Listening 03: Dave Grohl

Quella di Dave Grohl è una lunga storia. Mettetevi comodi quindi, indossate le vostre cuffie migliori, e mettete il volume al massimo. Si comincia.

L’ultimo Listening, quello dedicato a Josh Homme, si chiudeva con l’annuncio del nuovo “supergruppo”, quei Them Crooked Vultures di cui abbiamo parlato anche su Camminando Scalzi. Partiamo dalla fine della storia questa volta, e guardiamoci Dave Grohl che ritorna dietro alla batteria. Questa è Scumbag Blues:

Le origini: Dave, i Led Zeppelin e la band del liceo
Dave GrohlDavid Eric Grohl nasce a Warren, nell’Ohio, il 14 Gennaio 1969, da padre flautista classico e madre cantante. Da bambino capisce subito che la sua vita sarà la Musica e, sebbene schivi con una certa facilità le lezioni di chitarra, la scoperta del punk lo porterà a suonare nella classica band del liceo. Dave ha un carattere subito molto aperto e disponibile, segno caratteristico della sua personalità. Lui stesso ha dichiarato “fumavo erba con chi lo faceva, facevo rock con i rockettari ed ero cordiale con tutti gli altri”. Un carattere che si rivelerà fondamentale per la sua carriera. I Freak Baby, questo il nome della band, è il gruppo in cui Dave muove i suoi primi passi. Subito dimostra la sua intraprendenza e la voglia di suonare qualsiasi cosa. E’ proprio in questi anni che mollerà la chitarra per mettersi dietro alla batteria, lo strumento che lui ha sempre (allora come adesso) apprezzato di più. La sua fonte di ispirazione è John Bonham dei Led Zeppelin, tanto che si tatua da solo il simbolo del batterista degli Zep sull’avambraccio, all’età di sedici anni. Chissà se a quell’età pensava che un giorno sarebbe arrivato a suonare con due degli Zeppelin originali… Negli anni dell’adolescenza Dave suona in tantissime band locali, fino ad entrare negli Scream dopo un provino, inaspettatamente. Una delle sue band preferite di quel periodo sono i Melvins di Buzz Osborne, ed è proprio con quest’ultimo che Dave stringerà un’amicizia che si rivelerà fondamentale per la sua vita. E’ proprio Buzz infatti a portare due suoi amici ad un concerto degli Scream. Uno di questi due amici era Kurt Cobain.

Qui siamo nel 1988, e questi sono gli Scream, con un giovanissimo Dave Grohl che picchia come un pazzo la batteria.

I Nirvana: Dave, Kurt, la morte, la rinascita.
nirvana-3Nel 1994 Kurt Cobain si suicida, ponendo fine a quella che è stata una delle band fondamentali del rock anni ’90, e quasi sicuramente dell’intera storia della Musica. Dave entra nella band nel 1989, quando i Nirvana avevano già registrato parte delle demo di Bleach. Con lui completeranno l’album d’esordio che farà raggiungere ai Nirvana la fama mondiale. Di lì a Nevermind il passo è breve. L’album che ha probabilmente distrutto Cobain è allo stesso tempo uno degli album più conosciuti e più venduti della storia del Rock. A mio parere è anche il più sopravvalutato dei Nirvana. In ogni caso in quegli anni Dave dimostra ancora una volta il suo carattere molto disponibile e non interferisce troppo nel suono della band, non volendo modificare in alcun modo l’alchimia che si era creata nel gruppo. Tutta la sua creatività la sfogherà in un album solista pubblicato sotto lo pseudonimo di Late!: Poketwatch, album distribuito solo in cassetta, e in cui Dave suona tutti gli strumenti. Dave in quegli anni visse per un periodo insieme a Kurt Cobain, e strinse una forte amicizia con lui, sebbene abbia sempre dichiarato che Kurt non si fosse mai espresso troppo riguardo questa amicizia. Dave suonava bene la batteria, faceva sentire sicuro Kurt, e tanto bastava. Pare che solo una volta Kurt si sia espresso, ubriaco, nei confronti di Grohl chiamandolo “fratello”. Eppure Dave porterà per sempre nel suo cuore Cobain. In quel periodo, insieme a Cobain, scriverà una canzone dal titolo “Colours of Marigold”, successivamente rilasciata prima come B-Side di Heart Shaped Box, e poi come canzone acustica dai Foo Fighters anni dopo (dal titolo Marigold). Le cronache narrano anche della scrittura del riff di Scentless Apprentice, a cui Dave avrebbe partecipato. Eccola qua, live, con i Nirvana al completo.

Con la fine dei Nirvana, Dave si trova a dover ricostruire la sua carriera musicale. Ma come si fa a ripartire dopo essere stati il batterista di una delle band più importanti di sempre? Nelle ultime sessioni di registrazione dei Nirvana, Dave riesce a produrre qualcosa di suo (Big Me, February Stars ed altre), materiale che andrà a comporre il primo album della sua nuova vita. Nascono così i Foo Fighters.

Foo Fighters: dalle ceneri dei Nirvana agli 86.000 di Wembley
foo_fightersCon il titolo omonimo, nel 1995 uscì l’album di debutto dei Foo Fighters. In realtà erano tutte demo sistemate e remixate per l’occasione, sebbene Dave si dia da fare sin da subito per formare una vera e propria band. Dismessi i panni di batterista, imbraccia la sei corde, gomma da masticare sempre in bocca(più che un tic una questione pratica, visto che il suo modo di cantare gli porta secchezza alla gola), e passa dietro al microfono. I Foo conosceranno l’inizio di un grande successo con il loro successivo album, The Colour and the Shape, datato 1997. Nell’album ci sono pezzi fondamentali che diverranno dei veri e propri classici della band. Tanto per citarne un paio: Everlong, My Hero, Monkey Wrench. E questo è proprio il video ufficiale di Monkey Wrench.

Il terzo album del gruppo si intitola “There is nothing left to lose“, “non è rimasto niente da perdere”. Nel frattempo alla band si uniscono in pianta stabile Chris Shiflett e il batterista Taylor Hawkins (che precedentemente suonava per Alanis Morisette). E’ forse l’album più “commerciale” – mi si passi il termine – della band. Il prossimo video l’ho scelto per analizzare un altro aspetto fondamentale della vita di Dave Grohl: il gioco. Dave non perde mai occasione per ridere, per fare casino, per travestirsi, per partecipare alle cose più stupide e divertenti. Una cosa che mi è sempre piaciuta è che tutto quello che fa lo fa con il sorriso sulle labbra. Insomma, è impossibile non farsi coinvolgere empaticamente da un semplice fatto: Dave si diverte facendo Musica, e non lo nasconde. La canzone si intitola Learn to Fly.

Arriva così il momento di “One by one”, album del 2002. In realtà le registrazioni erano cominciate più di un anno prima, ma Dave si è preso una pausa per andare a registrare “l’album definitivo” con i Queens of the stone age, il più volte citato su questa rubrica “Songs for the deaf” (il gruppo di Josh Homme, altro Them Crooked Vultures). Ma delle sue collaborazioni parleremo dopo. Intanto andiamoci ad ascoltare All my life, canzone che è una chiara ode al cunnilingus (leggetevi il testo).

Il capolavoro assoluto di Dave arriva però nel 2005, e si intitola “In your Honor”. L’album è un vero e proprio doppio LP, con una prima parte elettrica e una seconda acustica. E’ la pietra miliare dei Foo Fighters, e probabilmente l’album in cui Dave mette più cuore in assoluto. Ci sono capolavori indiscutibili, e tante collaborazioni, soprattutto nella parte acustica. Over and Out, Friend of a friend (canzone ripresa da “Pocketwatch”, che parla di Kurt, scritta nel 1990, quando i due vivevano insieme in uno squallido appartamento), Another Round (il piano è suonato da John Paul Jones, altro TCV), Virginia Moon (la voce femminile è di Norah Jones), Razor (la chitarra la suona Josh Homme, e tutto ritorna…). Ma anche la prima parte, quella più rock, è piena di pezzi di indiscutibile valore, come la title track, DOA e la meravigliosa Best of you. Eccola qua.

L’ultimo album di studio del gruppo risale al 2007 e si intitola Echoes, Silence, Patience and Grace. Lavoro leggermente al di sotto delle aspettative, ma con un paio di brani veramente forti (The Pretender, scritta in piena campagna per le elezioni presidenziali in america, ne è un esempio), e ancora tanta musica acustica. È dell’anno successivo il concerto che consacrerà i Foo Fighters nella storia del Rock. Il 6 e il 7 Giugno 2008 i Foo Fighters si esibiscono a Wembley nello show da loro stessi definito “the biggest show ever”. 86.000 spettatori ogni sera, lo special guest di Page e Jones dei Led Zeppelin, uno stadio pieno, i fuochi d’artificio. È difficile raccontare quell’esperienza per me, per il semplice motivo che io ero là, tra quegli 86.000 spettatori, e riguardando il video che state per vedere mi vengono ancora i brividi e le lacrime agli occhi. Perdonate la qualità non eccelsa, ma questo lo dovevo mettere per forza, il MIO video di Everlong a Wembley. Ottantaseimila voci che cantano all’unisono insieme a quella di Dave Grohl. Non riesco neanche a immaginare che emozione abbia provato lui mentre cantava “The only thing I’ll ever ask of you/You’ve got to promise not to stop when I say when/She sang”. Che spettacolo.

Skin and bones: la musica acustica fatta da Dio.
Capitolo a parte merita il tour acustico, culminato con un DVD e un CD live, dal titolo Skin and Bones. Grohl e soci hanno riarrangiato i loro pezzi più famosi in versione acustica, spostando i brani in una dimensione più intima, più sensibile. Sebbene gran parte della tracklist sia basata sulla parte acustica di “In your Honor”, trovano spazio anche versioni riviste dei loro brani più famosi. Un altro concerto imperdibile. Se potete, regalatevi questo DVD; una volta messo nel player sarà difficile che lo tiriate fuori, fidatevi. Questa qui è Razor, tratta da Skin and Bones. Il concerto si apre così…

Le collaborazioni, ovvero: anche io vorrei avere la sua rubrica telefonica.
4b20b_18471760-18471761-slargeSebbene abbia lasciato per ultimo questo aspetto della personalità di Grohl, forse questa è la caratteristica predominante del suo carattere. Non c’è gruppo importante con cui non abbia collaborato. Nel 2001 suona insieme al suo batterista Taylor con i QueenBrian May e Roger Taylor– alla Rock and roll hall of fame. May ricambierà registrando la chitarra di Tired of you in One by one. Registra le batterie per due album dei Tenacious D, del suo grande amico Jack Black. I due sono legati a doppio filo, e spesso uno partecipa ai progetti dell’altro. Non è raro vedere Black in qualche video dei Foo Fighters, e viceversa Grohl in quelli dei Tenacious D. Dave parteciperà anche come attore al film di questi ultimi, nei panni di Beelzeboss. Nel 2001, come già detto, va a sedersi dietro la batteria dei Queens of the stone age, e registra Songs for the Deaf (raccontando il simpatico anedotto che mentre tutti i QOTSA si facevano, lui andava a guardare Il signore degli Anelli), album fondamentale che consiglio sempre di ascoltare e di tenere nella propria collezione di CD. L’incontro con John Paul Jones degli Zeppelin comincia in In Your Honor e arriva fino ad oggi con i Them Crooked Vultures. Altro progetto interessantissimo quello del 2003 che porta il nome di Probot. Dave decide di registrare un album metal, riunendo grandi personalità del genere, come Lemmy dei Motorhead e Max Cavalera dei Sepultura. Registra diversi pezzi dell’album With Teeth dei Nine inch Nails. Registra You are free di Cat Power. Partecipa all’ultimo album dei Prodigy e a quello dei Killing Jokes. Appare in un video degli Eagles of Death Metal (altro progetto alternativo di Josh Homme…qui in un live). Appare anche come special guest ad un concerto di Paul McCartney per i Grammy nel febbraio di quest’anno.  Senza contare un’altra miriade di partecipazioni qua e là. Ora come ora è in giro con i signori che avete visto nel primo video, e per il futuro è prevista una sua collaborazione nell’album solista di Slash (poteva mai mancare lui? Figuriamoci). Insomma, una vera macchina da guerra, una persona che vive per la Musica.

Poliedrico, creativo, inarrestabile. Questo è Dave Grohl. L’anima del Rock.

Come piace pensare a me, in realtà, è la Musica che vive attraverso Dave.

Vi lascio con una chicca, una cover di “Have a Cigar” dei Pink Floyd, fatta dal vivo con Dave alle pelli. Buon ascolto e alla prossima, con Listening.

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13 thoughts on “Listening 03: Dave Grohl

  1. splendido e doveroso tributo ad un ARTISTA con le palle. di quelli che non campano mai di rendita.
    ho il CD del live a wembley. la prima canzone che ho messo appena partito il cd è stata Everlong. Canzone che anche ieri notte mi ha accompagnato nel tragitto verso casa.
    Legende non si diventa per puro caso. Grazie Dave (in un video di cui non ricordo il titolo, c’è lui che brinda con una bella pinta di birra assieme ad un tipo in prima fila ad un concerto. La beve “a scoppio” e ne risputa un pò sul pubblico… naturalmente quelli sotto esultavano invece di incazzarsi… CONSACRAZIONE!!)

  2. L’amore per i suoi fan è un’altra delle caratteristiche fondamentali di Dave. Racconto un altro aneddoto:
    Nel 2006, in Nuova Zelanda, due minatori sono rimasti bloccati a causa di una frana nella miniera di Beaconsfield. Uno dei due chiese di farsi calare dall’unica fessura libera un iPod con In Your Honor. Dave, saputa la cosa, mandò un messaggio ai minatori che recitava: “Though I’m halfway around the world right now, my heart is with you both, and I want you to know that when you come home, there’s two tickets to any Foos show, anywhere, and two cold beers waiting for yous. Deal?”.
    Quando i due furono liberi, uno dei due minatori andò davvero a prendersi la birra con Dave, e quest’ultimo scrisse in quell’occasione un brano strumentale, che poi sarebbe entrato a far parte di Echoes Silence, Patience and Grace, ed è la canzone che si chiama appunto “Ballad of Beaconsfield Mine”. Che cuore.

    • Quel contatore riporta non solo il numero dei commenti, ma anche quello dei Trackbacks all’articolo ovvero tutti i link in ingresso verso questo post (citazioni su twitter, in altri blog…ecc). Li trovi in fondo alla pagina! 🙂

  3. Grande pezzo Marco, e fantastico anche l’aneddoto dei minatori. Mi sto facendo una cultura musicale grazie a Camminando Scalzi!

  4. Grande Dave, davvero un bel Listening. Altri suoi episodi divertenti sono le comparsate nei vari tv show americani, su tutti “Starway to Heaven” suonata al Craig Kilborn Show.

    Ah! Il concerto dei Foo’s a Wembley resterà sempre il più bello che abbia mai visto.

  5. @Ciro: grazie per i complimenti, sono contento che i miei Listening spingano a scoprire aspetti magari poco conosciuti di gente del calibro di Grohl.

    @Luca: eh, grande sì. Assolutamente d’accordo con te. Il concerto più bello della mia vita, in assoluto.

  6. applauso a te, Griso, per questo splendido articolo/omaggio a Dave Grohl. Hai riassunto benissimo la peculiarità di questo artista (appellativo di cui molti abusano, ma in questo caso è più che meritato) e la sua carriera sempre più consolidata.
    Fossi in lui ti ingaggerei come biografo ufficiale.

    • Grazie di cuore per i complimenti Ari. Devo dire che questa volta è stata un po’ un’impresa vista l’enorme quantità di eventi che sono accaduti nel corso della vita di questo Artista totale.

  7. […] Listening 03: Dave Grohl Quella di Dave Grohl è una lunga storia. Mettetevi comodi quindi, indossate le vostre cuffie migliori, e mettete il volume al massimo. Si comincia. L’ultimo Listening, quello dedicato a Josh Homme , si chiudeva con l’annuncio del nuovo “supergruppo”, quei Them Crooked Vultures di cui abbiamo parlato anche su Camminando Scalzi. blog: Camminando Scalzi | leggi l'articolo […]

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