Col cervello nei piedi

Ha fatto molto scalpore in settimana il comportamento di “SuperMario” Balotelli, che alla fine di una grande impresa, ovvero aver battuto la squadra più forte del mondo in una semifinale di andata di Champions League, insulta i propri tifosi ed addirittura getta a terra la maglia con disprezzo. Rischia il linciaggio, lui rincara la dose, poi arrivano le scuse…non digerite dagli ultras che con un chiaro comunicato lo accantonano definitivamente, tanto che Moratti deve portarlo via dal ritiro prima del match con l’Atalanta per salvare la situazione divenuta insostenibile. Ora che dietro ci possa essere una manovra del furbo e viscido Mino Raiola, lo stesso procuratore di Ibrahimovic, ci può anche stare. Ma è innegabile che Balotelli abbia un carattere difficile, ed è solo l’ultimo di una lunga lista. Eh già, perchè prima di lui altri hanno fatto piazzate straordinarie in campo. Di teste calde che hanno giocato in Italia se ne contano a bizzeffe, da Gascoigne al “Burro” Ortega, e senza scomodare gli dei del calcio come il meraviglioso George Best (perfino Ferguson ha dichiarato in una intervista “Io non avrei mai saputo gestirlo”) vorrei ricordare giusto qualche episodio di qualche giocatore rimasto credo nella memoria di tutti.

Partiamo dal “principe” dei gesti inconsulti: Eric Cantona. Ad inizio carriera nel 1989 giocava nel Marsiglia ed in una amichevole (!!) contro la Torpedo Mosca reagisce gettando la maglia sul campo, venendo squalificato poi per un mese per aver insultato in diretta tv il tecnico della nazionale. Nel 1991 nel Nimes scaglia il pallone addosso all’arbitro…altro mese fuori. Il rapporto coi giornalisti non è idilliaco, anzi, alcune volte li definì “fottuti idioti”, ma tocca il suo apice quando reagisce agli insulti di un tifoso del Crystal Palace scagliandovisi contro con un calcio da kung-fu!

Ma vediamone un altro: Antonio Cassano. Inizio carriera sfavillante, con un meraviglioso gol all’Inter ed il passaggio dal Bari alla Roma. In un Roma-Juventus terminato 4-0 promise a Fabio Capello (che sedeva sulla panchina giallorossa) di rompere la bandierina in caso di gol e mantenne la promessa. Nella finale di Coppa Italia contro il Milan viene espulso dall’arbitro Rosetti e uscendo dal campo fa il gesto delle corna e lo apostrofa “cornuto”. Passa al Real Madrid dove diventa “El gordito” (Il ciocciottello) ed alla presentazione si presenta con un giubbotto da tamarro spettacolare. Torna in Italia alla Samp e si rende protagonista di due episodi. In un Sampdoria-Fiorentina finita 2-2 viene ammonito ed essendo in diffida si ricorda di dover saltare la sfida con la Roma, sua ex squadra… ed inizia a piangere, togliendosi la maglia e gesticolando. L’anno successivo in un Samp-Torino, altro 2-2, dopo aver segnato il gol del pari viene espulso per proteste, lancia la maglia addosso all’arbitro Pierpaoli e gli dice “Ti aspetto fuori”. Insomma tanti “colpi di testa” che prendono il nome di “cassanate”.

Chiudiamo con un giocatore meno famoso ma non per questo meno folle: Salvatore Soviero, portiere di Palma di Campania. Nel 2004 scoppia una rissa in un Messina-Venezia e lui con una rincorsa spettacolare va a picchiare selvaggiamente un dirigente avversario e poi subito dopo chiunque gli capiti a tiro. Risultato…cinque mesi di squalifica e Venezia che lo cede immediatamente. Anche a Fermo del resto si era reso protagonista di una rissa, scrollandosi da dosso un dirigente che cercava di tenerlo a bada con una mossa degna del miglior wrestler. Spettacolare poi una sua reazione contro un guardalinee che aveva segnalato un calcio d’angolo alla squadra avversaria quando giocava nel Genoa: una meravigliosa e gustosa sequela di insulti volgarissimi in dialetto napoletano che quasi spaventarono il povero guardalinee, che tra l’altro…aveva ragione!! A voi chi viene in mente??