Diaspora, la privacy la decidi TU!

Accedendo al vostro account di Facebook dal dicembre 2009 in poi, avrete tutti notato delle variazioni alle impostazioni già esistenti nella vostra privacy.

Sul web si scatenò l’inferno, se ne parlò tantissimo, e milioni di utenti furiosi a lungo hanno cercato l’alternativa a Facebook parlando di “diaspora”, secondo la definizione di quella greca (la migrazione di un intero popolo  costretto ad abbandonare la propria terra natale per disperdersi in diverse parti del mondo).

Ci furono tante proteste e iniziative per protestare contro questo “colpo di testa” di Zuckerberg (chi di voi non ha mai sentito parlare del “Quit Facebook Day”?); tra queste possiamo trovare proprio un progetto chiamato Diaspora.

Quattro studenti della New York University (Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy) iniziarono a mettere su, un po’ per gioco, un nuovo progetto di social network che avrebbe avuto – per quanto riguarda funzioni di microblogging, condivisione video e upload di file multimediali – un’interfaccia davvero “user friendly”; per quanto riguarda la privacy invece, regole FISSE e decise DAGLI UTENTI!

I nostri quattro eroi si proposero di portare seriamente avanti questo progetto soltanto nel caso in cui avessero raggiunto dei finanziamenti pari a diecimila dollari, dopo l’iscrizione del progetto a Kickstarter (un sito che permette di pubblicizzare e finanziare idee e progetti grazie alle donazioni degli utenti). A gran sorpresa, prima della fine dell’estate i finanziamenti del progetto raggiunsero una somma pari a duecentomila dollari e, tra i nomi di più di seimila contribuenti, comparve anche quello dello stesso Zuckerberg (fondatore del colosso sociale).

Fin dai primi rumors questo nuovo progetto ha attirato l’attenzione di parecchie migliaia di utenti, soprattutto per il fatto che il servizio sarà open-source, ovvero permetterà a tutti di accedere al codice-sorgente e di contribuire al miglioramento del progetto. Il nuovo anti-facebook dunque è pronto per la partenza:  il codice-base è affinato e l’interfaccia utente migliora di giorno in giorno. Il rilascio del codice è avvenuto il 15 settembre; collegandosi al sito del progetto http://www.joindiaspora.com/ possiamo ammirare un primo messaggio, secondo me assolutamente d’impatto: “The privacy aware, personally controlled, do-it-all, open source social network.”, e più in basso: “DIASPORA IS REAL!”.

Adesso la domanda  che tutti si stanno facendo è… Ce la farà?

Le prospettive sono assolutamente positive: Diaspora è sì un social network, ma è anche open-source… Diciamo un eterno “lavori in corso” visto che i programmatori potranno contribuire a disegnarne versioni sempre più stabili e funzionali. Inoltre due dei suoi quattro giovani inventori, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy, hanno concluso il loro corso di studi universitari e Diaspora è senz’altro una promettente, e chissà, fruttuosa attività alla quale potranno dedicarsi a tempo pieno.

Sperando sia finalmente arrivato l’anti-facebook che ci permetterà di dire addio per sempre alla “prepotenza” di Zuckerberg… In bocca al lupo ragazzi!

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Diaspora: Personally Controlled, Do-It-All, Distributed Open-Source Social Network from daniel grippi on Vimeo.

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