Il Legittimo impedimento di fumare crack

Quante volte su Camminando Scalzi siamo stati costretti a parlare di giustizia? Ammettiamolo: è un argomento noioso, difficile sia da scrivere che da leggere. Purtroppo, anche oggi siamo stati costretti.
Oggi 3 febbraio 2010 passerà alla camera il disegno di legge sul “legittimo impedimento”. Di cosa si tratta?
Il legittimo impedimento è una legge che permette al Presidente del Consiglio e ai suoi ministri di non presentarsi in aula se indagati nel corso di un processo. In pratica si rimanda l’udienza (da 6 a 18 mesi) poiché l’imputato deve svolgere mansioni di governo. Questa legge (ovviamente a tempo, quindi con una scadenza) serve per tappare il buco in attesa di quella ben più imponente legge del  “processo breve” rimasta ancorata (ma salperà…) alla camera dei deputati. Secondo il Pdl il legittimo impedimento “risolve” il conflitto tra governo e giustizia, come se il problema fossero i giudici e non i reati commessi dai politici.
Una volta per tutte: la separazione dei poteri presuppone un equità tra i tre poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario).
Se, attraverso delle leggi apposite, al potere giudiziario viene sottratta la possibilità di esercitare questo potere (escludendo alcuni cittadini dal giudizio), allora non siamo più in una democrazia sana. Molti media (e alcuni personaggi come Celentano) si sono dimostrati favorevoli a queste legge. Rappresentativa ad esempio è la frase di Casini: “Per noi il legittimo sospetto è il male minore”. Insomma, Berlusconi si deve salvare in un modo o nell’altro, cerchiamo almeno di non distruggere tutta la giustizia italiana nel frattempo. Wow che classe politica!
Ormai in questa Italietta ci si tappa il naso sempre più spesso, sopportando, sopportando e sopportando; in fondo chi è al potere rappresenta perfettamente la nostra nazione. Un’Italia dove il popolo guarda in alto e dice “massì fate come cazzo vi pare, basta che mandate in onda il Grande Fratello.”

D’altronde se, dopo gli scandali sessuali di quest’estate che hanno colpito il Presidente del Consiglio, la situazione è quella di sempre (a parte il Pdl che è diventato giustamente il partito dell’amore) un motivo ci sarà.
L’italia è diventata la puledra del cavalier Berlusconi.
Un giorno un artista italiano ha detto (parafrasando): “Non amo i grandi artisti che non sono stati altrettanto grandi nella vita (…) De Andrè ad esempio avrebbe fatto meglio a cantare meno di pietà visto che era una persona cattiva”.
Io non sono d’accordo.
Il genio creativo di un artista può manifestarsi in maniera fortemente irrazionale e persino distorta, inoltre la qualità di artista prescinde dalla sua vita, in quanto l’opera d’arte si oggettivizza da sé. Legare l’uomo all’opera creata presuppone invece un giudizio soggettivo (ad esempio per i razzisti un artista nero non merita una considerazione positiva) che non permette all’opera stessa di arrivare pura al giudizio estetico degli uomini che la ammirano (questo argomento merita sicuramente più spazio, in futuro ne parleremo di nuovo).
Il politico invece, a sua volta, dovrebbe vivere di pragmaticità e razionalità. A lui soprattutto è richiesto un decoro istituzionale per il ruolo ricoperto: quello della rappresentazione del popolo di uno Stato.
Se il popolo non si ribella agli schiaffi morali della classe politica eletta, è destinato all’osservazione e non alla partecipazione.
L’artista italiano che ha detto la frase di prima, quella sui grandi artisti e la loro coerenza nella vita reale, è Morgan (fonte via | Unità.it), che ha da poco dichiarato che fuma crack la mattina, salvo poi fare dietrofront e accusare il giornale Max di averlo fuorviato (ha parlato addirittura di “trappola” tesagli mdR).
Lungi da me adesso criticare Morgan. Ognuno si rilassa come meglio crede.
Assodato che sempre secondo me tutto questo è una splendida trovata di marketing per aumentare le casse del giornale Max, di Morgan stesso e far aumentare gli ascolti di Sanremo:  l’Italia è un paese-provincia che si scandalizza se un artista si fa di coca e rimane in silenzio se il Presidente del Consiglio va a puttane nel suo harem privato.
“Questa Italia non c´è
si è suicidata
si è specchiata troppo
e si è ammalata”
Bella Italia, Tre Allegri Ragazzi Morti
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4 thoughts on “Il Legittimo impedimento di fumare crack

  1. Mmm… Collegamento un po’ pindarico che non ho ben capito, questo tra il crack di Morgan, la sua disquisizione sull’arte e l’artista, e il legittimo impedimento. :

    Sul rapporto tra arte e artista ho scritto un post tempo fa. Anche io non sono d’accordo con Morgan, ma per altri motivi.

  2. Beh, il punto penso che sia che se Morgan dice che fuma crack succede uno scandalo nazionale, se Berlusconi ha rapporti con delle escort nel letto grande, tutto poi passa in secondo piano…

    Ci sappiamo (noi Italia) preoccupare solo delle cose totalmente inutili.

    Che poi a mio parere questa sia tutta una mossa per far parlare di sé, è indubbio. Solo che in un altro paese del mondo questo viene capito, e rimane là… da noi uno come Marylin Manson o che so Lady Gaga non potranno mai esistere. Non se riesco a rendere l’idea di quello che voglio dire.

  3. Lo scandalo di Morgan, a mio modo di vedere, è abbastanza legittimo.
    Nel senso che non mi crea problemi se Morgan fuma crack, mi dà fastidio che lo spiattelli in pubblico con la superbia che solo lui sa dimostrare, sopratutto considerando che è un dipendente della tv di stato, stipendiato dal canone che il cittadino paga.

    Già mi rompe le palle pagarlo, figuriamoci sapere che quei soldi finiscono ad un drogato.

    • Il punto però secondo me è un altro. E’ una rockstar (vabbè, passatemi il termine), e la vita delle rockstar è fatta di eccessi. Veri, presunti, fatti solo per farsi pubblicità, poco importa. Noi siamo un paese così vecchio e decrepito, così repubblica delle banane, che si arriva addirittura a sentire robe dal parlamento del tipo “antidoping per sanremo” (basta vedere i siti di notizie per i riferimenti). Ora, senza contare che l’antidoping prima di tutto ci vorrebbe proprio in parlamento, che cavolo gliene frega alla politica degli eccessi (veri, presunti, pubblicitari) di una rockstar? E allora solo le cose “da copione” vanno bene a Sanremo? Solo lo squallido Povia che si permette di fare una canzone su un tema così delicato come l’eutanasia? Lo stesso Povia che celebrava la “redenzione” di un Gay l’anno scorso?

      Ecco perché in Italia l’arte è completamente morta. Siamo un paese di vecchi bacucchi, ed ecco a cosa mi riferivo quando dicevo che da noi una Lady GaGa non potrebbe mai esistere.

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