Vinti e vincitori del 2009

A fine anno solitamente si tirano le somme. Di speciali sull’anno sportivo appena concluso se ne fanno a bizzeffe, analizzando mese per mese tutto quello che è successo e le notizie più rilevanti. Quella è una cosa che non m’è mai piaciuta perché quanto accaduto a gennaio la gente lo ricorda appena e gli eventi più importanti si concentrano al “centro” dell’anno solare. Quindi più che un’analisi cronologica direi di dare uno sguardo a successi prestigiosi e brucianti sconfitte che hanno caratterizzato questo 2009.

mourinhoCominciamo da casa nostra. Il 107° campionato di serie A (il 77° a girone unico) vede ancora una volta trionfare l’Inter, ma stavolta in panchina non c’è più Roberto Mancini (passato proprio in chiusura d’annata solare al Manchester City) bensì Josè Mourinho, tecnico portoghese chiacchieratissimo. Antipatico, stratega, arrogante, presuntuoso, ma schietto, diretto e soprattutto vincente. Arriva nella massima serie il campionissimo Ronaldinho, che però nel suo primo anno non si rivela tale. Juventus e Milan si giocano la seconda piazza che viene conquistata dai bianconeri con i rossoneri e la Fiorentina che vanno però anche loro in Champions (i viola supereranno i portoghesi dello Sporting Lisbona nei preliminari, mentre il Milan accede direttamente visto che chi arriva terzo non li gioca più). Genoa e Roma vanno in Uefa assieme alla Lazio che vince la Coppa Italia nella sua nuovissima formula con finale unica nella capitale (ma la sede dovrebbe ruotare, altrimenti le due capitoline avrebbero un ingiusto vantaggio, magari ne parleremo un’altra volta). Torino, Lecce e Reggina salutano retrocedendo e vengono sostituite da Bari, Parma e Livorno. Il re dei bomber è Zlatan Ibrahimovic dell’Inter, che poi passa al Barcellona che in cambio “regala” ai nerazzurri Samuel Eto’o.

Diamo uno sguardo anche in Europa. In Inghilterra trionfa il Manchester United del meraviglioso Cristiano Ronaldo, con Abramovich che decide di portare nel paese di Sua Maestà il nostro Carlo Ancelotti per riportare ai vertici il suo Chelsea. Le squadre qualificate alla Champions sono sempre le stesse (Red Devils, Blues, Liverpool ed Arsenal). In Germania….sorpresona! Vince il Wolfsburg di Zaccardo e Barzagli, al suo primo ed incredibile titolo grazie ad un fantascientifico duo d’attacco composto da Dzeko (fallirà l’assalto del Milan al bomber bosniaco) e Grafite. Incredibile fallimento per il Bayern di Jurgen Klinssman che nonostante un roster eccezionale chiude “solo” al secondo posto. Terzo lo Stoccarda. In Francia finisce l’era del Lione e trionfa il Bordeaux dell’ex milanista Gourcouff e dell’ex calciatore (con un passato anche nel Napoli) capitano della Francia campione del mondo del 1998 Laurent Blanc. In Spagna….dominio blaugrana, che siglerà il “triplete”, ovvero conquisterà campionato, coppa nazionale e soprattutto la Champions League.

Le italiane come sono andate nella massima edizione continentale? Male, decisamente male. Roma, Inter e Juventus arrivano agli ottavi ma vengono sbattute fuori dal trittico inglese. Il Chelsea che elimina i bianconeri (guidato da un magnifico Guus Hiddink) viene poi “derubato” in semifinale dal Barcellona con l’arbitro norvegese Ovrebo che non concede tre rigori netti ai londinesi sull’1-0 (andata 0-0) prima del pareggio all’ultimo minuto di Iniesta. In finale i catalani affrontano i campioni in carica del Manchester United (le malelingue dicono che la Uefa non voleva in finale due squadre inglesi per un remake della finale di Mosca) battendoli per due a zero con gol di Eto’o e Messi, che vince il duello con Cristiano Ronaldo e conquisterà poi il Pallone d’Oro.

mondiale1In Sud America intanto un altro ex italiano vince un trofeo prestigioso con l’Estudiantes, ovvero Juan Sebastian Veron, che solleva la Copa Libertadores. L’estate è segnata da due avvenimenti: la Confederations Cup, trofeo “prova” per i successivi mondiali che si disputa ovviamente proprio in Sud Africa, e la faraonica campagna acquisti del Real Madrid. La coppa la vince il Brasile rimontando in finale due reti agli Stati Uniti (che avevano precedentemente ridicolizzato la Spagna) mentre per l’Italia è una disfatta, se così si può dire visto che gli azzurri avevano tanta voglia di giocare quella competizione quanto io di leggere un trattato di fisica nucleare. Paradossalmente attrae maggiore interesse il mercato delle “merengue” di Florentino Perez che porta nella capitale spagnola gente del calibro di Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, Xavi Alonso e quant’altro. Tutto ciò scatenando il putiferio su Facebook con link che segnalavano l’acquisto da parte dei Blancos delle persone più improbabili, da Paris Hilton a Bin Laden, da Gesù a Silvio Berlusconi (il dualismo è fortemente voluto).

Ripartono poi i campionati, con poche sorprese sinora (specie nel nostro paese) e col Barcellona che chiude un’annata meravigliosa vincendo anche il Mondiale per Club battendo proprio gli argentini dell’Estudiantes in finale. Il 2009 ci regala anche le 32 qualificate al mondiale ed il relativo sorteggio, ma di questo abbiamo già parlato.

Buon 2010, e che sia un anno mondiale!

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Un pensiero su “Vinti e vincitori del 2009

  1. beh… credo che mai come nel 2009 gran parte del movimento calcistico MONDIALE (e in particolare il nostro) abbia finalmente iniziato ad aprire gli occhi. e comprendere che il calcio, fenomeno globale per eccellenza, è ormai un’attività i cui praticanti in tutto il mondo hanno iniziato da un pò a prenderci la mano sul serio.
    abbiamo capito che gli inglesi non giocano solo a palla lunga e sono bravi nel gioco aereo come gli scandinavi, che gli africani non sono indisciplinati tatticamente e forti soltanto fisicamente, che gli asiatici non fanno del dinamismo la loro arma migliore e che le squadre dell’est non propongono solo un’ottima organizzazione di gioco. senza contare che i portoghesi e sudamericani non fanno solo possesso palla, che la spagna non vince mai, e che la serie A è il campionato più difficile del mondo.
    a forza di stare dietro a questi stereotipi culturalmente (parlo di crescita del movimento) preisitorici (con tutto il rispetto per i graffiti e le prime invenzioni dell’umanità), il nostro calcio pensa alle convocazioni per i mondiali quando continuiamo a prendere clamorose SMUSATE in giro per il mondo. non basta una stella in più sul petto… se non si da seguito a quanto costruito! speriamo nel 2010.

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