Il re è nudo!

[stextbox id=”custom” big=”true”]Torna a scrivere per noi Rosalinda Gianguzzi, maestra precaria che ha realizzato alcuni articoli sulla Scuola e sul precariato degli insegnanti (che vi invitiamo a rileggere qui). Il suo è un punto di vista cattolico, ma soprattutto da precaria, sulla vicenda che sta tenendo banco in questi giorni, l’attacco violento al Premier Silvio Berlusconi.[/stextbox]

Espressione usata e abusata.

Berlusconi fino ad ora è stato, per la verità, sempre vestito e al calduccio (se non in qualche rara occasione).
Mai come oggi però questa frase è veritiera. Per quanto possa sembrare strano, quelle immagini hanno colpito profondamente la mia pietà cristiana.
Con il volto insanguinato e tumefatto, quell’espressione che è un misto di paura, dolore e smarrimento: il re è veramente nudo!
kingNon è un “super partes”, non è il protagonista delle barzellette che si compara a Dio, non è quello “con le palle”, non è il Superman, non è colui al quale bastano quattro ore di sonno e poi può fare l’amateur per un’intera notte. E’ semplicemente un uomo colpito, oltraggiato, oggetto d’ingiustificabile e ingiustificata folle violenza. Si perché qualsiasi espressione di violenza può essere solo folle e assolutamente ingiustificata.
Non esiste “l’istigazione alla violenza”, la violenza è sempre gratuita. E’ come dire che le donne che camminano di sera sole, magari con la minigonna o con la scollatura, “se li cercano gli stupri”. Non è così. Mancare di prudenza non può essere “giustamente punito” con gesti così folli, sconsiderati e malati. Quello che manca oggi è il rispetto dell’essere umano in quanto tale, che non può e non deve essere profuso in quantità maggiore o minore verso chicchésia. Il fatto accaduto l’altro giorno può essere lo spunto per far riflettere tutti noi, senza dimenticare però che il sangue che colora quelle immagini è lo stesso di quello degli uomini pestati perché gay, perché non è stata fatta una legge che li tuteli. E’ lo stesso del fratello clandestino, reo di essere nato in un posto sbagliato, che viene respinto, braccato, insultato, perseguitato, come se fossimo veramente convinti che la Terra appartenesse a qualcuno di noi. Come si fa a parlare di “senso d’appartenenza”? Ma perché a noi cosa appartiene? Se non la consapevolezza che tutto ciò che facciamo deve essere giudicato: in Terra oggi, e in Cielo domani.

tartaglia

La paura sul suo volto è la stessa che da mesi alberga nel mio cuore di maestra precaria, che non sa se domani potrà ancora dare a mangiare ai propri figli. E’ la stessa degli operai della Fiat di Termini Imerese. E’ la stessa dei pensionati che da Gennaio avranno pensioni “più leggere” (quanto mi fanno incazzare certi eufemismi!).
Forse questi paragoni possono sembrare forzature: perché? Perché il terrore di un attimo, non può essere forse paragonato alla paura, costante, continua che inquieta le mie notti e i miei giorni da 2 anni a questa parte? E allora, FORZA SILVIO! La tempra è buona, guarisci presto, perché dovrai giustamente affrontare i processi che ti vedono coinvolto, senza trucchi, senza inganni, senza leggi “ad personam”, perché oggi più che mai hai purtroppo avuto la consapevolezza di non essere un uomo “speciale”. Dovrai rendere conto e ragione a me, ai miei colleghi in sciopero della fame, ai lavoratori sui tetti, a chi a Palermo vive in mezzo all’immondizia, ai pensionati a cui verranno tolti i soldi, ai terremotati d’Abruzzo sotto la neve che ancora aspettano una casa.

Io ti aspetto, con il mio fischietto, la mia bandiera, il mio cartellone, i miei slogan, la mia maglietta nera con la scritta “Precari”, per rivendicare pacificamentedemocraticamente ciò che ritengo giusto.

Ma senza che mai venga meno il rispetto verso l’essere umano, al quale oggi va tutta la mia solidarietà.
Solidarietà che esprimo DA SOLA senza che nessuno rubi la mia identità su Facebook, cambiando il nome a gruppi, come quelli PRO ABRUZZO ai quali mi ero iscritta, dimostrando di non avere imparato nulla da questo episodio gravissimo, volendo continuare lo scontro fuori dalle regole, fuori dai confini umani, fuori dal senso di giustizia e di rispetto.

Spero che l’arrivo del Natale e magari ciò che è successo in questo triste episodio possa insegnare a tutti noi ad avere un po’ più di rispetto.

3 thoughts on “Il re è nudo!

  1. Rosalinda, grazie mille per questo tuo pezzo così equilibrato, delicato e incisivo allo stesso tempo.
    Condivido a pieno quello che scrivi, perchè anch’io credo che il rispetto dell’essere umano (e con esso, di tutti gli esseri viventi) sia un bene di cui abbiamo bisogno come l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo.
    Solo con il rispetto possiamo costruire un mondo migliore e diventare noi stessi persone migliori.
    Mi aggrego a te mella sensazione di pietà nel vedere quella faccia stravolta, ma non posso dimenticare quante volte mi sono sentita offesa da questa persona che si fa beffa del mio Paese e delle sue istituzioni, e usa il potere a proprio vantaggio, non posso dimenticare quante volte ho provato una tristezza fortissima nel vedere i volti terrorrizzati dei disperati del mare che arrivano sulle nostre coste, il dolore che mi da sapere che al mondo ci sono delle vite a cui manca la speranza, e a cui anche quella minima speranza viene tolta con leggi meschine e indecenti.
    Quanta strada in salita ci aspetta.
    Ma parole come le tue mi rincuorano, mi fanno sentire che è necessario resistere e tenere fede a degli ideali più alti, non rinnegare mai gli insegnamenti di quelle persone che hanno versato il loro sangue per fare di questo mondo un mondo migliore.
    Teniamo botta!
    ..e buone feste serene a te.

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