Chi l'ha visto?

Chi ha visto il gran premio di Moto Gp senza Valentino Rossi? E chi aveva seguito il tennis prima della finale del Roland Garros con Francesca Schiavone?

L’incidente del “dottore” ha sancito un duro colpo per l’intera competizione. Rossi è caduto per la scarsa tenuta degli pneumatici, ancora freddi: è un’insidia questa che causa problemi sulla sicurezza dei piloti, tant’è che ci sarà un vertice con la Bridgestone – casa fornitrice – per discuterne. La frattura di tibia e perone terrà Rossi lontano dai circuiti per almeno 4 mesi e non potrà più lottare per il mondiale. Mancherà il suo spettacolo in pista, tifosi in lutto.“The doctor” in ospedale tuttavia sembra averla presa con filosofia e con scherzo, con affermazioni del tipo “vado a farmi mettere un chiodo e torno” – prima dell’operazione, “ ho un bel rapporto con la morfina”, “ Spero che non vinca nessuno”. Telefona in diretta televisiva durante la corsa, ringrazia e saluta i suoi tifosi. Ci mancherai, certo se passi in F1 li eviti questo tipo di incidenti, per la gioia di tuo papà Graziano. Riporto qui il video del suo dramma in pista, da vedere a cuor leggero…

Quindi chi l’ha visto il Gp di ieri? L’effetto Rossi purtroppo c’è stato, con un calo di un milione di telespettatori – dati Auditel.it – nonostante fosse il gran premio nazionale: 4 milioni e 803 mila telespettatori e 31,73 per cento di share a differenza della gara precedente, vista da 5 milioni e 813 mila, con 34,97 per cento di share. E la vittoria di Pedrosa, sfortuna per lui, non fa molta notizia senza Valentino in pista.

E il tennis? L’emozionante finale del Roland Garros grazie alla nostra Francesca Schiavone è stata vista da 2 milioni e 149 mila telespettatori per un 20,30 per cento di share – con picco di ascolto di 3 milioni e 406 mila. Una bella soddisfazione che da slancio allo sport intero. Il premio vinto dalla tennista ammonta ad un milione e trecentomila euro; lei ha detto che si comprerà un paio di jeans. Io le suggerirei di aspettare un altro paio di giorni nel decidere cosa farà con quei soldi, è ancora piuttosto frastornata. Intanto c’è chi azzarda in rete un paragone con un famoso calciatore. L’autore del confronto si vendica a suo modo con la malcapitata tennista, ridategli il calcio per favore…


Immagine via | Very Inutil People

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Ma è veramente una lotteria?

La Coppa del Mondo è alle porte. La massima competizione calcistica del pianeta sta per cominciare, con trentadue squadre a contendersi l’ambito trofeo. Alcune partite vedono una squadra prevalere nettamente sull’altra, a volte invece l’equilibrio regna sovrano. Quando questo succede dagli ottavi in poi spesso si arriva ai tiri di rigore. Famosissima è la frase “è una lotteria”. Ma è davvero così? Andiamo con ordine.

La paternità dei tiri di rigore non è di facile assegnazione e neanche è da far risalire a troppo tempo fa. Nel 1968 infatti l’Italia superò l’Unione Sovietica nella semifinale dell’Europeo….grazie alla monetina!!! Parità dopo i supplementari…poi…testa o croce! Il giornalista spagnolo Rafael Ballester ebbe per primo l’idea, facendo in modo che il Trofeo Carranza a Cadice (un torneo storico estivo che si gioca in Spagna che le squadre non snobbano come un Trofeo Birra Moretti qualsiasi) si decidesse dal dischetto. La prima proposta ad una federazione di inserirli fu fatta dall’arbitro tedesco Karl Wald, con la federazione che prima la bocciò ma poi diede il benestare. Secondo altri invece fu l’israeliano Yosef Dagan ad inventare il tutto dopo che Israele uscì dalle Olimpiadi sempre per la monetina. Pensate che prima si tiravano cinque consecutivi a squadra, poi nacque l’alternanza. Comunque…ragioniamo in ottica più recente. Non so voi, ma quando nel 2006 affrontavamo in semifinale la Germania io ero terrorizzato dall’idea di andare ai tiri di rigore. Per un semplice fatto.

La Germania è quella che ha la miglior percentuale in assoluto. Eh si, perché dopo aver perso la finale del 1976 contro la Cecoslovacchia (primo trofeo importante in assoluto ad essere assegnato dagli undici metri) i tedeschi non hanno perso mai più. Fra mondiali ed europei…cinque su cinque! Per un totale che si assesta sull’83%. Le altre grandi? Analizziamole sia alla Coppa del Mondo che al trofeo continentale. L’Argentina ha tre su quattro ai mondiali (chi se lo scorda quel maledetto rigore di Donadoni) e due su quattro in Coppa America, più una sconfitta in Confederations Cup per un complessivo 67%. Il Brasile ha un 63%, con due su tre al mondiale (non voglio ricordare quali partite vinse in questo modo, proprio no). La Francia un precisissimo 50%, con due vittorie e due sconfitte a livello mondiale, una ed una a livello europeo. 50% anche per la Spagna, meglio agli europei che ai mondiali però! In Messico…nelle serie minori fanno tirare i rigori in ogni partita indipendentemente dal punteggio per abituare i giocatori alla cosa visto che El Tri ha zero su due ai mondiali e poche vittorie a livello continentale che fanno un modesto 40%. E noi? L’Italia ha il 29%! Dopo aver perso ai rigori nel 1990, 1994 e 1998, finalmente la prima e unica vittoria in finale con la Francia nel 2006. Una sola vittoria anche agli europei. Peggio di noi solo olandesi (20%) con una sola vittoria e gli inglesi (17%) che batterono la Spagna nel 1996 nell’europeo giocato in casa e poi….cinque batoste! Ottime percentuali anche per Stati Uniti (80%, ma non sono mai andati ai rigori in un mondiale quindi è una cifra da prendere con le molle) e Corea del Sud (una vittoria in Coppa del Mondo nel giorno del furto con la Spagna). Adesso capite perché quel gol di Fabio Grosso non ci ha salvato dai rigori ma da una probabile eliminazione?

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