Il circo di Gheddafi.

Si conclude oggi la visita del leader Libico Gheddafi, una visita nel nostro paese per cementare le amicizie tra i due stati. E dopo una tre giorni di hostess, cavalli, incontri con il nostro Imperatore Silvio Berlusconi, molti italiani si chiedono “ma Gheddafi che è venuto a fare?”.

E secondo voi dove altro avrebbe potuto portare il suo circo, se non in un paese pieno di pagliacci?

Mille le hostess invitate, a suon di quattrini (qui l’annuncio di reclutamento, se ne parla su macchianera.net), cinquecento quelle accorse al congresso come ospiti. I soldi naturalmente sono un “rimborso spese”. Fa specie che a ognuna di loro sia stata regalata una fiammante e profumata edizione del Corano, proprio lì, a Roma, nello Stato della Chiesa Cattolica. I telegiornali (in particolar modo il TG1) non ci hanno risparmiato alcun particolare, e si è parlato addirittura di alcune conversioni lampo alla religione islamica. Che poi, diciamocelo chiaramente, se non è mercificazione della donna questa… Basta vedere la differenza tra gli invitati nell’annuncio di cui sopra. Mille donne e soltanto duecento uomini. Se non altro i gusti del leader libico sono abbastanza chiari.

La baracconata però non è finita qua, e trovandoci giustamente in una corte medievale, l’incontro tra i due sovrani doveva essere festeggiato come si deve. Parata dei carabinieri con tanto di cavalli, evidentemente per non far torto all’esibizione-dono che ci ha portato sua maestà Gheddafi, una trentina di cavalli berberi, con tanto di fantini – anche loro berberi – urlanti. Manco Lawrence d’Arabia.
La serata è stata permeata anche da un infinito discorso fiume del leader libico, che è stato molto attento a spiegare tutti i vantaggi della religione musulmana e della cultura dell’Islam. Insomma, è venuto a fare proselitismo, con tanto di baci e abbracci del nostro Imperatore Silvio, che si è premurato di rimproverare tutti quelli che avevano fatto critiche amare a questa visita di stato, e soprattutto alla propaganda pro-islam di Gheddafi.

Tutta questa faccenda di Gheddafi con le hostess e le miracolose conversioni istantanee, ha molto irritato la Chiesa, e oggi sull’Avvenire si sono lette parole abbastanza dure e critiche nei confronti di questa – effettiva – baracconata. Naturalmente alla Lega tutto questo parlare di Islam non è andato giù (se non altro sono coerenti, bisogna dirlo…), anche se ovviamente non si è andati oltre un paio di critiche e di polemiche.

Rimane da chiedersi se per gli accordi economici tra i due paesi (l’Italia e la Libia) sia davvero necessario ogni volta assistere a questi circhi ambulanti di ballerine, cavalli, tendoni e chissà cos’altro. Con tutti i problemi che ci sono, sinceramente, chi se ne frega delle hostess di Gheddafi? Che poi, dico io, per 100€ care ragazze, ma davvero c’è da cadere così in basso? Mah, misteri della Fed… Dell’Italia.

Una nuova stagione. La serie A riparte.

Comincia la serie A. Finalmente dopo le vacanze ed il calcio estivo fatto di amichevoli contro rappresentative montane e trofei pseudo-importanti si torna al football che conta. Qualcuno peró sembra non essersene ricordato.

Roma e Juventus steccano la prima: i giallorossi impattano zero a zero col neo-promosso Cesena accompagnato da mille romagnoli e festante alla fine, mentre la “Vecchia Signora” finisce ko a Bari, come giá era accaduto nella scorsa stagione. Se i giallorossi peró devono prendersela con la mira imprecisa degli attaccanti e con l’ex dal dente avvelenato Francesco Antonioli, i biaconeri possono prendersela solo con loro stessi. Con un Quagliarella in piú (a Napoli oramai considerato un traditore) ed un Diego ed un Trezeguet in meno la Juve non brilla di certo, anzi, fa fatica e viene punita da un gran gol di Donati. Rispuntano giá i vecchi fantasmi dello scorso anno e c’é giá chi se la prende con Gigi Del Neri. A torto o a ragione?

Beh per il momento sembra un po’ presto per esprimere giudizi, ma una cosa é sicura: vedere il Milan che rifila una splendida quaterna al Lecce con Pato e Ronaldinho ad incantare la platea (e con un Ibrahimovic in piú, mica male) e sapendo che l’Inter nonostante il ko in Supercoppa continua ad essere la favorita numero uno i sogni scudetto…rischiano di rimanere tali. Ad ogni modo ora c’é una bella e graditissima sosta (indovinate voi se é ironico o meno) quindi per chi non ha cominciato al meglio c’é la possibilitá di migliorare e riprendersi quando si scenderá in campo per la seconda giornata.

Del resto…c’é sempre una prossima partita.

Ed ecco tutti i gol della prima giornata di Serie A, direttamente da calcioblog.it

F1 Gp del Belgio: strategia fai da te? Ahi, ahi, ahi, ahi…

Il mondiale di F1 è allo sprint finale, mancando soltanto sei gare al termine. Il circuito di Spa è il più lungo e il più tecnico di tutto il mondiale: qui vincono soltanto i grandi campioni. Il tracciato è per chi ha stomaco, cuore. Ma soprattutto tanto cervello: questa gara ha riservato tantissime insidie ed ha tirato brutti scherzi a tre dei cinque pretendenti al titolo.
Hamilton ha vinto, Webber e Kubica sul podio: tutti fortissimi e dal sangue freddo, possibili iridati. Kubica magari in futuro, ma ora sia Lewis che Mark hanno preso il largo in classifica, staccando Button, Vettel e Alonso.
In questo articolo però non voglio fare gli onori ai vittoriosi. Mi interessano gli sconfitti. Partiamo con il grande deluso: Fernando Alonso.
Una grande occasione sfumata, questo Gran premio, dannazione. L’ennesimo errore che da un bi-campione del mondo non ti aspetti, che dimostra un’annata, purtroppo, non propizia. Alonso ha toppato ancora una volta le qualifiche, scendendo in pista per fare il tempo nel momento sbagliato; si piazza decimo e gara compromessa. Si punta quindi su una scelta estrema: nella speranza che piova, assetto vettura da gara bagnata.
Ad inizio gara, c’è uno scroscio di pioggia che manda in panico molti piloti.  L’asturiano è speronato in pieno da Barrichello, che forse vuole festeggiare con il botto il suo 300esimo Gp. Champagne.
La Ferrari dello spagnolo tuttavia supera brillantemente il crash-test. Ma il pilota è ultimo e si tenta allora un cambio di strategia, cambiando le gomme con le intermedie. Nel frattempo la safety car – ancora lei – entra e resta in pista per cinque minuti: il tempo necessario affinchè la nuvola di Fantozzi si dilegui e l’asfalto si asciughi. Alonso quindi è costretto a rientrare ai box per montare le gomme (giuste) d’asciutto.
La gara è un calvario, che si concluderà proprio con la pioggia,  la possibilità tanto auspicata dagli uomini in rosso. Ma gomme sul cordolo, la macchina che perde controllo, boom e addio bandiera a scacchi. Sia chiaro che questo errore allo spagnolo glielo possiamo pure perdonare: tre punti in più o in meno non è che facciano così tanto differenza. A quel punto, perso per perso, si rischia e l’errore è dietro l’angolo.
Spa non perdona. In condizioni limite, team e piloti mostrano tutte le loro debolezze. Quest’anno la Ferrari e Alonso sul piano strategico.

Vettel sul piano nervoso.  Il tedeschino è forte ma non ha i nervi saldi. Un campione ha un mix di talento e di cervello. Sebastian… devi ancora crescere.
Caro Vettel, sai che io per te ho un occhio di riguardo e vorrei quasi darti dei consigli. Sei troppo aggressivo. Come vuoi sorpassare Button? Era necessario uno scarto così brusco? Ti sta antipatico Jenson? Eppure lui ci ha fatto ridere…cito il simpatico siparietto tra Ettore Giovanelli che intervista a caldo l’inglese
E. Giovanelli : “What a pity!”
J. Button : “Yes.” (con flemma britannica).
Jenson Button è il terzo sconfitto da questa gara, ha la “colpa” di trovarsi dietro Vettel. Un pilota come quegli automobilisti pazzi che ti seguono dietro in autostrada a distanza ravvicinata, che ti pressano con gli abbaglianti. Jenson, ascolta: la prossima volta dai strada  a Sebastian, tanto si autodistruggerà con il prossimo (pilota).
Il prossimo appuntamento è il Gp di Monza, un evento che la Rai seguirà integralmente sin dalle prove libere su Rai Sport. Speriamo in una gara regolare, non condizionata da eventi meteo: sarebbe un danno per la Ferrari. Il mondiale è ancora aperto, oggi è toccato ad Alonso segnare lo zero in classifica, la prossima volta…

Previously on Italy – Edizione Estate

Bentornati a tutti su Camminando Scalzi! Mi auguro che le vostre vacanze siano state belle, rilassanti, e siano durate il giusto.

Naturalmente non tutti siamo andati in vacanza, e il mese di Agosto si è rivelato particolarmente pregno di avvenimenti politici. Cerchiamo un po’ di riassumere i fatti, di fare un bel riepilogo veloce prima di ricominciare con la nuova stagione. Un articolo dedicato ai meno attenti e a tutti quelli che, giustamente, hanno preferito pensare alle spiagge piuttosto che alle baruffe politiche.
Cominciamo dall’inizio. Anzi dalla fine: la fine del mese di luglio, quando qualcosa accade nella Maggioranza. Il nostro buon vecchio Compagno Fini continua a sbattere i piedi per terra su molte delle questioni che tanto stanno a cuore al governo Berlusconi (sono i tempi della legge Bavaglio, per la precisione), e il grande Imperatore Maximo, che proprio non ne può più, decide di tagliare fuori lui e tutti i suoi seguaci. Da qui al dictat scritto – un documento redatto e inviato a tutti i vertici del Pdl – il passo è breve. Fini, Bocchino e tutti i filistei -pardon- finiani fuori dal Partito delle Libertà. E insomma, qua o si fa come dice il nostro Imperatore, o si è fuori, fine dei giochi, fine delle discussioni.
Al Compagno Fini sembra quasi fare piacere separarsi da questa maggioranza con cui più volte è venuto allo scontro negli ultimi mesi. Maggioranza che mantiene la sua alleanza solida solamente con la “fedele” lega del vecchio Bossi. Nasce così un nuovo movimento di “finiani” (dopo diversi giorni di indecisioni, se creare o meno questo nuovo gruppo, se farlo diventare un partito e così via), e si sceglie di chiamarlo Futuro e Libertà.
Tutto è bene quel che finisce bene, no? Insomma, un gruppo non è d’accordo, ci si allontana, si confrontano le idee, ma si rimane nella maggioranz,a no? Si chiamano partito delle Libertà… Saranno liberali…

No, non proprio. Il Giornale inizia la solita campagna denigratoria a cui ci ha abituato non appena si palesa qualche avversario un po’ più forte di Bersani e del PD (di loro parleremo dopo), e così inizia un’inutile inchiesta (oddio, non proprio inutile, ma quantomeno fuoriluogo) su una vecchia casa appartenente alla vecchia AN, che a quanto pare Fini aveva aiutato a vendere a suo cognato; affermazioni tutte da verificare. Si susseguono giorni in cui tutta l’attenzione viene appunto spostata su questa faccenda di cui, in fondo, interessa poco a tutti. Basterebbe andare a vedere come ha acquistato la residenza ad Arcore il nostro Imperatore Berlusconi, lì sì che ci sarebbero storie interessanti… Ma ne parleremo in un’altra occasione.
Tornando a noi, dopo aver accusato Fini, sua moglie e forse anche il suo cane, e dopo aver assicurato la certezza delle fonti (sempre tutte da dimostrare), il Giornale e il mastino Feltri sembrano mollare un po’ la presa negli ultimi giorni di Agosto. Tutti allora si pongono una serie di domande, la prima di tutte e sicuramente la più importante è: “elezioni sì o elezioni no?”.
Seguono giorni sempre più movimentati, si paventano governi tecnici, alleanze assurde (Bersani con Tremonti, il PD con l’UDC, Interisti e Milanisti, cani e gatti che dormono insieme, e così via), e tutti dicono la loro su queste benedette elezioni. Finché la forte Maggioranza, che è ormai piena di crepe, afferma che non c’è alcun bisogno di elezioni, che il governo è solido e non c’è bisogno del voto.

No, aspettate: non è vero, ci ripensano, e Bossi dice che c’è bisogno delle elezioni anticipate. Quale modo migliore per togliersi di mezzo i fastidiosi Finiani di Futuro e Libertà se non con una schiacciante vittoria elettorale? Sì, la strategia che vogliono utilizzare Pdl e Lega sembra questa, probabilmente forti dei sondaggi che li danno ancora in maggioranza (anche se in perdita) in un’ipotetica corsa al voto. Anche perché dall’altro lato c’è il PD…
E l‘Opposizione? Beh… L’Opposizione… No, non ce l’ho il coraggio di dirlo… Vabbè, lo devo fare per forza: il buon Bersani, che è sempre all’avanguardia come tutta la Sinistra, cosa ha deciso di fare nel momento di maggior debolezza del governo Berlusconi? Il Nuovo Ulivo… Sì, avete capito bene: Bersani ha proposto di rifondare l’Ulivo. Bersani, basta. Veramente.

F1 Gp d'Ungheria: Mondiale riaperto!

Dopo 12 gare, con 7 alla fine, le possibilità di vincere il campionato del mondo sono aperte a 5 piloti! Merito soprattutto del nuovo sistema di punteggio, che consente grandi rimonte. Come quella di Alonso, fino a due gare fa a -47 dal leader ed ora a – 20. La Ferrari ha saputo rispondere ai due appuntamenti disastrosi di Valencia e Silverstone con due gare notevoli, sebbene in Ungheria abbia dovuto cedere il passo alla Red Bull, la squadra da battere.

Non è stata una gara esaltante: il motivo per cui si continua a correre su questo circuito è che in Ungheria la pubblicità al tabacco non è vietata. Difatti il tracciato non offre possibilità di sorpasso: è più adatto ai go-kart ed alle serie minori che a delle formula uno.

Alonso si è piazzato secondo ottenendo il massimo risultato possibile: la Ferrari qui ha giocato in difesa, Webber era di un altro pianeta. Dobbiamo ringraziare anche noi Vettel, che si è dimenticato come stare dietro alla Safety Car – ancora una volta capace di portare scompiglio – e per questo giustamente penalizzato. Si è anche lamentato platealmente. Decisamente pollo.

Come il capomeccanico Renault che ha dato il via libera in corsia box a Kubica mentre sopraggiungeva Sutil, con conseguente patatrac. In effetti sia nella conoscenza delle regole che nella visione della corsa, tra molti piloti e molti team è emerso negli ultimi tempi una preparazione insufficiente. Da dilettanti.

Ma arriviamo al fattaccio tanto discusso in questa gara: il sorpasso tra Schumi e Barrichello. L’unico vero momento di brivido.Barrichello in corsa ha protestato via radio richiedendo addirittura la bandiera nera per il tedesco. Vediamo il perchè.

Schumacher dice di aver lasciato spazio al brasiliano: in effetti se notate bene non supera la linea bianca che delimita la zona parcheggio a fianco del muretto. Certo è che Rubens ha sfiorato il muretto a 300 km/h dimostrando di non farsi intimidire dal panzer. La manovra è stata pericolosa ed i commissari hanno sanzionato un’arretramento in griglia per Michael di dieci posizioni da scontare per il prossimo Gp. Tutto questo per un decimo posto che assegna un solo punto, quindi tanti rischi inutili. Non sarei stato d’accordo con la decisione dei commissari solo se ci fosse stato in gioco la vittoria del gp.

Diamo un’occhiata al prossimo appuntamento, il Gp del Belgio, un circuito tradizionalmente favorevole alla Ferrari. Volendo fare una previsione, troveremo una Red Bull molto forte, capace di sfruttare tutto il suo potenziale aereodinamico. Alonso farà valere il proprio talento su una delle piste più tecniche del mondiale. La McLaren tornerà in auge, copiando gli alettoni anteriori (oggetto di discussione tecnica in Ungheria) di Ferrari e Red Bull; ma soprattutto potrà sfruttare in pieno l’ F-duct, il sistema di stallo dell’alettone posteriore, e sarà probabilmente la vettura più veloce in rettilineo su un circuito che è medio-veloce.

Staremo a vedere. Buone vacanze e forza Ferrari!