In mala Fede

A volte mi chiedo come si possa avere così poco rispetto di sé stessi. Come durante uno dei fantastici Tg4 di Emilio Fede (9 maggio), quando il celebre “presentatore di tg” è affondato in quel barile ricolmo di bava in cui sguazza da tempo. Lo show è cominciato con una notizia riguardante il ministro alla Cultura Bondi e la sua decisione di non partecipare al Festival di Cannes in segno di disapprovazione verso il nuovo film di Sabina Guzzanti: “Draquila”. Un titolo che rappresenta un ironico gioco di parole in richiamo al nome della città abruzzese colpita dall’ultimo disastroso terremoto, in un film-documentario che approfondisce gli errori e le negligenze commesse dal Governo e dalla protezione civile durante la ricostruzione.

Draquila, Draiaquila… Insomma Draia qualcosa…”, ha affermato Fede, improvvisandosi in un divertentissimo sketch che esalta la sua già nota professionalità giornalistica. È seguito un inaspettato e incomprensibile sfogo accusatorio contro Roberto Saviano, perché “non è lui che ha scoperto la lotta contro la Camorra e non è lui il solo che l’ha denunciata. Ci sono registi autorevoli, c’è gente e ci sono magistrati che l’hanno combattuta e sono morti. Lui è superprotetto e sempre deve essere protetto. Però come dire… Non se ne può più. Voglio dire di sentire che lui è l’eroe. L’hanno fatto in tanti senza rompere… Cioè scusate, volevo dire, senza disturbare la riflessione della gente”… Fede prosegue parlando dei “bei soldini” che Saviano sta facendo con la vendita dei suoi libri e delle sue “copertine”, in un pietoso spettacolo che simboleggia un perfetto esempio di pessima informazione.

Una escalation di accuse e sentenze che troppo spesso capita di sentire nei confronti di persone che, come il noto scrittore di Gomorra, trovano il coraggio di esporsi nel tentativo di realizzare qualcosa di buono. Per rispondere a simili illazioni sono sufficienti le parole pronunciate dallo stesso Saviano durante la puntata di Che tempo che fa dell’11 aprile. “L’Italia è un Paese cattivo”, ha affermato il famoso giornalista portando alla memoria le parole di un giovane ragazzo intervistato dopo la “strage di Castel Volturno” dell’omonima città campana. Saviano ha spiegato il senso di quella frase descrivendo uno degli aspetti più tristi della mentalità di questo Bel Paese, perfettamente simboleggiato nella deplorevole sceneggiata di Emilio Fede e dalle troppe persone che purtroppo la pensano come lui. Accecate dalla diffidenza nel genere umano e dall’incapacità di comprendere chiunque trovi la forza di opporsi alla troppa merda che ci circonda, si dimenano in quell’inspiegabile bisogno di scovare il secondo fine in chiunque tenti di emergere dall’indifferenza priva di iniziativa che contraddistingue la maggioranza. Quelle troppe persone trasformate in una massa indefinita di automi che osserva passiva le ingiustizie che la circondano appigliandosi alla semplicità del vivere la propria vita fregandosene di tutto il resto, “perché tanto funziona così”…

L’Italia è un Paese cattivo, ha spiegato Saviano – “dove per ‘cattivo’ si intende che quando i propri diritti non possono essere realizzati, quando la propria aspirazione non può essere realizzata, quando tutto diventa impossibile, chi fa è avvolto da un’aurea di diffidenza. Questa sorta di comportamento cinico che ha una gran parte di giornalisti, nel dire… Ma dietro tu cosa nascondi?”.

“Questo – ha proseguito – sta in realtà distruggendo la possibilità di questo Paese di avere fiducia nelle parole, fiducia nelle persone. E ora sia chiaro che non devi opporre al modello che esiste in politica o in televisione un modello di santità. Ma chi vuole essere un santo? Ognuno ha le sue contraddizioni. Tutti hanno debolezze e tutti hanno i loro interessi. Ma non tutti gli interessi sono uguali. Non tutte le debolezze sono debolezze criminali o perversioni. Questo bisogna far passare, invece quello che vogliono dirti, soprattutto una parte, è che siamo tutti uguali. Tutto è uno schifo. Tutti vogliono parlare per soldi. Io in questo momento il motivo per cui sto parlando è che voglio vendere il libro. Dal momento in cui questo è ciò che vogliono farti passare, stanno dicendo all’Italiano: sono tutti uguali, abbassa lo sguardo e rispetta chi è più bandito degli altri perché anche tu vorresti essere bandito così”.

“Il sogno delle mie parole – ha concluso il giornalista – è di cercare di dire che non è così. Possiamo essere diversi. C’è un Paese che è diverso. Con le sue debolezze e le sue contraddizioni, ma il Paese in cui mi riconosco non è un Paese che abbassa gli occhi e che considera tutti uguali”.

È un’Italia che ha voglia di cambiare e che, come Roberto Saviano, è anche pronta a esporsi e mettersi in discussione pur di urlare al mondo quello che pensa.

[stextbox id=”info” caption=”Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?” bcolor=”4682b4″ bgcolor=”9fdaf8″ cbgcolor=”2f587a”]Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che trovate qui. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica… Vi aspettiamo numerosi.[/stextbox]

One thought on “In mala Fede

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...