Speciale No B-day – La Politica 2.0

Politica 2.0
Si è parlato tanto di questo famoso No-Berlusconi day, e alla fine c’è stato, portando in piazza più di un milione di persone.
Un milione di persone sceso in piazza da un iniziativa nata su Internet? Si, vediamo come.
La piena riuscita della manifestazione sicuramente è dipesa dal contenuto: Berlusconi è ormai mal sopportato sia dal popolo sia dai suoi stessi alleati. L’opposizione “leziosa” e “light” del PD è riuscita almeno a risvegliare un anima “popolare”, da “piazza” dei cittadini che non votano a destra.
Ma mai come in questo caso è stato di fondamentale importanza la forma: Internet e i social network.
Così, dopo l’esperienza dell’elezione di Obama, con una campagna che utilizzava moltissimo i web-media, e l’utilizzo di Twitter per la diffusione di notizie sul Governo Iraniano, anche in Italia si è avuto il primo esperimento, riuscito, di politica 2.0.
Una politica dove la condivisione e la manifestazione (elementi tipici di internet) tornano ai primi posti.
Internet (recente candidato da Wired a premio nobel per la pace 2010) è riuscito dove anni di circoli e comunicati politici dall’alto hanno fallito.
L’italia intera ha capito che dietro blog, social network, accumulatori di notizie, siti, ci sono persone che unendosi in uno scambio di informazioni, banner, link sono riusciti ad organizzare un social network istantaneo, in carne ed ossa, della durata di un giorno.
Ormai è chiaro, internet può riuscire in quello che propone perchè il concetto stesso di internet 2.0 è entrato ormai nella testa di tutti.
Un gruppo di persone partecipando e condividendo dà vita alla vera politica, quella che si era persa nei meandri delle lobby e degli incuici tra partiti.
Attraverso interazione, collaborazione, condivisione, Internet è già arrivata al 2.0.
La politica, da ieri, ci sta provando
Si è parlato tanto di questo famoso No-Berlusconi day e alla fine c’è stato, portando in piazza più di un milione di persone.
Un milione di persone sceso in piazza da un’iniziativa nata su Internet? Sì, vediamo come.
La piena riuscita della manifestazione sicuramente è dipesa dal contenuto: Berlusconi è ormai mal sopportato sia dal popolo sia dai suoi stessi alleati. L’opposizione “leziosa” e “light” del PD è riuscita almeno a risvegliare un anima “popolare”, da “piazza” dei cittadini che non votano a destra.
Ma mai come in questo caso è stato di fondamentale importanza la forma: Internet e i social network.
Così, dopo l’esperienza dell’elezione di Obama, con una campagna che utilizzava moltissimo i web-media, e l’utilizzo di Twitter per la diffusione di notizie sul Governo Iraniano, anche in Italia si è avuto il primo esperimento, riuscito, di politica 2.0.
Una politica dove la condivisione e la manifestazione (elementi tipici di internet) tornano ai primi posti.
Internet (recente candidato da Wired a premio nobel per la pace 2010) è riuscito dove anni di circoli e comunicati politici dall’alto hanno fallito.
L’italia intera ha capito che dietro blog, social network, accumulatori di notizie, siti, ci sono persone che unendosi in uno scambio di informazioni, banner, link sono riusciti ad organizzare un social network istantaneo, in carne ed ossa, della durata di un giorno.
Ormai è chiaro, internet può riuscire in quello che propone perchè il concetto stesso di internet 2.0 è entrato ormai nella testa di tutti.
Un gruppo di persone partecipando e condividendo dà vita alla vera politica, quella che si era persa nei meandri delle lobby e degli inciuci tra partiti.
Attraverso interazione, collaborazione, condivisione, Internet è già arrivata al 2.0.
La politica, da ieri, ci sta provando.

Speciale No B-Day – Il reportage di Erika Farris

Oltre 360mila adesioni i rete, più di 600 bus da tutta Italia e svariati cortei in diverse parti del mondo, per una manifestazione costruita attorno alla figura del premier Silvio Berlusconi e alla prassi politica che esso identifica. Un passaparola tra bloggers, un noto socialnetwork e il magico potere della rete, per trasformare la virtuale platea degli internauti in un concreto corteo di manifestanti. Sabato 5 dicembre le strade di Roma hanno assistito ad un evento che, a prescindere dalle cifre, simboleggia la potenzialità di uno strumento capace di scavalcare media, partiti e ordinarie strategie di comunicazione.

GetAttachment.aspx (1)Oltre un milione di partecipanti secondo gli organizzatori, 90mila  secondo la Questura, per una fiumana di persone che dalle ore 14 affollava Piazza della Repubblica per poi confluire in un corteo di 2 km verso Piazza San Giovanni, dove un palco di artisti ed intellettuali attendevano il loro turno per  esibire la propria adesione all’iniziativa. Da Salvatore Borsellino a Dario Fo e Franca Rame, da Fiorella Mannoia a Roberto Vecchioni, e da Ascanio Celestini a Mario Monicelli, per citare solo alcuni dei nomi più conosciuti che hanno aderito all’evento. Ma soprattutto bloggers, ricercatori e precari, saliti sul palco per urlare a gran voce il pensiero dei cittadini “comuni”, di quella folla di individui che gremivano la grande piazza romana.

GetAttachment.aspx (5)Una moltitudine di volti, dalle gote sbarbate dei giovani liceali sino alla matura consapevolezza dei tanti capelli bianchi che non hanno ancora perso la voglia di partecipare attivamente alla vita politica del Paese. Sfumature di viola come colore identificativo di un coloratissimo corteo, dove  ciononostante spiccava il rosso delle infinite bandiere di Rifondazione Comunista “& Co”, seguite dal bianco dell’Italia dei Valori e dai simboli verdi dell’omonimo partito.

L’Unità”, “Il Fatto Quotidiano” e “Il Manifesto” hanno partecipato alla manifestazione disponendo banchetti e dispensatori ambulanti di giornali, mentre improvvisati venditori di sciarpe viola e fischietti colorati commercializzavano i prodotti di questa fuggevole fetta di mercato. Il sottofondo delle canzoni suonate dalle casse dei sound system e una banda musicale accompagnata da un gruppo di teatranti danzatori dai variopinti costumi, uniti a striscioni e slogan di ogni sorta, dove l’ironia e il sarcasmo hanno fatto da padroni.

GetAttachment.aspx (4)Una manifestazione tanto pacifica e mansueta quanto rumorosa e contestataria, per un NO B-DAY che la classe politica non potrà certo ignorare, dalla maggioranza all’opposizione. Un evento che simboleggia quanto bisogno di cambiamento vi sia nelle argomentazioni di un movimento disposto a viaggiare per ore di bus, treno o addirittura traghetto, solo per proclamare il proprio dissenso. Giusto per dire “Adesso basta!” ad un soggetto politico ed al sistema che egli personifica. Un urlo di protesta dei tanti cittadini che non si sentono più rappresentati da quelle istituzioni che prima o poi dovranno fare i conti con il significato di questa giornata…

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Speciale No B-Day – Il reportage di Jack D'Amico

IMG_0737700 pullman da tutta Italia, 4 treni speciali dal nord e una nave dalla Sardegna.
Cinque i pullman ieri mattina alle 9 in partenza da p.zza Garibaldi a Napoli. In autostrada si incontravano pullman e auto provenienti da Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, che sventolavano sciarpe e striscioni Viola.
Si era detto di non portare bandiere che facessero riferimento ai partiti, ma inevitabilmente arrivati all’Anagnina, non si poteva fingere di non vedere fiumi di persone che sventolavano bandiere di Rifondazione Comunista e dell’Italia dei Valori. Ci sono state anche scintille alla stazione tra alcuni manifestanti dell’ “Onda Viola” e altri di Rifondazione, proprio per la questione delle bandiere. Tutto risolto in pochi minuti, d’altronde eravamo lì per lo stesso motivo.
All’ingresso della metropolitana che avrebbe dovuto portare tutti i manifestanti a P.zza della Repubblica, due (e dico due) poliziotti, sono stati completamente ignorati dal fiume di Rifondazione Comunista che, al grido di “Berlusca merda”, ha passato i tornelli senza biglietto.
Metro piena, non c’era spazio nemmeno per respirare.
IMG_0740Arrivati in P.zza della Repubblica, che alle 13:00 era già colma di persone, in attesa che il corteo partisse, si intonano cori da stadio come “Berlusconi mafioso” e “Te ne vai sì o no“.
Si parte intorno alle 14:30 da P.zza della Repubblica. Ad ogni incrocio si aggiunge un nuovo corteo, e si raggiunge il milione di partecipanti. Un carro guida la manifestazione, subito dietro uno strisicone “Berlusconi dimissioni” e il gruppo No B-day Piemonte. Musica a tutto volume e ancora cori da stadio.
Una curva dopo l’altra il corteo cresce sempre più. Numerosissimi gli striscioni, il più significativo forse quello che riporta “Napolitano e Fini, le persone oneste sono con voi”, chiaramente riferite alle loro affermazioni degli ultimi giorni. Dai balconi e dalle finestre vengono sventolate sciarpe e palloncini violauna bambina saluta da dietro una finestra sotto la quale c’è appeso un lenzuolo “Sì alla legalità“.
IMG_0718Quando si arriva in P.zza San Giovanni il corteo conta a mio parere circa 1.200.000 partecipanti, ma nella mezz’ora successiva l’inizio del contributo di Margherita Hack continuano ad unirsi ancora altri cortei. Un signore con il megafono urla che in televisione hanno detto che il corteo conta 20.000 persone, tutti i partecipanti scoppiano a ridere.
Gli interventi più significativi sono stati quelli di Salvatore Borsellino, che ha commosso moltissime persone parlando di suo fratello e della sua scorta (“questi sono i nostri eroi”–  ha detto  –“Berlusconi il tuo eroe è Mangano. Berlusconi se ne vada dall’Italia!”) e quello di Ulderico Pesce che ha delineato un quadro perfetto dell’Italia in questo momento. Poi i concerti, la gente inizia a far ritorno a casa, Roma è paralizzata, a nulla servono i due, tre vigili ad ogni incrocio.
La cosa davvero triste è che oggi, 6/12/2009, per sentire parlare della manifestazione bisogna guardare Sky TG24, oppure cercare qualcosa in rete.  Mediaset  parla solo degli “arresti eccellenti” di Fidanzati e Nicchi.
Eppure non si può far finta di nulla. Tutte quelle persone (forse più del milione decantato dall’organizzazione) non sono invisibili.
Speriamo che ieri sia servito a qualcosa.
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Speciale No B-Day – Il balletto delle cifre

Dario Fo, nell’ambito del suo intervento sul palco del No-B-Day, ha affermato: “Siamo venticinque secondo la questura”. Più di 350mila adesioni all’evento su Facebook, settecento bus speciali da tutta Italia, una nave dalla Sardegna, quattro treni speciali per Roma senza contare chi è venuto per conto proprio o si è aggiunto a Roma. Ci sono state altre manifestazioni in Italia e all’estero. Un milione o anche di più secondo gli organizzatori, novantamila secondo la questura. Quest’ultima è una cifra ridicola: una gremita piazza S. Giovanni sconfessa nettamente la previsione istituzionale.

Si gioca tutto sulle cifre, sul consenso che questa manifestazione ha creato. Sulla partecipazione popolare. La cifra avvalora un eventuale successo o insuccesso, la maggioranza s’inquieta. Senza tenere conto che non potremo sapere quante persone hanno seguito in diretta streaming l’evento,  tra mille difficoltà a causa delll’oscurantismo mediatico delle tv nazionali. Voler rendere quest’evento come di secondo piano, non autorizzato dai media, clandestino, è già una vittoria per chi lo ha organizzato. Una sconfitta per il Pdl e il Pd/l. Il nemico dichiarato è Berlusconi, ma si è contro anche il Berlusconismo e il PDismo, una connivenza politica rivelatasi nefasta ai valori della democrazia. Che siano novantamila o un milione e mezzo non conta, è lo spirito che ha vinto, di chi vuole opporsi a questo Stato e ai presunti torbidi intrecci con la criminalità organizzata, all’ipocrita moralità della classe dirigente. Non illudiamoci che tutto questo evento sia stato organizzato esclusivamente dai cittadini, dal basso, una manifestazione che apartitica non è stata. Di Pietro lo zampino c’è l’ha messo ed anche i comunisti. Diciamo pure che manca una seria alternativa a Berlusconi, per la vera opposizione (quella del popolo) i tempi sono ancora immaturi.

Ma non riesco a non sentirmi più fiducioso, dopo la giornata di ieri. Quei “novantamila” hanno urlato al resto della nazione che facciamo schifo, in Italia e all’estero, e questo è stato un primo passo morale che si doveva compiere per ricostruire, meglio tardi che mai a questo punto.

La mia dignità di italiano è parzialmente riscattata.

Aggiornamento: vi posto un’immagine che spiega più di mille parole, trovata su uno dei gruppi Facebook. Fatevi la vostra idea.

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Speciale No B-Day – Il No Media Day

Si è conclusa così la manifestazione del No Berlusconi Day, un evento che ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone, ed è stato seguito da tantissima gente attraverso la rete.

La rete, il luogo che ha dato la nascita all’organizzazione di tutta la manifestazione in Viola (tutto partito da un gruppo Facebook, ricordiamolo), ed è il luogo dove questo No B-Day è rimasto confinato. Sì, perché le televisioni nazionali hanno dato pochissimo spazio a tutto l’evento. Sarà un caso? E’ incredibile osservare come una manifestazione di tale portata sia stata seguita in diretta solamente da RaiNews24 e Sky News 24, una presente solo sul tanto decantato Digitale Terrestre, l’altra presente solo via satellite. Ostruzionismo? Chi lo sa, ma è la prima cosa che viene da pensare, quando ci accorgiamo che il direttore del TG3 voleva trasmettere l’evento in chiaro, ma il direttore di Rai 3 gliel’ha impedito. Le motivazioni? Andrà su Rai News24 (circa 30% di copertura nazionale)… Insomma, una manifestazione a cui hanno partecipato tante importanti personalità (tanto per dirne una, il Maestro Monicelli), due premi Nobel (Saramago e Dario Fo), e nella cui piazza c’era più o meno tutto il gotha politico dell’opposizione, non è un evento abbastanza importante da far conoscere alle masse nonpensanti. Sarà mai perché è una manifestazione contro questo governo? Eh, difficile dirlo con certezza, certo è che il dubbio viene, e ti rimane stampato in testa.

Ma questa è stata soprattutto una manifestazione giovane, fatta da giovani, dalle nuove generazioni. E per quanto si provi a fermare il desiderio di Informazione Libera, i giovani, i ragazzi, hanno dalla loro lo strumento più potente di tutti, l’ultimo strumento rimasto senza controlli, senza piani di rete, senza palinsesti e senza obblighi commerciali: Internet. Ed ecco che intere schiere di internauti -tutta la gente che non è potuta andare alla manifestazione- si organizza diversamente, ed è un fiorire di siti che trasmettono la manifestazione in streaming (anche noi l’abbiamo fatto), un continuo passaparola per seguire la benedetta diretta in maniera serena (il sistema di dirette di tanto in tanto si impallava, segno che c’era tantissima gente a seguire), passando per social network, chat, e chi più ne ha più ne metta. Hanno provato a minimizzare l’evento, a farlo passare in secondo piano. Ma hanno dimenticato il desiderio di libertà e la grande speranza che era alla base del No B-Day; hanno dimenticato che quella era la pila che avrebbe dato energia ad una ricerca costante di Informazione Libera, e si sono scontrati contro una rete che non può essere guidata, controllata, a cui non può essere imposto niente. La gente si è informata comunque, ha seguito la diretta, ha commentato, ha applaudito, ha partecipato. Lasciatemelo dire, è stato ancora più bello così.

Certo, forse la vecchietta di Voghera non saprà mai cosa è successo ieri, si fiderà dei TG che hanno trasformato la notizia in qualcos’altro, si ricorderà dei “pochi strambi comunisti” che erano presenti, della “manifestazione di Di Pietro contro il governo”, che secondo la questura quell’enorme fiume di gente erano 90mila persone…

Ma stanno tutti dimenticando che il mondo sta cambiando, si sta ringiovanendo, che le nuove generazioni, piene di problemi, spingono per entrare a far parte della vita e della società civile. E sarà la sconfitta di questo enorme Grande Fratello in cui siamo tutti costretti.

Cercate sempre l’Informazione Libera, informatevi per conto vostro, cercate sempre, osservate tutti i punti di vista, fate l’autopsia ad ogni notizia che leggete, servitevi di Internet. Il futuro è ormai alle porte. Fatevi VOI un’opinione, non aspettate che qualcuno ve la metta in testa a forza!

La speranza è che questo sia l’inizio di un cambiamento. Noi non ci arrendiamo.

In una società libera l’informazione deve penetrare dovunque. (da Brazil, di Terry Gilliam)