Campioni di una domenica di fine Maggio

Domenica di sport all’insegna di Formula uno e Ciclismo, la strana coppia per gli sportivi pallonari italiani.  Ergendomi a portavoce degli “sportivi”, noi… si spera che queste domeniche di astinenza da calcio scorrano il più velocemente possibile.  Le corse – siamo quasi in estate, nel loro abituale tempo – che siano motoristiche o ciclistiche, sono tanto affascinanti quanto noiose: non insinuano quel germe d’insana follia che noi ricerchiamo nella palla, nei calci, nella conformità del fanatismo di massa. Ragion per cui ai mondiali ci sentiamo, da nord a sud, tutti “italiani”.

Un vantaggio schiacciante del calcio è la sua facile praticabilità, con le emozioni dei campioni fantasiosamente replicabili su un campetto di periferia tra amici. Ed è questo avvenimento uno spaccato a tratti della società italiana: troveremo chi non la passa mai, chi si atteggia a campione, chi s’incazza manco fosse in ballo il proprio posto di lavoro, chi simula, chi se la prende con il più debole e potremmo continuare all’infinito… nel calcio è possibile sovvertire lo status della ragione sociale con l’accanimento, riscattarsi e trovare quell’oretta di gloria, proprio come quella che avevano i gladiatori nell’antica Roma, combattenti però non per caso, ma per forza.

E la formula uno invece? La noia del traffico di tutti i giorni è trasferita in pista. Nemmeno il ciclismo si salva: è un viaggio utopistico tra città priva di auto e automatismi.  Sport per vecchi e per bambini, per tempi (remoti) ottocenteschi, e per futuri-remoti, ma questo è un personale auspicio. Perché all’italiano medio – scusate l’espressione – piace andare in auto, sportellare nel traffico, insultare il prossimo,  andare in una corsia riservata, tutto con noia.

Con un po’ di fantasia cerchiamo allora di stilare una classifica di vincenti tra piloti e ciclisti, che ricorderemo soltanto in questa domenica avulsa dal calcio – tranquilli, il pensiero subito ritornerà ai mondiali in Sudafrica.

Vincente è Lewis Hamilton, il più sfrontato e spettacolare in pista, eroe perché combatte il nulla agonistico con la sua carica. E’ alla sua prima vittoria in pista, ha compiuto quest’anno più sorpassi di tutti. Con due orecchini inaugura un nuovo look,  insolito per l’ambiente: è un modello vincente perché in controtendenza.

Ivan Basso, che dopo due anni di mea-culpa per il doping ha forza e coraggio per riprendersi il Giro d’Italia, meritatamente. Si riscatta e dà l’esempio: bravo, ma non doparti più. Di seguito riportiamo gli ultimi chilometri della terzultima tappa in cui il varesino ha conquistato la maglia rosa, portandola fino all’arena di Verona.

Di questo passo sarà vincente anche Jenson Button: il pilota inglese si sta mostrando più tattico e concreto di Hamilton. Come una formica… è lì a lottare per il mondiale. Senza gerarchie in McLaren. Lotta anche Vincenzo Nibali, compagno di squadra di Basso, siciliano dalle belle speranze che ha talento e classe da vendere. Ottimo gregario di Basso, futuro campione, esempio di umiltà.

800 gran premi per la Ferrari: la vecchia Signora della F1 è la grande assente di questa domenica. Dove sei finita Ferrari? Massa settimo e impotente, Alonso che lotta tristemente per l’ottavo posto… Sei stata inghiottita nel gruppo delle squadre inseguitrici – prendo a prestito il gergo ciclistico – se non ti sviluppi, muori.

Ed ora Vettel, tu sei un campione.  Eri dietro a Webber, primo fino allora. Non ci stai a fare il secondo, capiremo perché: stavi per sopravanzare il tuo compagno di squadra quando lo chiudi senza motivo; ti ritiri, insulti Webber platealmente. Danneggi tutta la squadra. Non ci stai a fare il secondo: anche nel 2007 in Giappone colpisti Webber che ti precedeva e lì guidavi la Toro Rosso, seconda squadra della Red Bull.

Accogliamo il tuo caso umano e ti ringraziamo per l’incidente che ha trafitto la noia. Eravamo lì, ordinatamente disposti in fila indiana nel traffico, ad osservare la tua constatazione amichevole dell’incidente con Webber.

Sei tu il campione di questa domenica, perché hai sovvertito la realtà delle cose, come spesso accade in una partitella tra amici di periferia.

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