Ju Tarramutu: il libro sul terremoto in Abruzzo

[stextbox id=”custom” big=”true”]Il primo contributo dell’anno è di Samanta Di Persio, laureata in Scienze Politiche. Vive a L’Aquila e da diversi anni è impegnata per i diritti dei lavoratori con denunce su, “Casablanca”, “articolo21”, “Micro Mega” e http://www.cadutisullavoro.it. Samanta ci presenta  il suo libro “Ju Tarramutu”, in vendita a prezzo libero nel catalogo “Grillorama“, l’area libri/dvd del blog di Beppe Grillo. A fondo articolo trovate il trailer del libro e i link utili per approfondire l’argomento.[/stextbox]

“Cos’è successo il 6 aprile a  L’Aquila?” Questa domanda me la sono posta tante volte fra le lacrime. Piangere non serve a niente, ma in qualche modo bisognava pur sfogarsi, e quella notte di persone che piangevano ne ho viste molte. Realizzare che la tua casa anche se in piedi è inagibile, quindi non ci puoi più entrare, non è semplice. Ci ho pensato per giorni. E per giorni con chiunque incontrassi era un abbraccio. Un abbraccio di gioia perché c’eravamo ancora. Quella notte più di 300 persone sono state sommerse dalla forza di qualcosa che non puoi fermare. Però si poteva prevenire.

Ho ricostruito tutto in un libro “Ju tarramutu. La vera storia del terremoto in Abruzzo.” (Casaleggio associati) Mi hanno aiutato le testimonianze degli esperti del posto e dei cittadini. L’Aquila e gli aquilani hanno convissuto per sei mesi con uno sciame sismico. Il 30 marzo c’è la scossa più significativa fino a quel momento. Magnitudo 4. La popolazione nel panico. La gente si riversa nelle strade. Genitori preoccupati, in coda per andare a prendere i propri figli a scuola. Ci sono già dei crolli importanti, tanto che il sindaco Massimo Cialente deciderà di chiudere le scuole. Molti decideranno di dormire in macchina, altri desisteranno per il freddo.
Il 31 marzo su richiesta di Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile, si riunisce a L’Aquila la Commissione Grandi Rischi. L’obiettivo, come riporta un comunicato stampa della regione Abruzzo, è di fornire ai cittadini tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane. Si riportano alcune dichiarazioni della riunione che decideva della vita degli aquilani. Boschi (presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia): “Escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi… anche se siamo in una zona sismica.

Guido Bertolaso

Nell’area abruzzese registriamo circa ottocento scosse l’anno. Ma i terremoti non si possono prevenire” Franco Barberi (presidente vicario della Commissione Grandi Rischi): “Gli sciami tendono ad avere la stessa magnitudo ed è assai improbabile che nello stesso sciame la magnitudo cresca… Noi rappresentiamo la situazione scientifica. Non c’è nessuno strumento che possa avvisarci che ci sarà un terremoto. Non vale la pena che la Commissione grandi rischi discuta di questo”. Queste sono alcune delle frasi pronunciate da coloro messi a capo di Enti per nomina politica. Poi i giorni trascorrono, ancora scosse con magnitudo inferiore rispetto a quella del 30 marzo. In città non si parla d’altro.

Qualcuno ha paura che la propria abitazione possa crollare… Ma questo non sembra interessare alle istituzioni, che continuano a diffondere notizie rassicuranti perché di primaria importanza era l’ordine pubblico, non la vita di essere umani. E poi il 5 aprile. Scossa di magnitudo 4 alle 22.48, altra scossa a mezzanotte ed infine sappiamo tutti ciò che avvenuto. Le immagini di un capoluogo di regione distrutto fanno il giro del mondo. La solidarietà è davvero tanta. Si possono: inviare sms, fare donazioni, raccolte spontanee. Però non si sanno gli importi precisi e non si sanno chi gestisce questi soldi, ma forse questo non è il più grande dei mali. Arriveranno i volontari della Protezione civile. Il Governo decide che Guido Bertolaso dev’essere il commissario per il terremoto, l’ennesimo incarico per l’uomo. Per la prima volta viene nominato un commissario che non è del posto. Solo dopo qualche settimana si scoprirà se è stato un bene o un male. La cosa peggiore! Guido Bertolaso non conosceva il territorio abruzzese allora, e forse nemmeno oggi, considerando il tempo trascorso più presso la cittadella della Guardia della Finanza che fra le gente. Già dall’8 aprile il Presidente del consiglio parla di New Town. Poi fa un passo indietro e ai funerali di stato delle vittime innocenti giura di fronte alle bare e ai familiari di chi quella notte ha perso la vita: “Non farò una nuova new town, ricostruirò L’Aquila dov’era”. Dopo otto mesi e mezzo si fa fatica a mettere insieme tutte le bugie che sono state dette. Bisognerebbe avere una memoria da elefante per ricordare tutto, ma a volte bisogna dire grazie anche all’informazione che non ci piace, perché riporta le “buone novelle”. E così sui pezzi di giornali ricordi i titoli: “Case per fine settembre, case prima del freddo, ecc.” 700 milioni di soldi pubblici per il piano C.A.S.E. voluto dal Governo e dalla Protezione senza nessuna concertazione, il perché è chiaro: le imprese stavano preparando le forniture prima che l’appalto venisse indetto e prima di sapere di averlo vinto. Misteri della fede? E poi ovviamente ci sono le assegnazioni dirette. A fine lavori si riscontrano illegalità ed emergono alcune imprese colluse con la mafia, ma le informazioni si limitano a questo, per il resto non si sa ancora nulla. Bene,  il 24 dicembre, la vigilia di Natale, c’è molta gente che viaggia ancora, fa più di 100 km al giorno, sta aspettando la consegna dell’alloggio che ormai slitterà ad anno nuovo. Altri hanno rinunciato a viaggiare, sono nelle strutture alberghiere e non potranno rientrare nelle loro case. Ma questo non si può dire. Il messaggio da dare questa volta è: “Stanno tutti bene, abbiamo ricostruito!” Peccato che si tratta di nuove costruzioni, delle vecchie abitazioni da riparare non si sa nulla, l’unica cosa certa che se il Governo non metterà a disposizione dei soldi le case crolleranno ugualmente per mancata manutenzione, e i cittadini pagheranno i mutui per qualcosa di cui non possono disporre e forse non disporranno mai più.

Intanto Guido Bertolaso è ancora in carica a dare numeri che non rappresentano la realtà, ancora ad auto lodarsi mentre gli aquilani sono alle prese con i problemi delle nuove case (scoppio di tubi non adeguatamente protetti dal freddo), perché quando c’è da intascare 700 milioni di euro di soldi pubblici e bisogna affrettarsi, il cittadino nella scala dei valori viene all’ultimo posto. Intanto sono 20mila gli aquilani negli alberghi (per un costo di 55 euro al giorno) e 15mila gli aquilani che si sono trovati una soluzione autonomamente (accendendo un mutuo per una casetta di legno).

LINK UTILI
Il sito internet del libro
Pagina Facebook

5 thoughts on “Ju Tarramutu: il libro sul terremoto in Abruzzo

  1. http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Belice

    http://www.vigilfuoco.it/attivita/multimedia/archivio_video/default.asp?cboC=5&v=3

    Mi piace iniziarlo con tre link questo commento.Premettendo di essere colpito,dispiaciuto e di aver contribuito in minima parte ,con il mio sms, ad aiutare la popolazione abruzzese,devo però esternare anche un senso di profondo fastidio.Qui ci si lamenta della popolazione che non ha ricevuto le case entro settembre e purtroppo slitta tutto al nuovo anno,si reclamano diritti,si punta il dito contro tutti e tutto,ci si lamenta di tutto facendo diventare tutto una immensa speculazione mediatica ed economica.Nel Belice la casa la aspettano da 40 anni,si vive nelle baracche,idem in Irpinia per citare un paio di esempi.Vogliamo poi parlare di ciò che è accaduto a Messina in ottobre?E poi vedo i servizi al tg dove per Natale o Capodanno(non ricordo) si è organizzato un maxi cenone per centinaia e centinaia di persone a base di pesce…gamberoni,pesci spada…io mangio schiacciate,frittatine,salsicce in queste occasioni,e loro i cenoni di lusso…ma stiamo scherzando?ancora oggi è possibile mandare fondi per l’abruzzo,inviare sms,Laura Pausini che organizza i concerti pro Terremotati,la Nazionale di calcio che va a giocare in Abruzzo per fare beneficienza,gli all blacks,artisti uniti per l’Abruzzo e gli altri chi li caga?Da noi si dice”lamentati se vuoi stare bene” e mi pare che li si facciano tante lamentele e d i risultati a poco a poco si vedono.Parla anche degli aquilani che adesso hanno una casa antisismica o comunque hanno un tetto ed il tepore delle mura…fossi stato uno delle baraccopoli mi sarei incatenato e non avrei mai fatto posare una pietra li se prima non mi toglievano da quella baracca chiamata casa…è una vergogna,che bello il lamenting e la speculazione sulle disgrazie…

  2. Vi riporto una notizia sconvolgente che potreste trovare a questo link, una di quelle notizie che fanno capire che il terremoto è stato disastroso, ma lo è stato soprattutto a causa dell’ignoranza e della superficialità umana.
    http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/casa-dello-studente:-mancava-un-pilastro/1820556

    Vi faccio un riassunto:

    Casa dello studente, ecco le cause del crollo:

    1- Mancava un pilastro;
    2- Il progettista non ha previsto in alcuna parte dell’edificio un sistema resistente adatto a sopportare azioni orizzontali provenienti da tutte le direzioni;
    3- L’impresa esecutrice non ha disposto le staffe di armatura dei pilastri all’interno dei nodi della struttura secondo quanto previsto dal progetto (cioè non c’era ferro a sufficienza dei nodi trave-pilastro, punti cruciali di una costruzione);
    4- Il calcestruzzo usato appare fortemente disomogeneo da potersi definire scadente e in complesso di qualità inferiore rispetto alle specifiche progettuali;
    5- Dopo la realizzazione dell’edificio nessuno ha mai chiesto o fatto lavori di adeguamento funzionale che riguardassero le strutture, anche quando cambiava la destinazione di uso da civile abitazione a residenza universitaria (il che, da un punto di vista progettuale, comportava sicuramente un aumento dei sovraccarichi dovuto ad un maggiore affollamento di persone e all’aggiunta di nuovi tramezzi o pannelli solari e dunque richiedeva un ricalcolo della struttura ed eventuali manovre per rafforzarla);
    6- Ci sono danni alle strutture causati da cattiva posa in opera degli impianti termici, idrici ed elettrici.

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