo aiutante continuava a sfogliare cartelle, aiutandosi con il pollice bagnato di saliva. Fuori continuava a piovere a dirotto. Detective si versò un altro bicchiere di scotch e si mise comodo.

“Ecco ecco, l’ho trovato. Allora nel 1996 primo governo Prodi. Sono i tempi dell’Ulivo, e dell’appoggio esterno di Rifondazione Comunista. Poi succede qualcosa, Bertinotti e Rifondazione non rinnovano la fiducia al governo, Prodi si dimette. Ed eccola che appare. Possiamo partire da questa traccia…”

“Vada avanti agente.”

“Dunque, abbiamo notizie certe che il successore di Prodi è un certo Massimo D’Alema.”

“Il tipo delle barche…”

“Esattamente. Nel 2000 cade pure il governo D’Alema. Sono fatali le elezioni regionali (in particolare la vittoria di Storace e di An nel Lazio). Il signore delle barche si dimette, ed eccola qui, che comincia a fare la sua comparsa. Prima però al governo c’è  un certo Amato, ma il suo governo durerà pochissimo (fino al 2001). Ecco che si forma la nostra ricercata, l’Opposizione, il grande male della Sinistra. Da quel momento, per cinque anni, sarà al governo Berlusc…”

“Agente! Che cosa le ho detto?” Tuonò.

“Detective ma è importante, non posso non nominarlo!”

“Per oggi faccia uno sforzo agente.” Disse il detective dopo aver spento l’ennesima sigaretta. Era visibilmente nervoso, quel caso non lo faceva dormire da mesi. Un inseguimento che non portava a nulla.

“Dunque, dov’eravamo rimasti, ah sì. Allora, da quel momento al governo c’è Berlus…ehm, le forze politiche di centro-destra. Il governo riesce a portare alla fine il proprio mandato, e si arriva così alle elezioni. La nostra Opposizione promette che quando ritornerà al governo si impegnerà per risolvere una cosa importante…”

Il conflitto di interessi. Una legge importante sì.” Disse il Detective appuntandosi la frase sul blocknote.

“Esattamente. Sembra che questa volta l’Opposizione si sia palesata e , seppur in maniera risicatissima, riesce a tornare a capo del governo italiano nelle elezioni del 2006.”

“Bene, e in quei cinque anni sono riusciti a fare la legge, no?”

“Nossignore, non è durato cinque anni.”

“Come no?”

“Nossignore. Prima di tutto c’è una crisi di governo nel 2007, mancata fiducia a D’Alema a quanto pare.”

“Di nuovo quello delle barche.”

“Esattamente. Ma il governo si tiene su per i capelli. Successivamente, nel 2008, l’onorevole Mastella, con una mossa che manco Houdini per sfuggire alla cassa con le catene, fa cadere il secondo governo Prodi. Si va alle elezioni. Berl..Silvio si candida per la quarta volta…”

“La quarta? Guardi agente, se ci penso bene in effetti a me pare che non se ne sia mai andato.”

“Colpa della sinistra signore, colpa della sinistra. Dicevo, Silvio si ricandida e stavolta, complice una campagna elettorale vincente -o se vogliamo totalmente sbagliata da parte della Sinistra- viene eletto con un’ampia maggioranza.”

“E la sinistra radicale? I Verdi? Rifondazione?”

“Non li vota più nessuno Detective, scompaiono semplicemente.”

“Sa che le dico Agente, ma rimanga tra noi. Questa è stata una cosa più che positiva. Ci siamo tolti dalle scatole un po’ di gente che aveva una mentalità sin troppo vecchia e retrograda per questo paese. E poi cos’è successo?”

“E poi Detective, l’Opposizione scompare. Sembra che non esista più. Semplicemente, a quanto pare, si ha come l’impressione che faccia di tutto per rimanere in questo ruolo, quasi avesse paura ad opporsi seriamente e a proporre un’alternativa. Semplicemente, non funziona più. Tutti i vecchi gerarchi della sinistra continuano a fare proclami, si va avanti con un’inutile idea di Partito Democratico, un partito in cui nessuno sa veramente cosa vuole. E poi ci sono le nuove primarie…”

“Di nuovo questa storia delle primarie…”

“Sì, e si scontrano, ma per modo di dire, tre candidati. Bersani, Franceschini e Marino. E’ uno scontro inutile, senza senso, secondo me. Sembra che facciano di tutto per sembrare più belli agli occhi degli elettori, ma nessuno propone un programma concreto, nessuno parla della gente, dei lavoratori. Sono troppo impegnati a mettere uno i piedi in testa all’altro.”

“Vabbè ma almeno ci sono delle facce nuove.”

“Di facciata, signore. Si sente sempre parlare dei vari Fassino, Rutelli, e di D’Alema che spara a zero su Franceschini per appoggiare Bersani.”

“D’Alema, di nuovo? Sempre quello delle barche.”

“Sempre lui signore. E gira e volta, sono sempre le stesse persone che non sono state capaci di mantenere una promessa fatta nel loro programma elettorale del precedente governo. Non sono riusciti a fare la legge sul conflitto di interessi. Questo sa cosa mi fa pensare Detective?”

“Immagino quello che sto pensando io Agente. Che a loro piaccia stare all’Opposizione.”

“Sembra proprio di sì signore. Arriviamo così al caso di questi giorni, con un’esponente del Partito Democratico, l’onorevole Binetti, che ha votato contro una legge sull’omofobia.”

“Deve esserci un errore Agente. Controlli meglio. Come, una del PD che vota contro una legge del genere? E l’uguaglianza? E la tutela dei diritti di tutti?”

“Nessun errore signore. C’è confusione nell’Opposizione, sembra che non si riesca a trovare altro da fare oltre che scontrarsi internamente. Non andranno mai da nessun parte così, non riusciremo mai a rintracciarla, questa Opposizione.”

“E’ impossibile. Ma non ci rimane qualche traccia, qualche pista da seguire? Possibile che non esista più una vera Opposizione in Italia? O semplicemente questi signori non la sanno fare? Beh, ora che ci penso, pure se riuscissero ad andare al governo, cosa propongono concretamente? Sarebbero in grado di togliere dal cuore dei loro elettori la mancata realizzazione di un punto così importante come quella famosa legge di cui parlavamo?”

“Ci sono tante domande Detective, e le risposte sono tutte abbastanza nebulose. Così come la sorte di quest’Opposizione. Non riusciremo mai a prenderla Detective, semplicemente sembra non esistere.”

“E di questo Di Pietro che mi dice?”

“Non so signore, è uno che parla di provoloni…”

Cronache semiserie di un sistemista disperato – Capitolo n°1 : L'utonto

Spesso amici e conoscenti mi chiedono cosa faccia esattamente per vivere. A volte provo loro a spiegarlo, ma visto che la parola sistemista è sconosciuta ai più, mi limito a dire di essere un tecnico informatico: loro pensano di aver capito, io mi tolgo dall’impiccio, 0-0 palla al centro. Ma alcuni insistono nel volere i particolari, ed è a loro che è dedicato questo articolo: spero di riuscire a spiegare una volta per tutte in quale inferno mi sono cacciato quando ho scelto questo mestiere.

  • Lui: “Ho un problema con il condizionatore, mi si spegne da solo dopo poco che l’ho acceso”
    Me: “Guarda che non mi occupo di condizionatori…”
    Lui: “Scusa ma non lavori con i computer? Ormai sono tutti pieni di chip questi aggeggi, sono sicuro che puoi fare qualcosa!”
    Me:“…”

Il lavoro del sistemista è semplice, in teoria: ci si occupa dell’infrastruttura informatica di un’azienda facendo in modo che sia sempre funzionante in efficienza, si riparano guasti e malfunzionamenti vari, se ne progettano gli ampliamenti, cose di questo tipo. Ovviamente la complessità può diventare enorme a causa della miriade di tecnologie diverse coinvolte, che generano problematiche di ogni tipo; ma per chi come me è appassionato fin da piccolo di ogni campo dell’informatica è una vera e propria pacchia, e ogni problema da risolvere diventa una sfida personale, rendendo questo lavoro uno dei meno noiosi che ci siano.

  • Lui: “Sai che anche mio figlio lavora nel campo dell’informatica? Magari vi conoscete pure!!”
    Me: “Si, infatti conosco tutti gli informatici d’Italia… Comunque, di cosa si occupa?”
    Lui: “Fa le modifiche alle console, sai Playstation, il Nintendo di Panariello (!), e quella nuova con cui fai ginnastica (!!).”
    Me: “Si, facciamo proprio lo stesso lavoro…”

Se mi piace così tanto, qual è allora il motivo per il quale torno a casa la sera con il vago desiderio di uccidere ogni forma di vita presente nell’universo? Il motivo è lui, l’inesplicabile mistero della natura che prende il nome di Utonto. L’etimologia è semplice, si tratta dell’unione delle parole utente e tonto; ma questo non basta a spiegare l’enorme quantità di danni che una singola persona è in grado di arrecare ad un intero sistema informatico (e ai miei neuroni). Sia chiaro che non considero tutti gli utilizzatori di pc con scarse capacità degli utonti: si può essere degli utenti accorti pur avendo un grado di cultura informatica o persino di intelligenza scarsi, come si può essere degli utonti pur possedendo incredibili capacità intellettive, un paio di lauree ed essendo a capo del settore informatico di una grande azienda.

  • Lui: “Mi hanno regalato una penna usb ma non funziona, dai un’occhiata?”
    Me (mentre guardo allibito la pendrive infilata brutalmente in una porta ethernet): “Scusa, ma non hai notato la forma leggermente diversa e la leggera resistenza che opponeva la porta?”
    Lui: “Ma allora non va lì? Pesavo resistesse un po’ perché era nuova…”

Ma cos’è che distingue un semplice utente da un utonto? Il primo semplicemente accetta i propri limiti di conoscenza, evitando di far danni se non è sicuro di come effettuare una certa operazione, e chiedendo aiuto se ne ha bisogno. Il secondo invece ha assoluta fiducia nelle proprie capacità informatiche, non chiede mai aiuto a nessuno se non all’amico superesperto (che spesso lo aiuta a fare ancora più danni); non legge i messaggi di errore o di avviso e clicca furiosamente su qualsiasi pulsante compaia sullo schermo cancellando dati, accettando di installare virus, chiudendo senza salvare file ai quali stava lavorando da ore; utilizza password difficili da trovare come “password” o la classica “pippo”, che inoltre per non dimenticare scrive su un post-it che appiccica sul monitor; accetta di versare migliaia di euro in conti esteri, convinto da una mail in italiano stentato di doverlo fare per ricevere un’eredità da un misterioso parente sudafricano; in ogni caso, non ammette mai di aver sbagliato.

  • Lui: “Ho un problema con il file, lo apro ma non ci sono le modifiche che ho effettuato ieri!”
    Me: “Evidentemente non l’hai salvato, tranquillo, ora ti recupero la copia del salvataggio automatico.”
    Lui: “Ma io l’ho disattivato, mi rallentava il computer! Il capo mi uccide!! Cosa posso fare???”
    Me: “Iniziare a pregare per la tua anima…”

I metodi che utilizza per condurti alla disperazione sono quelli tipici della guerriglia di resistenza, alla Vietnam per intenderci: crea di continuo piccoli danni, spesso irreparabili, per poi nascondersi facendo finta di niente; quando scoperto si lancia al contrattacco, lamentando fantomatiche mancanze ed errori casuali dei programmi che sta utilizzando; se posto di fronte alla verità, è in grado di giurare sulla propria madre di non aver effettuato nessuna delle azioni delle quali lo si accusa; messo alle strette, arriva a vendere il proprio collega, reo magari di aver urtato il mouse per sbaglio con il gomito, cancellando secondo lui in questo modo gli ultimi 15 anni di email aziendali.

  • Lui: “Non trovo più le email che avevo salvato!! Questo programma di posta fa schifo!!”
    Me: “Senti, mi spieghi cosa ci fa il file di archivio nel cestino?”
    Lui: “E io come faccio a saperlo, non sei tu l’informatico? Scoprilo.”
    Me: “…”

Sistemisti di tutto il mondo e di ogni epoca si sono cimentati con codesti individui malefici capaci di trasformare, con un domanda all’apparenza innocua, una normale giornata di lavoro in 20 ore di straordinario per rimettere a posto i danni da loro provocati. Nel corso degli anni, numerose tecniche sono state sviluppate per resistere ai loro attacchi. Inoltre non pensiate che l’utonto sia il solo ostacolo a frapporsi tra il sistemista e la sua sanità mentale, molte altre sono le difficoltà da superare per portare a casa la pagnotta. Ma di queste e di tante altre cose vi parlerò nei prossimi articoli; per ora, vi saluto (a meno che non siate degli utonti in incognito).

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Web Comics

Camminando Scalzi.it darà la possibilità ai fumettisti del web di mettersi in mostra tra le pagine della blogzine. Iniziamo con una striscia di Gabville, autore di “Supporto Buongiorno“, fumetto che si addice alla perfezione ad un articolo come questo !!![/stextbox]

Supporto Buongiorno 01