Una serata con Emergency

Alle diciannove in punto i cancelli del Mandela Forum si aprono. L’interminabile fiumana di persone in attesa scorre rapida verso gli ottomila posti a sedere all’interno del palazzetto, mentre oltre duemila persone si dovranno accontentare di godersi lo spettacolo dai maxi schermi posizionati all’esterno della struttura.
È la penultima serata dell’incontro nazionale dei volontari di Emergency, che dal 7 al 12 settembre ha organizzato spettacoli, mostre e dibattiti per celebrare l’operato della famosa associazione che da oltre sedici anni opera nei troppi territori del mondo devastati dalla guerra, per offrire cure mediche alle vittime di queste tragedie…

Il palco si illumina mentre la nota presentatrice Serena Dandini apre la serata salutando l’entusiasta folla di gente che non smette di applaudire. L’intervento della presidente Cecilia Strada precede l’atteso discorso del fondatore dell’associazione, Gino Strada, che con franchezza ed energia spiega il significato del manifesto che “Emergency” ha voluto dedicare a questa settimana di incontri. “Il mondo che vogliamo” è il titolo di un testo di denuncia nei confronti di una classe politica che “in nome delle ‘Alleanze internazionali’ ha scelto la guerra e l’aggressione di altri paesi” e “in nome della ‘sicurezza’ ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo”.

La serata prosegue con un emozionante intervento dell’attrice Lella Costa seguita dalle dolci note di Fiorella Mannoia. Un brillante Neri Marcoré e le esilaranti imitazioni della nostra ridicola classe politica. Un’inebetita rappresentazione di Maurizio Gasparri e un ammaliante Casini seduttore con un emblematico indirizzo mail: “pierferdy@ilgrandecentro.g”. A seguire il presidente cantante, che armato di chitarra dedica un simpatico motivetto al vecchio amico Gianfranco Fini. Poi le maschere cadono e Marcoré decide di interpretare sé stesso, intonando i versi de “L’appartenenza” di Giorgio Gaber.

A seguire un fantastico Antonio Albanese in versione “Cetto La Qualunque”, la personificazione dei diffusi difetti dei politicanti italiani: corrotti, avari e ignoranti, scesi in campo col solo obiettivo di soddisfare i propri interessi individuali.
“Quando faccio questo personaggio mi vergogno come un ladro – afferma Albanese lasciandosi scappare una risata – è nato dallo studio di un paio di campagne elettorali e qualche decina di comizi politici, quindi sappiate che non ho inventato proprio u cazzu. Pensate che un giorno mi sono ritrovato davanti a un politico che ha esordito il suo discorso con in mano la foto della moglie del suo avversario, dicendo: ‘questa donna è una bottana, e unu cornutu non può vincere le elezioni!'”

Risate intelligenti e buona musica: la ricetta ideale per una magnifica serata, con l’emozionante chiusura di una fantastica Patti Smith accompagnata da “La casa del vento”, il gruppo italiano che quest’anno la seguirà nel prossimo tour. Il grande finale sulle note di “People have the power”, dedicata al pubblico per ricordare…

“we can turn the world around,

we can turn the earth’s revolution,

we have the power.

People have the power …”

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