F1 Gp d'Europa: Safety Caos

Incompetenti. Ridicoli. Patetici. Verrebbe da insultarli così (e non solo) i membri della direzione gara, a causa delle loro scelte insulse. Nella commissione segnaliamo anche la presenza dell’ex pilota Heinz Harald Frentzen. Una presenza inutile. Di fatto gli errori di giudizio hanno tracciato le sorti di questo Gp. La Ferrari, Alonso e Massa hanno le ossa rotte. Il morale è a terra, la “Rossa” con gli step d’evoluzione portati sul circuito di Valencia, ha dimostrato di essere in forma. Consoliamoci che sarà sicura e rinnovata protagonista nei prossimi gp. Il team principal Domenicali trattiene la rabbia a stento, Alonso polemizza parlando di gara “manipolata“, Massa è sconcertato. E la penalità decisa a tavolino di soli 5 secondi attribuita alle vetture che precedevano le Ferrari, è ancora più beffarda. Ma andiamo con cordine.

Lo spettacolare incidente di Webber con Kovalainen segna la linea di spartiacque tra la gara “vera” e la gara “falsata“. Nella fase iniziale, Alonso, terzo, e Massa, quarto, dopo una brillante partenza tallonavano il duo di testa Vettel – Hamilton. La previsione di gara era di una Ferrari (o addirittura due) sul podio, viste le brillanti prestazioni dei due piloti. Con l’incidente di Webber,  tanto terribile quanto per fortuna innocuo per il pilota, si è deciso di mandare in pista la Safety car, a causa della presenza in pista di detriti. Il regolamento precisa che la vettura di sicurezza deve entrare prima possibile e le vetture che sopraggiungono devono obbligatoriamente accodarsi.

Quando la Safety car è entrata in pista, Vettel – leader della gara – già era sfilato; invece Hamilton si è trovato affiancato ad essa all’uscita box e invece di accodarsi, come hanno fatto le due Ferrari, da buon furbetto qual è… l’ha superata! Alonso e Massa si sono accodati, tutti gli altri dietro sono riusciti invece ad entrare ai box per cambiare le gomme morbide con le dure – il cambio di mescola in gara è obbligatorio per regolamento. I due ferraristi si sono potuti fermare soltanto il giro dopo. Alonso rientra decimo, Massa diciottesimo: la gara è compromessa. Hamilton verrà penalizzato “soltanto” dopo 16 giri (!), riuscendo a prendere un vantaggio tale sul terzo che la sua penalità risulterà essere quasi ininfluente: mantiene infatti la sua seconda posizione. L’inglesino può sorridere.

Tutte le vetture che hanno preceduto sul traguardo la Ferrari di Alonso – esclusi Vettel,  Hamilton e Kobayashi –  tra le altre cose non hanno rispettato il tempo sul giro imposto in regime di Safety Car (tempo comunicato dalla direzione gara che appare sul display del volante). I piloti sott’inchiesta: Button, Kubica, Barrichello, Sutil, Liuzzi, Hulkenberg, Buemi; una sfilza di nomi talmente lunga che fa sorridere… perchè non penalizzarli in pista subito? Incapaci di giudicare? Si decide per la penalità a fine gara, mossa tardiva e beffarda: penalità per tutti di cinque secondi e Alonso che guadagna una misera posizione ed un misero punto. Chiusura di un triste show di giornata del Circus.

In una Formula 1 altamente tecnologica, nel 2010, ancora non si è in grado di prendere delle decisioni tempestive e soprattuto sulla pista. Una gara falsata a causa di commissari non all’altezza. Allora c’è da domandarsi perchè i membri della commissione gara devono essere diversi per ogni gara e non ci si affidi invece sempre agli stessi. Inoltre il precedente di Hamilton ha mirato seriamente alla credibilità di questo sport, dopo la crisi politica dell’anno scorso. La gara di Valencia ha segnato un passo indietro per la F1: potremo tornare a goderci delle gare spettacolari, come in Canada, senza assistere a questi teatrini? Di sicuro nei prossimi giorni la Ferrari farà la voce grossa, ma evidentemente, mi duole dirlo, questa non è la stagione fortunata per il “Cavallino”.

Day 16 Mondiali di Calcio: sognano Ghana e Uruguay

Un intero continente adesso sogna. L’Africa, che ha visto quattro delle sue cinque squadre uscire anzitempo dal mondiale (compresi i padroni di casa, i Bafana Bafana) può tornare a sperare grazie al Ghana. Già campione del mondo under 20, la squadra di Rajevac riesce a passare ai quarti di finale battendo ai supplementari per due a uno gli Stati Uniti. Il che non mi dispiace, se si pensa che in Ghana magari ci sono gruppi e gruppi di persone unite a vedere la partita davanti ad un televisore mal funzionante e minuscolo, mentre un “gringo” magari saprà dell’eliminazione di Bradley e compagni leggendo il televideo nella sezione “brevi sport”. Onore e merito comunque ai ghanesi, che passano con Boateng, subiscono la rimonta USA col rigore realizzato da Donovan, ma nell’extra-time trovano la rete della qualificazione con Asamoah Gyan, che si ricorda di essere un attaccante e rivela al mondo che anche la squadra meno concreta del mondo a volte può fare gol.

Nei quarti troveranno l’Uruguay, che batte col medesimo punteggio (ma al novantesimo) la Corea del Sud. Apre Suarez che approfitta di un erroraccio di difesa e portiere asiatici, pareggia Lee Chung grazie ad un errore ancora più ridicolo di Muslera, poi ancora Suarez inventa un gol stupendo (e finalmente, mica si può segnare solo grazie a regali avversari) alla Del Piero (quello dei bei tempi). Mi piace pensare che in ogni caso per una delle due il sogno continuerà arrivando a giocare il massimo delle partite possibili in un mondiale.