Inception – Recensione

Christopher Nolan è uno di quei registi dell’era moderna che non sbaglia un colpo. Sono veramente pochi quelli che sono riusciti ad inanellare una serie di produzioni cinematografiche così belle e contemporaneamente di grande successo di pubblico.

E’ accaduto anche questa volta con Inception, uscito ieri sera nelle sale italiane, già pluriosannato nel resto del mondo, che conferma il totale stato di grazia del regista inglese. Puntuale l’accoppiata vincente alla scrittura con il fratello, dopo il successo planetario del suo Cavaliere Oscuro, Nolan ritorna ad affrontare il tema del sonno e del sogno, così come aveva fatto in Insomnia del 2002. Questa volta però non è la mancanza di sonno il tema portante del film, in Inception i protagonisti dormono molto, e sognano molto.

Leonardo Di Caprio è Cobb, abile manipolatore di sogni, che con il suo gruppo di ladri di idee e informazioni riesce ad entrare nelle menti degli altri e, attraverso i loro sogni, carpire i loro più nascosti segreti. Cobb ha un passato triste però (di cui non vi svelerò molto, per non rovinarvi la trama) con cui dovrà fare i conti, e l’ultimo lavoro che accetta ha come moneta di cambio il suo più grande desiderio: ritornare a casa dai suoi figli, negli Stati Uniti, dove è ricercato per un crimine che forse non ha commesso.

Inception è basato sul più classico sistema delle scatole cinesi. Il regista ci porta man mano, esattamente come fanno i suoi protagonisti, sempre più in profondità all’interno della storia, livello per livello, lasciandoci scoprire poco a poco il senso di tutto il film. Il tema del sogno è affrontato in maniera brillante, con sogni e meta-sogni che si concatenano, si incastrano, dipendono gli uni dagli altri, e proprio come i personaggi, ad un certo punto diventerà sempre più complicato distinguere la realtà da quello che accade nei sogni.

Cast d’eccezione, rivediamo alcuni attori che hanno già lavorato con Nolan, come l’immancabile Michael Caine (presente in praticamente tutti gli ultimi film del regista), Cillian Murphy (era Scarecrow nei due Batman), Ken Watanabe (Batman Begins), una più matura Ellen Page (famosa per aver interpretato l’incinta ragazzina Juno), e la bellissima Marion Cotillard (Nine), oltre al già citato super-protagonista Di Caprio. Senza dubbio una scelta di personaggi principali e comprimari senza sbavature.

Tecnicamente il film si mantiene sugli altissimi livelli a cui ci ha abituato l’estetica Nolaniana, con il suo stile quasi “freddo” e quasi distaccato, una vera e propria firma che rappresenta la discriminante di tutti i suoi film. Quando guardate un film di Nolan, lo capite subito, basta vederne due scene. Il che non è un male in un’epoca in cui la “spersonalizzazione” sembra farla da padrone. Unica nota leggermente stonata sono forse le scene d’azione, sempre troppo caotiche e “americane”. Bellissimi gli effetti speciali, un punto cardine in una storia in cui la libertà e la fantasia dei sogni sono al centro dell’azione. Ma dimenticatevi i paesaggi onirici alla Gilliam, qui anche i sogni mantengono molta coerenza con la realtà (almeno come rappresentazione del reale). Insomma, non ci saranno elefanti rosa con le ali, ma realtà “aumentate”, costruite di volta in volta dall’architetto scelto per ingannare la vittima. Labrinti, paradossi, città ripiegate su sé stesse. Questo è quello che vi aspetta nel mondo dei sogni di Nolan.

Insomma, ennesimo colpaccio del regista inglese, che sembra proprio non sbagliarne una. Assolutamente consigliato. Inception è però un film che va seguito con attenzione, con una partecipazione attiva per seguire tutti gli incastri della trama (che alla fine è anche abbastanza semplice) sapientemente miscelati in fase di sceneggiatura. E’ un tema già precedentemente trattato nel cinema di fantascienza quello della realtà nella realtà (Matrix, il troppo sottovalutato Existenz di Cronenberg), ma forse la prova di Nolan è quella più convincente di tutte.

Insomma, una visione obbligata per tutti. Vi lasciamo al trailer.

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