Auto elettriche? Sì, ma senza scappatoie!

TITOLO: Auto elettriche? Si, ma senza scappatoie!
di Daniel Monetti – campagna trasporti, Terra!
Oggi si parla tanto di auto elettriche, come la soluzione del futuro: l’auto elettrica può giocare un ruolo molto importante nel tagliare le emissioni di CO2 della Unione europea, ma l’attuale legislazione contiene scappatoie che possono portare ad un maggiore uso dei combustibili fossili.
A settembre il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso sostenne che i trasporti dovevano essere urgentemente decarbonizzati, alzando l’attenzione sul trasporto elettrico quale chiave di volta di questo processo. (1) Ma non è così, almeno in questa prima fase di transizione.
Secondo un rapporto pubblicato da Transport & Environment (2), gli obiettivi vincolanti della Unione europea in materia di emissioni di CO2 da auto approvati lo scorso Dicembre 2008, includono dei ‘supercrediti’ che permettono ai contruttori di auto di vendere 3,5 SUV superinquinanti per ogni veicolo elettrico venduto, permettendo loro di raggiungere ugualmente gli obiettivi fissati dalla UE. Questo perché le auto elettriche sono state fatte passare ad emissioni zero, nonostante il fatto che l’elettricità usata derivi da fonti fossili come il carbone. (3)
Il risultato di tutte queste scappatoie legislative sarà che i costruttori di automobili dovranno fare molti meno sforzi per ridurre le emissioni dalle auto convenzionali, immettendo nel mercato qualche modello di auto elettrica.  E l’effetto complessivo sarà emissioni di CO2 più alte e maggior uso del petrolio, contrariamente alle finalità stesse della legislazione europea.
Terra! sostiene che queste scappatoie legislative debbano essere chiuse, affinché l’industria automobilistica affronti seriamente le proprie responsabilità nel taglio delle emissioni di CO2 e rafforzi i propri investimenti in efficienza energetica. I sogni delle innovazioni tecnologiche delle propulsioni elettriche o a idrogeno sono una buona cosa, ma in questo momento distolgono l’attenzione dei legislatori dal problema reale di migliorare l’efficienza dai motori a scoppio tradizionali; o tutte le parti in causa si impegnano in questo primo passaggio obbligato, o tutti gli altri che seguiranno risulteranno una pura operazione di greenwashing.
Il ruolo dei legislatori europei è quello di tagliare le emissioni di CO2 e ridurre la dipendenza del mondo dal petrolio, non promuovere auto elettriche, soprattutto quando ancora non si hanno sistemi per capire da dove questa energia è stata prodotta, sistemi di misurazione dei consumi dalla rete o ancora, sistemi di monitoraggio per l’erogazione dell’energia elettrica che permettano di sviluppare nuove stazioni di servizio per la ricarica delle batterie);  l’Unione europea non deve farsi accecare dal mito dell’elettrico e guardare troppo al futuro, senza mantenere una vera pressione sugli standard di efficienza energetica al presente, perché altrimenti tutto il lavoro fatto fino ad oggi risulterà vano.
(2) Il rapporto “How to Avoid an Electric Shock – Electric Cars from Myth to Reality” è scaricabile da http://www.transportenvironment.org
(3) I supercrediti saranno messi al bando nel 2016, ma le auto elettriche rimarranno a zero emissioni.  I supercrediti sono stati presentati anche in una proposta dello scorso Ottobre sulle emissioni di CO2 dai furgoni e minibus.
[stextbox id=”custom” big=”true”]L’articolo di oggi è scritto da Daniel Monetti, ambientalista da sempre, con un passato in Greenpeace. Insieme ad altri ex-colleghi e amici di altre ONG nel 2008 ha fondato Terra!, un’associazione indipendente e apartitica che vuole difendere l’ambiente operando sul territorio e attraverso campagne internazionali. “Terra!” ha l’obiettivo di creare un nuovo attivismo ambientale, aperto e partecipato che possa crescere grazie alle competenze e alla creatività di tutte le persone che vogliono agire per la salvaguardia del pianeta. All’interno dell’associazione Daniel si occupa di mobilità sostenibile e di trasporti, seguendo una campagna europea coordinata da Friends of the Earth Europe, volta all’abbattimento delle emissioni di CO2 dai trasporti.[/stextbox]

Oggi si parla tanto di auto elettriche, come la soluzione del futuro: l’auto elettrica può giocare un ruolo molto importante nel tagliare le emissioni di CO2 della Unione europea, ma l’attuale legislazione contiene scappatoie che possono portare ad un maggiore uso dei combustibili fossili.
Auto-elettriche-3A settembre il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso sostenne che i trasporti dovevano essere urgentemente decarbonizzati, alzando l’attenzione sul trasporto elettrico quale chiave di volta di questo processo. (1) Ma non è così, almeno in questa prima fase di transizione.
Secondo un rapporto pubblicato da Transport & Environment (2), gli obiettivi vincolanti della Unione europea in materia di emissioni di CO2 da auto approvati lo scorso Dicembre 2008, includono dei ‘supercrediti’ che permettono ai costruttori di auto di vendere 3,5 SUV superinquinanti per ogni veicolo elettrico venduto, permettendo loro di raggiungere ugualmente gli obiettivi fissati dalla UE. Questo perché le auto elettriche sono state fatte passare ad emissioni zero, nonostante il fatto che l’elettricità usata derivi da fonti fossili come il carbone. (3)
Il risultato di tutte queste scappatoie legislative sarà che i costruttori di automobili dovranno fare molti meno sforzi per ridurre le emissioni delle auto convenzionali, immettendo nel mercato qualche modello di auto elettrica.  E l’effetto complessivo sarà emissioni di CO2 più alte e maggior uso del petrolio, contrariamente alle finalità stesse della legislazione europea.
“Terra!” sostiene che queste scappatoie legislative debbano essere chiuse, affinché l’industria automobilistica affronti seriamente le proprie responsabilità nel taglio delle emissioni di CO2 e rafforzi i propri investimenti in efficienza energetica. I sogni delle innovazioni tecnologiche delle propulsioni elettriche o a idrogeno sono una buona cosa, ma in questo momento distolgono l’attenzione dei legislatori dal problema reale di migliorare l’efficienza dei motori a scoppio tradizionali; o tutte le parti in causa si impegnano in questo primo passaggio obbligato, o tutti gli altri che seguiranno risulteranno una pura operazione di greenwashing.Auto elettriche 2
Il ruolo dei legislatori europei è quello di tagliare le emissioni di CO2 e ridurre la dipendenza del mondo dal petrolio, non promuovere auto elettriche, soprattutto quando ancora non si hanno sistemi per capire da dove questa energia è stata prodotta, sistemi di misurazione dei consumi dalla rete o ancora, sistemi di monitoraggio per l’erogazione dell’energia elettrica che permettano di sviluppare nuove stazioni di servizio per la ricarica delle batterie.  L’Unione europea non deve farsi accecare dal mito dell’elettrico e guardare troppo al futuro, senza mantenere una vera pressione sugli standard di efficienza energetica al presente, perché altrimenti tutto il lavoro fatto fino ad oggi risulterà vano.
(2) Il rapporto “How to Avoid an Electric Shock – Electric Cars from Myth to Reality” è scaricabile da www.transportenvironment.org
(3) I supercrediti saranno messi al bando nel 2016, ma le auto elettriche rimarranno a zero emissioni.  I supercrediti sono stati presentati anche in una proposta dello scorso Ottobre sulle emissioni di CO2 dai furgoni e minibus.
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6 pensieri su “Auto elettriche? Sì, ma senza scappatoie!

  1. L’esistenza di supercrediti che premia le auto elettriche come totalmente a 0 emissioni è chiaramente una stortura che le aziende automobilistiche sono riuscite a farsi accettare.
    Da non confondere, però, con un discorso a tutto campo sull’utilità delle auto elettriche. L’auto elettrica già di per se permette un consumo energetico dimezzato del carburante, ipotizzando che questo sia utilizzato per generare l’elettricità usata per la locomozione.
    Le auto elettriche sono totalmente scorrelate dal tipo di fonte energetica che genera l’elettricità con cui le ricarico. Non rappresentano un mercato futuro, ma un mancato mercato presente per volere delle lobby dei costruttori e dei petrolieri. Se fossero a disposizione di noi tutti, sarebbe presto chiaro il potenziale di risparmio, non solo energetico, ma anche economico, dal momento che posso dotarmi di un impianto locale di generazione (fotovoltaico, micro-eolico, micro-idroelettrico) con il quale ricaricare il mezzo.
    Salterebbe anche un tipo di mercato oggigiorno fiorente legato alla manutenzione e ai pezzi di ricambio: hai mai pensato quanto sia complesso e delicato un motore a scoppio – con tutta la trasmissione (cambio-frizione)- e quanto sia semplice e duraturo un motore elettrico? (nè più nè meno che quello di una lavatrice!!)

  2. Hai detto bene Stefano,
    l’auto elettrica consuma la meta’ dell’energia necessaria a smuovere un veicolo tradizionale e il motore elettrico ha un’efficienza molto piu’ alta di quello a scoppio: infatti se l’80% dell’energia del motore a scoppio e’ dissipata in calore (e il 20% viene utilizzata per muovere il mezzo), nel motore elettrico solo il 20% dell’energia viene persa in calore mentre il restante 80% va tutto sulle ruote. Questo spiega anche perche’ le velocita’ (in secondi) nel raggiungere lo 0-100 km/h sia nettamente a vantaggio dei veicoli elettrici, considerando anche la minore pesantezza di quest’ultimi. Per di piu’, come dici esatamente tu, il motore elettrico richiede una manutenzione bassissima.
    Insomma, per farla breve, il motore elettrico (inventato prima di quello a scoppio) va contro ‘The big oil’ e l’industria automobilistica, che viaggia di pari passo a quella del petrolio, e non ha avuto nessun interesse a vendere un prodotto efficiente e innovativo se non quando, dopo 10 anni di incapacita’ a ridurre le proprie emissioni e a investire in efficienza, la Unione europea ci ha mezzo una pezza.
    Ipotizzando un mondo ideale dove io accumulo energia dal sole o dal vento e ci ricarico un mezzo elettrico che compro una volta sola e non faccio poi nessuna manutenzione perche’ non necessaria, la domanda che mi viene subito alla mente e’: ma quale governo sara’ cosi stupido da permettere ai cittadini di staccarsi dalla dipendenza energetica dei colossi delle industrie (leggasi ENI, ENEL, FIAT e corrispettive in altri paesi) che supportano i governi stessi in campagne elettorali piu’ o meno visibili?
    Elementare watson 🙂

  3. I soldi c’è li si gode da vivi non da morti, quindi se non pensiamo prima a garantire la vita mi spiegate cosa c’è ne facciamo dei soldi se poi non c’è li si può godere?

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