Compagno Fini – Reprise

Ci risiamo.

Continua la lenta ma inesorabile separazione di Fini dal Pdl (lo so, sono parole grosse, ma leggiamo il perché…)

este_01140116_03030Il 6 Novembre scorso si tiene a Pescara la giornata conclusiva del “Premio Borsellino”. Fini, credendo di essere a microfoni spenti si ritrova a parlare con il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, e in maniera colloquiale affronta i temi più “caldi” del momento, in particolare sulle posizioni del Premier Silvio Berlusoni. Ecco alcuni stralci della conversazione (via | Repubblica.it, che ieri ha pubblicato lo scoop):

Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica” 

Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo” 

Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … … uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…” 

Trifuoggi: “Pare che basti, no” 

Fini: “Pare che basti” 

Trifuoggi: “Però comunque si devono fare queste indagini” 

Fini: “E ci mancherebbe altro” 

Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo… 

Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano” 

Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”

Ieri (1 dicembre ndr) la storia viene fuori, e se ne parla nella puntata di Ballarò andata in onda come di consueto al martedì sera. Il Presidente della Camera è poi intervenuto in trasmissione per chiarire le sue posizioni, ribadendo che non cambia idea e che quello che afferma in privato lo conferma anche in pubblico. Apriti cielo.
fini-berlusconiNel Pdl gli animi si sono subito accesi, già ieri sera il ministro Bondi chiedeva spiegazioni definendosi “amareggiato”, Gasparri dice che certe affermazioni sulla Mafia non andrebbero neanche fatte, e c’è una gran confusione in tutto il centro-destra. Berlusconi commenta con un deciso “Di fatto ormai è fuori dal Pdl, ci si è messo da solo”, e oggi il ministro Scajola invoca addirittura le dimissioni di Gianfranco Fini. E’ una vera è propria bomba scoppiata forse nel momento meno opportuno per la coalizione di maggioranza, visto che siamo alla vigilia di due processi importanti, il caso Mills (che Berlusconi eviterà, tanto per cambiare) e l’udienza del pentito Gaspare Spatuzza, da cui potrebbero venir fuori importanti rivelazioni per quanto riguarda l’ipotetica relazione tra Mafia e Stato negli anni delle stragi. Senza considerare l’arrivo della manifestazione di sabato, quel famoso No Berlusconi Day che porterà in piazza tanti manifestanti. Questi sono i fatti.

Riflettiamo un momento sulle dichiarazioni di Fini, visto ormai come una mina vagante da tutti gli esponenti di centro-destra ex forzisti. Il primo argomento che lui affronta è quello del processo Spatuzza, invocando una indagine precisa, fatta con tutti i crismi del caso, senza commettere errori. Non capisco per quale ragione queste frasi dovrebbero scandalizzare il Pdl. Stiamo parlando di un’indagine importantissima, ed è ovvio che tutti si debbano augurare che venga condotta senza alcun errore, analizzando ogni minimo dettaglio. Insomma, non penso che questo debba spaventare il Pdl, che si è sempre fatto forte di una lotta alla Mafia senza quartiere, e dei suoi risultati in tale campo negli anni di governo recenti. Se le dichiarazioni del pentito fossero false e non trovassero riscontro, di cosa si preoccupa il Pdl? Stiamo parlando di una possibile ipotesi di collusione tra Stato e Mafia, una cosa talmente grave da far venire i brividi, e penso che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere la verità. Che non diventi una storia all’Italiana, cada nel dimenticatoio (come forse lo è stata finora). E se fosse tutto falso? Beh, tanto meglio così. Ma è importante che la verità venga fuori, qualsiasi essa sia.

BERLUSCONI, FINIIl punto cruciale che ha fatto imbestialire tutti gli alfieri di mister B, però, sono le affermazioni che Fini fa nella seconda parte dell’estratto, criticando apertamente e aspramente il pensiero berlusconiano, quel “consenso popolare” che lo leggittima -secondo lui, s’intende- a fare un po’ quello che gli pare. Ed è proprio qui il punto che ha dato più fastidio al Pdl e a Silvio in primis: Fini mette in dubbio il potere dell’imperatore, e questa è una cosa totalmente inaccettabile in ogni Impero che si rispetti. Peccato che stiano un po’ tutti dimenticando che noi siamo una democrazia, che quello stesso consenso popolare è una responsabilità, è lui che lavora per i cittadini, e non il contrario.

Ci ritroviamo così da una parte un sol uomo (perché, parliamoci chiaro, ormai l’opposizione la fa lui) politico che crede ancora nei valori e negli ideali della Repubblica, e dall’altra un mondo che crede che sia tutto dovuto, che avere una grossa fetta di elettorato dalla propria parte significhi scansare processi, essere immuni, essere imperituri, inamovibili, immortali. Come un Imperatore appunto.

Dove si andrà a finire? Il disordine e lo sbando nel centro-destra sembra ormai palese, resta da capire se decideranno di far saltare Fini, se ci sarà una nuova separazione, se questo è soltanto l’inizio di una crisi: non è troppo lontana l’ipotesi di una caduta del Governo, in questo momento.

E il No B-Day arriverà tra un paio di giorni soltanto.

Meridiano Zero – Eccesso di informazione e Natale in arrivo.

[stextbox id=”custom” big=”true”]Presentiamo una nuova rubrica, Meridiano Zero. Il nostro Greenwich (al secolo Mattia Mangiavacchi), ci parlerà ogni settimana di un tema particolare, da un punto di vista un po’ diverso dal solito. La voce dell’uomo comune, lo sfogo di chi non ne può più di tante cose o, se volete, un semplice punto di vista trasversale sullo stato delle cose. Cominciamo con il primo commento-editoriale. Si parla di Eccesso di Informazione e dell’arrivo delle festività Natalizie. Buona lettura.[/stextbox]

139236nothing34tpC’è che alla fine non lo so, però mi sento un po’ bombardato da un punto di vista di informazione. Come se, per dire, come se non ci fosse (o non ci dovesse essere, ma questa è una supposizione del tutto personale) il tempo per riflettere, per fermarsi un attimo a guardare dove siamo, cosa si sta facendo. Fare il punto della situazione, ecco. Che ci si lamenta un po’ troppo dell’informazione di parte, parziale, guidata, condotta, corrotta, mai della troppa informazione. Mai un giorno che si possa godere del silenzio. “Buongiorno e benvenuti a quest’edizione del telegiornale. Oggi non è successo niente. Niente di niente. Nessun incidente, nessun attentato, nessun trans che fa cose da trans con persone che con i trans non ci entrano o non ci dovrebbero entrare niente, nessun annuncio del papa, nessun morto illustre, nessun comunicato politico, né di destra né di sinistra, nessun evento sportivo, nessuna epidemia, nessuna carestia, nessuna guerra tra paesi limitrofi (e non), nessun fatto di ieri, dell’altroieri, che meriti un’intervista, un approfondimento, un ulteriore commento. Il Corriere di domani passerà dalle normali 73 pagine ad un volantino stampato su un quadrato di carta igienica. Arrivederci e grazie per averci seguito.” Che fosse successo una volta. Eppure, diamine, si allineano i pianeti, l’Inter vince degli scudetti come se fosse la roba più naturale del mondo, un nero diventa presidente degli Stati Uniti, possibile che non possa succedere che per un giorno non ci sia nulla da dire? Semplicemente fermarsi, guardare, pensare.

babbo_natale_vespa1Siamo al due Dicembre. A mezzogiorno ancora io sfoggio impunito mezze maniche, come fosse il primo Maggio. Come se l’estate fosse alle porte, o fosse appena passata o non fosse quest’emisfero, ma l’altro, dove a Dicembre pensano che sia estate, come se questa cosa fosse logica o anche solo vagamente possibile. E al telegiornale, visto che di Sollecito ormai si sa tutto – dalla gradazione delle lenti a quanto gli piacesse sporcellare con Amanda – visto che all’Influenza A non ci crede più nessuno, visto che a Berlusconi non ci crede più nessuno, visto che la cronaca ormai è satura di gay picchiati o perseguitati (da extracomunitari), di donne picchiate o perseguitate (da extracomunitari), di extracomunitari picchiati o perseguitati da altri extracomunitari, toh, è Natale, guarda un po’. Che è alla porte a quanto pare, mezze maniche a parte; evidentemente deve essere alle porte, anche perché il telegiornale non fa che parlare delle vetrine della Rinascente, dei regali, del menù del pranzo di Natale, dell’albero, del presepe, di festoni, lucine, luminarie e quant’altro. Poco importa che manchi ancora un mese, e che il tutto appaia un tantinello ridicolo, che per dire da me hanno voluto montare la pista per pattinare sul ghiaccio e con 16 gradi mantenere il ghiaccio è un po’ impossibile e la gente pareva piuttosto invischiata nelle sabbie mobili, e mi sa che qualche bambino molto piccolo è ancora là sotto, disperso da qualche parte nel mare di poltiglia. E nella casa davanti già ci sono i babbi natale farlocchi appesi fuori dalla finestra, che a me fanno una pena terribile, che mi metto a guardarlì lì appesi poverini, come se non ce la facessero a salire, mi affatica proprio vederli con le braccine tese attaccate a quell’asticella. Dài ragazzi. Altri 24 giorni.

Ce la potete fare, siamo tutti con voi.

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