Quando l'Informazione mente.

Sì è concluso il processo d’appello di Marcello Dell’Utri, e la Corte ha deciso, dopo cinque giorni di camera di consiglio, di confermare la sua condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Rispetto alla precedente sentenza, i giudici lo ritengono colpevole fino al 1992, tenendo fuori i presunti rapporti tra Stato e Mafia successivi a quegli anni, non dando quindi credibilità alle rivelazioni di Gaspare Spatuzza.

Dell’Utri è quindi colpevole. Colpevole di aver intrattenuto rapporti con esponenti delle cosche mafiose in tutto il periodo della scalata al potere e ai soldi di Silvio Berlusconi. E questo non lo dicono i comunisti, la sinistra sospettosa e cattiva, o qualcuno che se lo è inventato tanto per screditare il senatore Pdl. E’ una condanna di un tribunale, in corte d’appello.

Questo che cosa vuol dire? Semplice, che Dell’Utri è condannato.

Quindi cosa ci si aspetta dall’Informazione, dal primo TG nazionale, quello della TV pubblica, pagata dagli abbonamenti dei cittadini? Beh, la risposta è ovvia. Dell’Utri è colpevole ed è stato condannato a sette anni.

Ma attenzione! Noi siamo in Italia, e quindi il nostro “prestigioso” TG1 mostra il seguente servizio per parlare dell’accaduto:

La prima parola del servizio è “assolto”, e tutto il video viene impostato in maniera da minimizzare totalmente la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Quando la giustizia proprio non può fare a meno di condannare qualcuno colpevole, qualcuno che è Senatore del Pdl, qualcuno che ha contribuito alla nascita di Forza Italia ed è stato uno stretto collaboratore di Silvio Berlusconi, lo stesso qualcuno che ha dichiarato “Mangano è il mio eroe” e “Io faccio politica solo perché altrimenti mi sbattono in prigione” (bisogna quantomeno premiarne l’onestà intelletuale), ci pensa il TG1 a mostrare all’opinione pubblica come in fondo questa storia non sia poi così tanto grave. Questo spinge ad un’ennesima riflessione sulla libertà di informazione, alla vigilia del No-Bavaglio Day che si terrà proprio domani, quando da un lato la stampa viene attaccata e si creano inutili ddl per la difesa della privacy dei soliti ignoti che vogliono fare le cose liberamente, dall’altro il principale organo di informazione (o meglio, quello che dovrebbe essere il principale organo di informazione), il TG minzoliniano distorce le notizie in modo che un CONDANNATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA (c’è proprio la voglia di scriverlo il più grande possibile) debba passare addirittura per “assolto”.

Ecco perché bisogna combattere per un’Informazione Libera, perché la gente deve sapere, nel modo più trasparente possibile, tutti i fatti che riguardano i nostri governanti, soprattutto se di mezzo c’è la criminalità organizzata. Distorcere la verità, far credere al popolo che le cose non stiano come in effetti stanno è l’ennesimo modo per controllare, subdolamente, la coscienza collettiva. Bisogna ribellarsi a tutto ciò.

Concludiamo con la simpatica trasmissione di Gossip Studio Aperto, che visto il lavorone fatto da Minzolini, non voleva essere da meno, e per bocca del suo direttore Toti fa questo simpatico editoriale che non fa altro che alimentare le nostre matte (e amare) risate.

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Day 19 Mondiali di Calcio: ecco i quarti di finale!

I quarti di finale sorridono al Paraguay. Dopo quella che è stata la più brutta partita del mondiale (e non era facile eh!) sono i guaranì a festeggiare. Zero a zero dopo centoventi minuti di sbadigli ed un po’ di rimpianto per l’assenza dell’Italia, che intendiamoci, al momento avrebbe perso 3-0 anche contro il Sassuolo ma nella partita di oggi se la sarebbe giocata tranquillamente. Comunque dal dischetto i paraguayani si rivelano dei cecchini, mentre pesa come un macigno il penalty calciato sulla traversa da Komano. Giappone a casa.

Passa anche la Spagna grazie all’ennesima svista arbitrale: Villa segna un bel gol ma in posizione di fuorigioco (nulla a confronto con quello di Tevez, sia chiaro) che manda a casa un Portogallo veramente inconcludente. Evidentemente nel paese lusitani gli attaccanti non nascono, e se qualcuno chiede di giocare centravanti viene pure preso per i fondelli, altrimenti non si spiega come possano esserci solo mezze punte in nazionale. Cristiano Ronaldo floppa nuovamente, provandoci con tiri impossibili e preoccupandosi più di fare spettacolo che di vincere il match. I quarti sono belli e pronti: Brasile-Olanda (eh davvero niente male, ci credo in uno sgambetto a Dunga), Uruguay-Ghana (ed è già storia, chiunque riesca ad andare avanti), Spagna-Paraguay (pronostico scontato, ma magari Santa Cruz e compagni ci stupiranno) e soprattutto Germania-Argentina! Non male come programma. E non fate battute sul fatto che dovevamo (non potevamo, lo ribadisco) esserci noi.

Day 18 Mondiali di calcio: tutto secondo pronostico

Quello che doveva essere il quarto di finale più scontato si è effettivamente concretizzato. Brasile-Olanda. Gli “orange” regolano per due a uno la Slovacchia, in un match che fa aumentare i rimpianti per i tifosi azzurri. “Ma tanto poi uscivamo con gli olandesi” è una frase che si è sentita spesso ultimamente, ma onestamente non ne sono per niente sicuro. L’Olanda vista ieri non ha certo impressionato, anzi, perfino gli azzurri abulici delle prime partite avrebbero avuto qualche chance (se poi si considera che se fossimo passati avrebbe finalmente giocato anche Quagliarella…). La Slovacchia ha fatto la sua parte, giocando una gara modesta non andando oltre le proprie possibilità. Non avere l’obbligo della vittoria a tutti i costi non ha fatto bene ad Hamsik e compagni, non si è rivisto l’ottimo pressing fatto contro l’Italia e per gli arancioni è stato un gioco da ragazzi. Le due reti poi, sono frutto del gioco all’italiana, con due splendidi contropiedi finalizzati da Robben e Snejider. Bravo Vittek ad accorciare su rigore nel recupero chiudendo con ben quattro reti il suo mondiale.

Il Brasile poco più tardi ne rifila tre al Cile. Buona la squadra messa in campo da Dunga, con spettacolo ma soprattutto concretezza. Luis Fabiano sembra essere tornato ai suoi livelli e Kakà sta migliorando. Per gli andini un mondiale comunque positivo, anche se finisce esattamente come a Francia ’98: fuori agli ottavi contro il team carioca. Sarà un quarto di finale interessantissimo, secondo solo a Germania-Argentina. Il Brasile parte favorito ma se si sentono già in semifinale si sbagliano di grosso. L’Olanda ha comunque le carte in regola per fare un bello sgambetto ai verdeoro.

Day 17 Mondiali di Calcio: vincono gli orrori arbitrali

Due ottavi di finale, entrambi decisi da clamorose sviste arbitrali. Germania-Inghilterra è una sfida storica, che rievoca una marea di ricordi. Ricordate il famoso gol-fantasma di Hurst che decise la finale del 1966? Dopo quarantaquattro anni i tedeschi sono stati risarciti. Ma andiamo con ordine. La difesa inglese balla come non mai e Klose e Podolski la scherzano segnando due reti in pochi minuti (clamorosa quella di Klose, che raccoglie addirittura un rilancio da fondo del portiere). Upson però accorcia le distanze e subito dopo un tiro di Lampard colpisce la traversa e ricade un metro e mezzo oltre la linea di porta: il centrocampista esulta ma poi si accorge che incredibilmente la rete non è stata concessa. Nella ripresa l’Inghilterra si lancia in avanti e viene punita da due contropiedi finalizzati dall’ottimo Mueller. 4-1 ed inglesi a casa.

Anche in Argentina-Messico protagonista assoluta in negativo è la terna arbitrale. I messicani colpiscono una traversa con Salcido e sfiorano il gol con Guardado ma vengono condannati da un incredibile gol in fuorigioco di Tevez. Rosetti si accorge dell’errore rivedendolo sul maxischermo ma ricordandosi l’arrabbiatura di Blatter per l’espulsione di Zidane decide di continuare a sbagliare convalidando la rete. Al Messico crollano i nervi e Osorio regala il raddoppio ad Higuain. Nella ripresa un altro gol (stupendo però) di Tevez e quello di Javier “El chicharito” Hernandez.

Argentina-Germania nei quarti…chi avrà esaurito il credito con la buona sorte??

Il golfo mediterraneo del petrolio…

Il 21 aprile 2010 un’esplosione ha causato un incendio nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, situata al largo della Louisiana. Ora dopo ora, per oltre un mese, milioni di litri di greggio si sono riversati sull’oceano causando un incalcolabile disastro ambientale.
Una tragedia senza precedenti, che con la sua catastrofica eccezionalità si somma a quell’insieme di silenziosi ed impercettibili danni che quotidianamente si consumano fra le diverse aree del mondo delegate all’estrazione o al trattamento del petrolio.

Come ha scritto Anna Pacilli nell’articolo pubblicato da “Carta” il 4 maggio 2010 “L’inquinamento del mare deriva dall’estrazione come dal trasporto del petrolio, anche in assenza di incidenti. […] Nel Mediterraneo operano quotidianamente 300 petroliere, che per compiere gli ordinari cicli operativi della navigazione [lavaggio delle cisterne, scarico delle acque di zavorra e di sentina ecc.] causano il cosiddetto «inquinamento volontario» sversando in mare 600 mila tonnellate di idrocarburi ogni anno”. E il 40 per cento dei traffici di petrolio nel Mediterraneo si concentra nei porti italiani, in particolare in quello di Cagliari, sulla stessa costa della Sardegna dove nel 1962 Angelo Moratti fondò la Saras s.p.a., la raffineria di petrolio che assieme alla Polimeri Europa, Sarlux, Sasolo, Air Liquide ed Enichem oggi compone uno dei poli petrolchimici più grossi del continente europeo.

Foto di Gianfranco Puggioni (click per ingrandire)

Sarroch è il comune che ospita questo enorme stabilimento: un paese di circa 6000 abitanti situato in provincia di Cagliari, in un territorio dove i tanti posti di lavoro garantiti hanno prevalso sulla tutela dell’ambiente, del patrimonio paesaggistico e sulle condizioni di salute degli abitanti della zona.

Nel film-documentario “Oil” (2008), di Massimiliano Mazzotta, gli effetti dell’impianto petrolchimico sulla qualità della vita dei cittadini di Sarroch sono ampiamente documentati. La pellicola riporta, fra le altre cose, l’autorevole e preoccupante dichiarazione del ricercatore fiorentino Annibale Biggeri, uno degli autori del rapporto “Ambiente e salute nelle aree a rischio della Sardegna” voluto dall’assessorato all’ambiente della Regione e pubblicato sul sito www.oil.it. Un progetto presentato nel novembre del 2007, a cui ha collaborato anche l’amministrazione comunale di Sarroch, che già dal 2006 ha deciso di promuovere il programma “Sarroch Ambiente e Salute”. All’interno del documentario, esponendo i risultati delle proprie ricerche, il professor Biggeri evidenzia i risultati di uno studio bio-molecolare sui bambini di Sarroch, da cui emerge che l’esposizione alle varie sostanze rilasciate dal polo petrolchimico nell’ambiente hanno comportato un danno al DNA dei bambini, considerato potenzialmente reversibile ma comunque un danno al DNA.

Appare molto preoccupante anche la dichiarazione di Claudia Zuncheddu, medico e consigliere regionale sardo: “Voglio parlare da operatore sanitario e non da politico quando spiego le drammatiche condizioni di salute della popolazione che vive attorno a zone di interesse industriale. Il problema è che in alcuni territori come Sarroch, le modifiche lente e progressive che si stanno già evidenziando sul corredo genetico dei bambini andranno evolvendosi, e le generazioni future saranno molto più predisposte a certe malattie”. Per testimoniare questa preoccupante dichiarazione la dottoressa Zuncheddu espone i risultati di un recente studio condotto su un campione di bambini di Sarroch e di Burcei, che distano di appena 40 km, i cui risultati hanno dimostrato che le condizioni di salute dei due paesi sono molto diverse: “mentre i bambini di Burcei denotano buone condizioni, i bambini sarrocchesi manifestano percentuali altissime di asma, riniti ed allergie di vario genere”. Le dichiarazioni della dottoressa Claudia Zuncheddu sono anche sostenute dal “Progetto Sarroch Ambiente e salute”, pubblicato nel 2007 dalla stessa amministrazione comunale. Il documento dimostra che, in un confronto tra 275 bambini di Sarroch e 213 bambini di Burcei relativo al periodo compreso tra gennaio e giugno 2007, si registrano importanti differenze riguardo ai sintomi asmatici, che caratterizzano il 25,5% del gruppo sarrocchese contro il 5,2% dei burceresi, mentre i valori sono risultati sostanzialmente uguali nella diagnosi dei sintomi infiammatori relativi all’apparato respiratorio, come mostra la tabella n°1.
“A ciò si aggiunge – prosegue Claudia Zuncheddu – il considerevole aumento di patologie tumorali negli adulti, a partire dai tumori gastrici, polmonari e tiroidei, per proseguire con un incremento di linfomi, leucemie, tiroiditi e melanomi: patologie che si manifestano con drammatica frequenza intorno alle zone interessate da poli industriali”.

Nel rapporto sullo stato di salute dei sarrocchesi, in effetti, vengono prese in esame le percentuali di mortalità in un periodo di 20 anni, dal 1981 sino al 2001, tenendo conto anche delle condizioni socioeconomiche dei residenti. I risultati di tale studio evidenziano che la percentuale di mortalità nella popolazione sarrocchese è inferiore alla media regionale, ma tenendo conto dei decessi per patologie tumorali si nota un incremento del 4% per gli uomini e del 2% per le donne, nel corso dei 20 anni analizzati. Statistiche che non appaiono allarmanti, salvo tenere conto del fatto che tra il 2001 e il 2003 i ricoveri ospedalieri per gli uomini ammalati di tumore hanno avuto un’impennata di 17 punti percentuale rispetto alla media regionale, e a ciò si somma la preoccupante casistica di decessi per malattie respiratorie intercorsi durante i 20 anni esaminati, che registra un aumento del 16% per le donne e un 3% per gli uomini. Riguardo ai casi di tumore, gli studi dimostrano che per i soggetti di sesso maschile sono più frequenti i decessi correlati a leucemie e patologie tumorali del fegato, del polmone, della pleura, del sistema nervoso centrale e del sistema ematopoietico. Tra le donne, invece, si sono verificati più decessi rispetto alla media regionale, per leucemie e tumori allo stomaco e all’utero.

Foto di Gianfranco Puggioni (click per ingrandire)

Tali statistiche si ricollegano facilmente allo studio condotto dall’amministrazione comunale di Sarroch per analizzare la percezione del rischio da parte degli abitanti della zona, che evidenzia quanto tale problematica sia avvertita dalla popolazione residente. L’indagine, condotta tra marzo e aprile del 2008, dimostra che su un campione di 221 intervistati, circa l’80% ritiene che tutta la popolazione corra un rischio più alto della media di ammalarsi di tumore, e il 90% pensa che abitare a Sarroch esponga i bambini ad un rischio maggiore di soffrire di disturbi respiratori e di bronchiti.
G. F. è un ragazzo della zona che preferisce mantenere l’anonimato, ha 29 anni e conferma il timore degli abitanti del paese: “Qui non si muore più di vecchiaia. Basta fare un giro in cimitero per accorgersi che la maggioranza dei decessi degli ultimi anni hanno colpito persone giovani, a causa di tumori, leucemie o infarti improvvisi. Qui l’aria è irrespirabile e in certi giorni dalla raffineria fuoriesce un fumo nero che aumenta ulteriormente la puzza di zolfo che si respira. Accade soprattutto di notte, perché il fumo si vede meno ed è probabile che la raffineria incrementi la produzione”.

La scarsa qualità dell’aria è peraltro comprovata dalle rilevazioni ottenute mediante il confronto tra i valori di Sarroch e Burcei, condotte per verificare la diffusione di alcuni inquinanti nell’ambiente. I dati evidenziano che i valori minimi di anidride solforosa, biossido di azoto e benzene riscontrati nell’aria di Sarroch corrispondono approssimativamente ai valori massimi rilevati a Burcei, come riportato nella tabella n°2:

Ciononostante il 30 aprile scorso l’allora ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha rilasciato a Shell Italia l’autorizzazione ad effettuare nuove ricerche petrolifere offshore nel Golfo di Taranto, continuando ad assecondare una fonte di energia che oltre ad essere in via di esaurimento si rivela ogni giorno più dannosa, sia per l’ambiente che per la salute di chi lo abita…

Foto di Gianfranco Puggioni (click per ingrandire)

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F1 Gp d'Europa: Safety Caos

Incompetenti. Ridicoli. Patetici. Verrebbe da insultarli così (e non solo) i membri della direzione gara, a causa delle loro scelte insulse. Nella commissione segnaliamo anche la presenza dell’ex pilota Heinz Harald Frentzen. Una presenza inutile. Di fatto gli errori di giudizio hanno tracciato le sorti di questo Gp. La Ferrari, Alonso e Massa hanno le ossa rotte. Il morale è a terra, la “Rossa” con gli step d’evoluzione portati sul circuito di Valencia, ha dimostrato di essere in forma. Consoliamoci che sarà sicura e rinnovata protagonista nei prossimi gp. Il team principal Domenicali trattiene la rabbia a stento, Alonso polemizza parlando di gara “manipolata“, Massa è sconcertato. E la penalità decisa a tavolino di soli 5 secondi attribuita alle vetture che precedevano le Ferrari, è ancora più beffarda. Ma andiamo con cordine.

Lo spettacolare incidente di Webber con Kovalainen segna la linea di spartiacque tra la gara “vera” e la gara “falsata“. Nella fase iniziale, Alonso, terzo, e Massa, quarto, dopo una brillante partenza tallonavano il duo di testa Vettel – Hamilton. La previsione di gara era di una Ferrari (o addirittura due) sul podio, viste le brillanti prestazioni dei due piloti. Con l’incidente di Webber,  tanto terribile quanto per fortuna innocuo per il pilota, si è deciso di mandare in pista la Safety car, a causa della presenza in pista di detriti. Il regolamento precisa che la vettura di sicurezza deve entrare prima possibile e le vetture che sopraggiungono devono obbligatoriamente accodarsi.

Quando la Safety car è entrata in pista, Vettel – leader della gara – già era sfilato; invece Hamilton si è trovato affiancato ad essa all’uscita box e invece di accodarsi, come hanno fatto le due Ferrari, da buon furbetto qual è… l’ha superata! Alonso e Massa si sono accodati, tutti gli altri dietro sono riusciti invece ad entrare ai box per cambiare le gomme morbide con le dure – il cambio di mescola in gara è obbligatorio per regolamento. I due ferraristi si sono potuti fermare soltanto il giro dopo. Alonso rientra decimo, Massa diciottesimo: la gara è compromessa. Hamilton verrà penalizzato “soltanto” dopo 16 giri (!), riuscendo a prendere un vantaggio tale sul terzo che la sua penalità risulterà essere quasi ininfluente: mantiene infatti la sua seconda posizione. L’inglesino può sorridere.

Tutte le vetture che hanno preceduto sul traguardo la Ferrari di Alonso – esclusi Vettel,  Hamilton e Kobayashi –  tra le altre cose non hanno rispettato il tempo sul giro imposto in regime di Safety Car (tempo comunicato dalla direzione gara che appare sul display del volante). I piloti sott’inchiesta: Button, Kubica, Barrichello, Sutil, Liuzzi, Hulkenberg, Buemi; una sfilza di nomi talmente lunga che fa sorridere… perchè non penalizzarli in pista subito? Incapaci di giudicare? Si decide per la penalità a fine gara, mossa tardiva e beffarda: penalità per tutti di cinque secondi e Alonso che guadagna una misera posizione ed un misero punto. Chiusura di un triste show di giornata del Circus.

In una Formula 1 altamente tecnologica, nel 2010, ancora non si è in grado di prendere delle decisioni tempestive e soprattuto sulla pista. Una gara falsata a causa di commissari non all’altezza. Allora c’è da domandarsi perchè i membri della commissione gara devono essere diversi per ogni gara e non ci si affidi invece sempre agli stessi. Inoltre il precedente di Hamilton ha mirato seriamente alla credibilità di questo sport, dopo la crisi politica dell’anno scorso. La gara di Valencia ha segnato un passo indietro per la F1: potremo tornare a goderci delle gare spettacolari, come in Canada, senza assistere a questi teatrini? Di sicuro nei prossimi giorni la Ferrari farà la voce grossa, ma evidentemente, mi duole dirlo, questa non è la stagione fortunata per il “Cavallino”.

Day 16 Mondiali di Calcio: sognano Ghana e Uruguay

Un intero continente adesso sogna. L’Africa, che ha visto quattro delle sue cinque squadre uscire anzitempo dal mondiale (compresi i padroni di casa, i Bafana Bafana) può tornare a sperare grazie al Ghana. Già campione del mondo under 20, la squadra di Rajevac riesce a passare ai quarti di finale battendo ai supplementari per due a uno gli Stati Uniti. Il che non mi dispiace, se si pensa che in Ghana magari ci sono gruppi e gruppi di persone unite a vedere la partita davanti ad un televisore mal funzionante e minuscolo, mentre un “gringo” magari saprà dell’eliminazione di Bradley e compagni leggendo il televideo nella sezione “brevi sport”. Onore e merito comunque ai ghanesi, che passano con Boateng, subiscono la rimonta USA col rigore realizzato da Donovan, ma nell’extra-time trovano la rete della qualificazione con Asamoah Gyan, che si ricorda di essere un attaccante e rivela al mondo che anche la squadra meno concreta del mondo a volte può fare gol.

Nei quarti troveranno l’Uruguay, che batte col medesimo punteggio (ma al novantesimo) la Corea del Sud. Apre Suarez che approfitta di un erroraccio di difesa e portiere asiatici, pareggia Lee Chung grazie ad un errore ancora più ridicolo di Muslera, poi ancora Suarez inventa un gol stupendo (e finalmente, mica si può segnare solo grazie a regali avversari) alla Del Piero (quello dei bei tempi). Mi piace pensare che in ogni caso per una delle due il sogno continuerà arrivando a giocare il massimo delle partite possibili in un mondiale.

Day 15 Mondiali di Calcio: ecco gli ottavi di finale

Ultima giornata dei gironi di qualificazione. Ultime quattro partite prima degli ottavi di finale, ad eliminazione diretta. Nel girone G Brasile e Portogallo danno vita ad una partita scialba, quasi ridicola, che frutta un brutto zero a zero che però qualifica entrambe. A farne le spese è la Costa d’Avorio che batte tre a zero la Corea del Nord (illusa dopo il buon esordio contro il Brasile) ed esce dal mondiale con quattro punti e prestazioni più che dignitose.

Nel girone H si salva la Spagna che batte a fatica il Cile due a uno. Andini sfortunati, condannati da un’uscita scriteriata del portiere Bravo che regala il primo gol a David Villa, prima del raddoppio di Iniesta con contemporanea espulsione (ingiusta) di Estrada. Nella ripresa accorcia Millar, con il Cile che però ha fatto una buonissima impressione. Esce la Svizzera, meritatamente, perché non riesce a battere il modestissimo Honduras dimostrando una pochezza in zona offensiva veramente allucinante. Gli ottavi comunque sono pronti!! Eccoli:

Uruguay-Corea del Sud, Stati Uniti-Ghana, Argentina-Messico, Germania-Inghilterra, Olanda-Slovacchia, Paraguay-Giappone, Brasile-Cile, Spagna-Portogallo

FATE I VOSTRI PRONOSTICI!!!

Day 14 Mondiali di Calcio: Italia, che vergogna!!!

Fallimento totale. Il mondiale dell’Italia finisce come peggio non si poteva. Mai avrei immaginato di dover scrivere o pensare queste parole. Usciamo al primo turno, e dire che con un amico volevamo anche scherzosamente giocare questo risultato alla vigilia della competizione. Rabbia, frustrazione. Chi ama la nazionale soffre il doppio, perché qui non si tratta di squadre di club! Il Mondiale si gioca ogni quattro anni. Ha fallito Lippi, con scelte incomprensibili e con una squadra spenta, senza idee e troppo vecchia. Hanno fallito i giocatori, che sicuramente non sono l’immondizia che si è vista in queste tre partite, certo, ma purtroppo sui referti arbitrali conta quello.

Non ha fallito Fabio Quagliarella, incredibilmente l’unico ad avere ricordi solo positivi del Sudafrica. Qualcuno si salva, come Montolivo, Di Natale eccetera, ma la maggioranza è bocciata senza attenuanti. Sembra assurdo dirlo, ma queste sono le ultime pagelle degli azzurri per questo mondiale:

Marchetti 5; Zambrotta 5, Cannavaro 4,5, Chiellini 5, Criscito 5 (Maggio 6); De Rossi 4, Montolivo 5,5 (Pirlo 6,5), Gattuso 5,5 (Quagliarella 8); Pepe…scusate ma non ce la faccio, Di Natale 6,5, Iaquinta 5. Allenatore: Lippi 3.

Riproponiamo un’intervista pescata dal web a Fabio Quagliarella: è un interessante documento sulla sua personalità.


Nel girone E passano Olanda e Giappone (che ricordiamo dagli ottavi avrà a disposizione anche Mark Lenders) che diranno la loro. Esce mestamente la Danimarca.

Ed ora scusate, ma continuo a piangere.

Day 13 Mondiali di Calcio: è Germania-Inghilterra!

Niente male. Chiudono i battenti il girone C (dove passano Stati Uniti ed Inghilterra) ed il girone D (avanti Germania e Ghana), con entrambi che regalano tantissime emozioni. Nel pomeriggio gli inglesi di Fabio Capello si giocano tutto contro la Slovenia e grazie ad una rete di Defoe riescono a passare (ai britannici bastava vincere). Ciò che accade però sull’altro campo dove giocano statunitensi ed algerini è clamoroso. Finita la partita dell’Inghilterra si gioca ancora l’altra che è ancora sullo zero a zero, punteggio che qualificherebbe anche la Slovenia. Invece nel recupero un lampo di Donovan regala non solo il passaggio del turno ma anche il primato ai nordamericani! Beffa cocentissima per gli sloveni che escono nel modo più amaro, ma beffa anche per gli inglesi che chiudono secondi e negli ottavi di finale troveranno la Germania. Eh già, perché la sera i tedeschi (che non potevano fare calcoli per arrivare secondi di proposito) vincono con un gol di Ozil e passano, ma c’è di più: siccome a sorpresa l’Australia batte una sempre più indecifrabile Serbia passa anche il Ghana, che tra l’altro sapendo che arrivare secondi comporta un’ottavo di finale contro gli USA e non contro Rooney e compagni negli ultimi minuti non finge neanche di cercare il pareggio. E chiamali scemi! Stati Uniti-Ghana e Germania-Inghilterra. Il campo ha parlato.