Meridiano Zero – Mia nonna decide le sorti dell'Italia

Ieri ero da mia nonna. Con mia nonna non ho un buon rapporto, anzi, è uno di quei rapporti basati sull’ipocrisia e le frecciatine mai abbastanza velate, di quelli che può avere una suocera con una nuora, non la nonna col nipote più grande. Fatto sta che ero da lei per mantenere ben saldo il velo di ipocrisia che tutto ammanta, e lei se ne stava lì a parlarmi a guardarmi con i suoi occhi infossati e non so come, ha iniziato a parlare di Berlusconi.

Ho sempre saputo che mia nonna fosse destroide, ma è stata venti minuti buoni a difendere Berlusconi, il povero Berlusconi, quello colpito perseguitato malmenato squarciato affondato vessato oppresso tormentato dalla sinistra infame. Quello preso di mira dai giudici rossi, quello invidiato per i suoi successi, quello che lotta per noi, al nostro fianco, che non ha paura di metterci la faccia e di sporcarsi le mani. Quello che ha ricostruito L’Aquila, quello che ha aiutato Messina, quello che ha reso grande l’Italia.

Quindi, gentile Dottor Masi, non è corretto dire “neanche in Zimbabwe“, perché secondo la Freedom House (http://goo.gl/Y2bg), l’Italia si piazza 73esima, ben 100 posizioni al di sopra dello Zimbabwe. Avrebbe potuto dire “neanche in Bulgaria”, o “neanche in India”, ecco, sarebbe stato più giusto e gli interlocutori – magistrati, spioni e noi tutti compresi – avremmo capito subito a cosa si stava riferendo. Il problema vero non sono io, non è la mia generazione, quella che è abituata a sgassare con il mouse invece che con la Lambretta, che si sa informare, che sa ascoltare più campane e giungere ad una verità che non è assoluta, ma per lo meno si avvicina ad una oggettività apprezzabile. Il problema è mia nonna e la sua generazione, con la manifesta passività all’informazione; perché in fondo mia nonna è rimasta a Radio Londra ascoltata nel sotto scala, quando la voce parlante era un po’ come l’arcangelo Gabriele per Maria, quando ambasciatore e quando boia a dar notizie a rinsaldare speranze ad asciugar lacrime.

E a mia nonna quello che le metti davanti è quello a cui crede: i Travaglio e i Luttazzi sono solo fumo negli occhi, sono comunisti perseguitatori e basta, proprio come dice Berlusconi. Ed è giusto che abbiano chiuso i talk show, perché tanto era solo un processo mediatico continuo ed immorale contro il Presidente del Consiglio, proprio come dice Berlusconi.

Si crea quindi un’avaria informatica; mentre si imbavagliano i giornalisti di sinistra, mentre si chiudono i talk show, mentre da Trani vengono fuori intercettazioni che legittime o meno fotografano bene la realtà istituzionale che amministra l’informazione, e che quindi dovrebbero quantomeno aprire gli occhi su chi ci governa, mia nonna è ancora lì, radicata nella congiura di sinistra, agitando i pugni al cielo contro l’ingiustizia che affligge Berlusconi.

Rimane da chiedersi quante “mia nonna” ci siano in Italia.

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4 thoughts on “Meridiano Zero – Mia nonna decide le sorti dell'Italia

  1. Purtroppo tante, “troppe nonne”, accidenti (con tutto il rispetto).
    E poi zie, zii, padri, madrie ciò che mi fa incazzare di più cugini, amici, e studenti e nipoti.
    Tutti ebeti inbetiti, lobotomizzati, semplicemente credenti per fedi, come neanche Iddio!

  2. Bel post. Soprattuto, rende perfettamente l’idea di quella che oggi ormai è diventata un’informazione a “senso unico”. Sono in molti a pensarla come tua nonna (e non solo anziani, purtroppo). Sono anche nostri coetanei che non si degnano di leggere un giornale o di cercare informazioni su internet. Sono quelli che a passatempo guardano il tg1, quando se ne ricordano, e sono quelli del ” a me la politica non interessa”. Poveri noi, povera Italia.

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