Previously on Italy – Edizione Estate

Bentornati a tutti su Camminando Scalzi! Mi auguro che le vostre vacanze siano state belle, rilassanti, e siano durate il giusto.

Naturalmente non tutti siamo andati in vacanza, e il mese di Agosto si è rivelato particolarmente pregno di avvenimenti politici. Cerchiamo un po’ di riassumere i fatti, di fare un bel riepilogo veloce prima di ricominciare con la nuova stagione. Un articolo dedicato ai meno attenti e a tutti quelli che, giustamente, hanno preferito pensare alle spiagge piuttosto che alle baruffe politiche.
Cominciamo dall’inizio. Anzi dalla fine: la fine del mese di luglio, quando qualcosa accade nella Maggioranza. Il nostro buon vecchio Compagno Fini continua a sbattere i piedi per terra su molte delle questioni che tanto stanno a cuore al governo Berlusconi (sono i tempi della legge Bavaglio, per la precisione), e il grande Imperatore Maximo, che proprio non ne può più, decide di tagliare fuori lui e tutti i suoi seguaci. Da qui al dictat scritto – un documento redatto e inviato a tutti i vertici del Pdl – il passo è breve. Fini, Bocchino e tutti i filistei -pardon- finiani fuori dal Partito delle Libertà. E insomma, qua o si fa come dice il nostro Imperatore, o si è fuori, fine dei giochi, fine delle discussioni.
Al Compagno Fini sembra quasi fare piacere separarsi da questa maggioranza con cui più volte è venuto allo scontro negli ultimi mesi. Maggioranza che mantiene la sua alleanza solida solamente con la “fedele” lega del vecchio Bossi. Nasce così un nuovo movimento di “finiani” (dopo diversi giorni di indecisioni, se creare o meno questo nuovo gruppo, se farlo diventare un partito e così via), e si sceglie di chiamarlo Futuro e Libertà.
Tutto è bene quel che finisce bene, no? Insomma, un gruppo non è d’accordo, ci si allontana, si confrontano le idee, ma si rimane nella maggioranz,a no? Si chiamano partito delle Libertà… Saranno liberali…

No, non proprio. Il Giornale inizia la solita campagna denigratoria a cui ci ha abituato non appena si palesa qualche avversario un po’ più forte di Bersani e del PD (di loro parleremo dopo), e così inizia un’inutile inchiesta (oddio, non proprio inutile, ma quantomeno fuoriluogo) su una vecchia casa appartenente alla vecchia AN, che a quanto pare Fini aveva aiutato a vendere a suo cognato; affermazioni tutte da verificare. Si susseguono giorni in cui tutta l’attenzione viene appunto spostata su questa faccenda di cui, in fondo, interessa poco a tutti. Basterebbe andare a vedere come ha acquistato la residenza ad Arcore il nostro Imperatore Berlusconi, lì sì che ci sarebbero storie interessanti… Ma ne parleremo in un’altra occasione.
Tornando a noi, dopo aver accusato Fini, sua moglie e forse anche il suo cane, e dopo aver assicurato la certezza delle fonti (sempre tutte da dimostrare), il Giornale e il mastino Feltri sembrano mollare un po’ la presa negli ultimi giorni di Agosto. Tutti allora si pongono una serie di domande, la prima di tutte e sicuramente la più importante è: “elezioni sì o elezioni no?”.
Seguono giorni sempre più movimentati, si paventano governi tecnici, alleanze assurde (Bersani con Tremonti, il PD con l’UDC, Interisti e Milanisti, cani e gatti che dormono insieme, e così via), e tutti dicono la loro su queste benedette elezioni. Finché la forte Maggioranza, che è ormai piena di crepe, afferma che non c’è alcun bisogno di elezioni, che il governo è solido e non c’è bisogno del voto.

No, aspettate: non è vero, ci ripensano, e Bossi dice che c’è bisogno delle elezioni anticipate. Quale modo migliore per togliersi di mezzo i fastidiosi Finiani di Futuro e Libertà se non con una schiacciante vittoria elettorale? Sì, la strategia che vogliono utilizzare Pdl e Lega sembra questa, probabilmente forti dei sondaggi che li danno ancora in maggioranza (anche se in perdita) in un’ipotetica corsa al voto. Anche perché dall’altro lato c’è il PD…
E l‘Opposizione? Beh… L’Opposizione… No, non ce l’ho il coraggio di dirlo… Vabbè, lo devo fare per forza: il buon Bersani, che è sempre all’avanguardia come tutta la Sinistra, cosa ha deciso di fare nel momento di maggior debolezza del governo Berlusconi? Il Nuovo Ulivo… Sì, avete capito bene: Bersani ha proposto di rifondare l’Ulivo. Bersani, basta. Veramente.
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