Premi Oscar 2010 – 82nd Academy Awards

Che dire, è proprio vero che a volte Davide sconfigge Golia.

La Bigelow con il suo The Hurt Locker fa incetta di premi oscar (ben 6) lasciano a Cameron e ad Avatar soltanto le statuette per gli effetti speciali, fotografia (dell’italiano Mauro Fiore) e scenografia.
The Hurt Locker quindi vince gli oscar più importanti: miglior film, migliore regia, portando a casa anche altre 4 statuette.
Questo trionfo su Avatar forse è sancito dall’Oscar a Boal per la sceneggiatura di The Hurt Locker, quasi a dire che a volte persino ad Hollywood preferiscono un film scritto bene rispetto ad un Kolossal.
Grande soddisfazione anche per Up (che aveva pure una nomination come miglior film) della Pixar del nostro amico Neil Blevins, che vince gli oscar come miglior film d’animazione e migliore colonna sonora.
Una menzione particolare va inoltre a Steve Martin e ad Alec Baldwin, divertentissimi presentatori della serata, e a Ben Stiller, presentatosi sul palco in stile Na’vi.
I vincitori degli 82mi Academy Awards:
Miglior film:
The Hurt Locker.
Il piccolo film, realizzato solo in 40 giorni, ha sconfitto il ben più quotato kolossal Avatar. Premio oscar meritato per questo splendido gioiellino cinematografico che racconta con un lucido distacco, l’esperienza di un disinnescatore di mine in Iraq.
Miglior regia:
Kathryn Bigelow per The hurt locker.
Per la prima volta l’oscar alla miglior regia va ad una donna. La Bigelow 19 anni dopo Point Break si porta a casa la statuetta più ambita strappandola all’ex marito Cameron.
Un premio giusto per un film dove la macchina da presa si confonde e quasi scompare tra la polvere delle strade dell’ Iraq dove gli sguardi diversi dei marines americani (più che le bombe) scandiscono il tempo del racconto.
Miglior attore protagonista:
Jeff Bridges, finalmente premiato per Crazy Heart, con Bad Blake, cantante country in declino, trova un personaggio che si adatta perfettamente alla sua natura fuori dalle righe.
Finalmente premiato.
Miglior attrice protagonista:
Sandra Bullock per The blind side, storia di una madre adottiva (ha infatti dedicato il premio a tutte le madri)
Alla sua prima nomination sbaraglia la concorrenza della perenne Streep e della sorpresa Gabourey Sidibe.
Miglior attore non protagonista:
Christoph Watlz, alla sua prima nomination, ha conquistato il pubblico di tutto il mondo con la sua spietata interpretazione del colonnello nazista.
Emozionatissimo, con la voce rotta dalle lacrime ha ringraziato tutti partendo proprio da Tarantino.
Statuetta strameritata e scontata.
Miglior attrice non protagonista:
Mo’Nique per Precious.
Vera sorpresa dell’anno nei festival indie americani, Precious ha avuto un enorme successo proprio grazie alle performance delle sue corpulenti attrici.
Premio a sorpresa.
Miglior film d’animazione:
Up, dopo aver sbancato ai botteghini, vince questo meritatissimo Oscar. Ancora una volta la Pixar si è imposta come la migliore casa di produzione di film d’animazione. Stupenda la presentazione delle nomination con i protagonisti dei singoli film.
Statuetta meritata.
Migliore sceneggiatura originale:
Boal per The Hurt Locker.
Film stupendo, scritto senza fronzoli di protesta. L’obiettivo della scrittura infatti è l’esplorazione dei diversi sentimenti dell’uomo alle prese con la follia della guerra.
Miglior effetti speciali:
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar.
Premio scontatissimo. Centinaia di milioni di dollari investiti nelle riprese direttamente in 3d hanno garantito la realizzazione di un film dall’aspetto visivo assolutamente incredibile.
Statuetta ovvia.
Miglior fotografia:
Mauro Fiore per Avatar.
Premio meritato per l’unico italiano in lizza per un premio. L’incredibile spettacolo estetico di Avatar meritava il premio. Simpatico e patriottico il suo saluto all’Italia sul palco.
Altri premi:
Miglior sceneggiatura non originale:
Geoffrey Fletcher per Precious
Miglior film straniero:
El secreto de sus ojos (Argentina)
Miglior documentario:
The Cove
Miglior scenografia:
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar
Migliori costumi:
Sandy Powell per The Young Victoria
Miglior montaggio:
Bob Murawski e Chris Innis per The Hurt Locker
Miglior trucco:
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek
Miglior colonna sonora:
Michael Giacchino per Up
Miglior canzone originale:
Ryan Bingham e T-Bone Burnett “The Weary Kind (theme from Crazy Heart)” per Crazy Heart
Miglior sonoro:
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The Hurt Locker
Miglior montaggio effetti sonori:
The Hurt Locker
Miglior corto documentario:
Music by Prudence di Roger Ross Williams e Elinor Burkett
Miglior corto animato:
Logorama di Nicolas Schmerkin
Miglior corto d’azione:
“The New Tenants” di Joachim Back e Tivi Magnusson
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Notte da Oscar (del Calcio)

A Los Angeles si sono assegnati gli Oscar, i riconoscimenti più importanti per il mondo del cinema. Tutti gli attori sognano di arrivarci e conquistare quella statuetta ribattezzata così da quando Margaret Herrick, segretaria che lavorara all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences vedendo la statuetta esclamò: “Assomiglia proprio a mio zio Oscar”.

Ogni altra categoria ha poi copiato ed ha i suoi Oscar, come accade anche in Italia con “Gli Oscar del calcio”, e sono premi non sempre azzeccati, quindi magari aprire un dibattito ci può stare. Tentiamo di dare qualche categoria.

Miglior fi…ehm..miglior squadra: sarebbe fin troppo logico pensare all’Inter che effettivamente da alcuni anni domina, magari qualche detrattore non sarà d’accordo ma le altre pellicole in programma avevano ognuna qualche sbavatura, anche se comunque valide.

Miglior regi…allenatore, pardon: Mourinho se l’è presa quando non ha ricevuto la “Panchina d’oro” (anche se non lo ammetterà mai) che ha visto prevalere Allegri. Personalmente invece è un premio che avrei assegnato a Cesare Prandelli. Vero è che ora la sua Fiorentina è in fase calante ma col materiale umano che ha non è da tutti far fuori il Liverpool dalla Champions e rimanere protagonisti in Italia seppur con mille intoppi (Mutu ad esempio).

Miglior attore/giocatore: tanti nomi, altisonanti. Io ho il mio: Diego Milito. Media gol impressionante, arriva all’Inter e segna con la stessa facilità con la quale segnava al Genoa. Mi impressiona anche più del suo predecessore Ibrahimovic. Il super-acquisto nerazzurro è senz’altro lui, non il camerunense Eto’o.

Miglior attor/giocatore non protagonista: anche qui ci si può sbizzarrire. Sono tantissimi. Ogni squadra ha qualcuno che lavora dietro le quinte. In questa categoria davvero non saprei dare un nome certo, ma forse proprio per il fatto che ha nomi più altisonanti davanti come compagni di squadra direi Cambiasso.

Miglior cortometraggio: la Sampdoria…eh si, è stato bello finchè è durato! Miglior scenografia: mica facile…forse quest’anno le tifoserie di Milan e Inter hanno offerto qualcosina in più quando lo stadio s’è vestito a festa per il derby.

Miglior sonoro: ho girato tanti stadi…il rombo del San Paolo di Napoli credo sia imbattibile (ne ho beneficiato in negativo ad un gol della truppa azzurra contro la mia squadra del cuore).

Miglior montaggio: Ventura ed il Bari. Per il semplice fatto che ammetto che ero convinto che il Bari sarebbe finito ultimo non riuscendo ad assemblare qualcosa di concreto in serie A dopo averlo fatto in B. I “galletti” mi hanno smentito.

Miglior trucco: Beckam e Mexes se la giocano (ogni tanto una sciocchezza ci vuole!!).

Concludiamo con il premio per gli effetti speciali, ma questo lo lascio scegliere a voi dandovi qualche spunto: alcune magie di Cassano o Di Natale, le meraviglie di Diego Milito e Balotelli, le incredibili performance di Ronaldinho e del Milan quando è in gran forma….che ne dite? A chi lo assegnate?