Lost: stagione 6

L’attesa è finalmente terminata, il 2 febbraio scorso è andata in onda la prima (o meglio, le prime due) puntata della nuova stagione di Lost, la numero 6, la stagione conclusiva.

Per quei due o tre (pazzi!) che non conoscono questa serie, Lost narra le avventure di un gruppo di sopravvissuti ad un disastro aereo, che precipitano su un’isola misteriosa, e si trovano ad affrontare tutta una serie di situazioni particolari. Se ancora non siete finiti nel mondo di Lost, questo è il momento di farlo, considerato che è una delle serie TV più seguite degli ultimi anni (e non è un caso, vista la qualità).

La sesta serie, nelle intenzioni dei due creatori Damon Lindelof e Carlton Cuse (con lo zampino di J.J. Abrams), sarà la stagione che concluderà tutta la saga, con le risposte (si spera) definitive a tutti gli interrogativi che si sono presentati via via nel corso delle passate stagioni.

Ma veniamo a questi due episodi di apertura.

[stextbox id=”alert” caption=”AVVISO SPOILER”]ATTENZIONE: qui di seguito potrebbero essere rivelati particolari sulle prime due puntate della stagione sei di Lost, così come particolari fondamentali delle scorse stagioni. Se ancora non le avete viste, e non volete rovinarvi la sorpresa, non continuate a leggere![/stextbox]

Introdotti dalla puntata 6×00 dal titolo “The Final Chapter”, che fa il punto su tutte le questioni ancora aperte (immaginate una specie di riassuntone montato ad hoc), Lost 6 si apre con una doppia puntata, “L.A. X part 1 & 2”… Ma dove avevamo lasciato i nostri protagonisti? Juliet era riuscita a far saltare la bomba H, ma non avevamo capito cosa fosse successo, e se la teoria di Faraday si fosse rivelata corretta. La puntata si apre con una nuova mossa dei due sceneggiatori, che dopo aver introdotto il flash-forward nelle serie passate (il contrario del flashback, in cui invece di tornare indietro nel tempo con il racconto, si va avanti), ci presentano il flash-sideways (secondo me è un più banale “what if”, ma bisogna vedere come si svilupperà la cosa, nd Obi-Fran Kenobi). In pratica la puntata si apre dal punto di vista di Jack (così come si apriva la primissima puntata della prima serie), e ci mostra che in effetti tutto ha funzionato, il passeggeri dell’Oceanic 815 sono tutti a bordo, e dopo le famose turbolenze nulla accade, prima di fare una lunga panoramica subacquea che ci mostra l’Isola sommersa. L’incidente non è avvenuto, l’isola è abbandonata in rovina sul fondo dell’oceano, ma… Sull’Isola ancora qualcosa sta accadendo, e i nostri protagonisti sono ancora là, feriti, dopo l’esplosione, ma questa volta non più nel 1977, bensì nel futuro (o nel presente… Insomma, avete capito, nel 2007). Si chiedono il perché tutto non abbia funzionato (in realtà noi sappiamo che in parte la cosa ha funzionato). C’è stato uno “sdoppiamento dimensionale” e, a quanto pare, il punto cardine della serie saranno proprio queste due timeline parallele, che ci mostreranno il “what if” della storia se l’incidente non ci fosse mai stato. Naturalmente non mancano le sorprese (il ritorno di alcuni personaggi, la scomparsa di altri) e piccole rivelazioni importanti (tutta la faida tra Jacob e il fumo nero assume contorni più definiti). Tutto condito, come al solito, dal solito rapporto a cui ci ha abituato Lost, e che forse ne ha decretato il grande successo: per ogni risposta, ci sono tante nuove domande da porsi. Che diavolo ci faceva Desmond sull’areo? Le due dimensioni sono in qualche maniera “consapevoli” l’una dell’altra? Perché sull’Isola sembra che non sia accaduto in realtà nulla, escluso il viaggio nel tempo? Chi è il tizio giapponese che appare? E così via…

Cosa aspettarsi quindi da questa stagione? Beh, 18 episodi non sono poi tantissimi (ma neanche pochi) per chiudere tutte le questioni aperte, e la paura che delle cose rimangano in sospeso rimane. Ma non bisogna dimenticarsi che tutta la storia narrata nella serie è stata scritta ben prima che questa fosse girata, questo mitiga un po’ la paura di trovarsi di fronte a “spiegoni” irrazionali messi lì tanto per chiudere la serie (e mi viene in mente la penosa conclusione di X-Files, in cui s’erano messi sul banco tanti di quei misteri, che è stato impossibile chiudere in maniera esaustiva), e finora gli sceneggiatori non ci hanno mai delusi. Il conto alla rovescia per mettere la parola “fine” è cominciato, ne riparleremo sicuramente a stagione conclusa, con le considerazioni più approfondite che la serie merita.

Nel frattempo vi linko la Lostpedia, il wiki di Lost dove sono spiegati veramente tutti i dettagli (puntata per puntata) e sono presenti tutte le info e le particolarità delle sei serie.
In particolare, a questo utile link trovate un riassunto di tutti i misteri già spiegati, spiegati parzialmente, o ancora da spiegare.

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7 pensieri su “Lost: stagione 6

  1. Marco,all’avviso mi sono bloccato,perchè non voglio anticiparmi qualcosa della sesta serie…voglio vederla :).Credo che questa serie sia qualcosa di inimmaginabile,scritta e diretta da fenomeni.Ovviamente si spera quanto prima di trovare le puntate già in italiano(se non sbaglio in Italia dovrebbe uscire il 12 o giù di li).Ma quali sono i vostri personaggi preferiti?Sawyer è il mio preferito,e credo che ognuno riesca ad identificarsi caratterialmente in qualcuno di loro…altra perla ben riuscita della serie.W lost.

    • Eh eh, no no, non continuare a leggere allora, finché non ti vedi le puntate, l’avviso spoiler l’ho messo apposta. 😀

      Il mio personaggio preferito? Difficile da dire, penso Desmond sopra tutti, ma non c’è un personaggio mal riuscito in questa serie…sono tutti caratterizzati in maniera egregia.

      Sawyer lo amo fisicamente però. 😀

  2. Adoro lost, il mio è stato amore a “prima visione”.
    Credo si possa asserire con assoluta certezza che questo telefilm abbia segnato una definitiva evoluzione nel suo genere. Un prodotto da seguire non passivamente, un vero e proprio brain training per lo spettatore, una caratterizzazione dei personaggi così veritiera e pure così manichea, la scelta dei luoghi e della fotografia sono da premio Oscar. Gli autori di lost, i primi autori, hanno regalato al genere ciò che i beatles hanno regalato alla musica, chapeaux.
    Peccato che la serie abbia abbattuto anche le più rosee aspettative e che quindi qualcuno, in barba al concetto di arte ed essenzialità, abbia deciso cinicamente di farne un buiseness infinito allungando il brodo fino a farne perdere l’eccellente “sapore” di partenza.
    Insomma, avessi dovuto innamorarmi di questa serie in itinere non l’avrei mai fatto, credo che oggi lost sia un prodotto appetibile ai pochi che dall’inizio hanno seguito la vicenda e che sono stati abili a non perdere il filo logico tra tanti rompicapi insoluti.

    Sahid e Hugo i miei preferiti in assoluto, ma devo ammettere che non provo antipatia per alcuno (anche in conseguenza del fatto che ancora non è chiaro chi appartenga alla schiera dei buoni e chi a quella dei cattivi. Attendo con ansia un epilogo rimandato almeno di due anni, atteso da sei, speriamo di non fare “la morte col fieto di graone”.

  3. da una parte c’erano tutti i sopravvisuti disposti a mettere in gioco la loro vita per salvare suo figlio,lui li ha traditi ed ha ucciso due di loro…bella persona…ho esultato quando è esplosa la nave 🙂

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