Intervista al Popolo Viola

Il 5 dicembre dell’anno scorso si svolgeva la più grande manifestazione di contestazione mai organizzata partendo “dal basso”: dalla gente, da internet, nata su un gruppo Facebook, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone: è stato il primo No Berlusconi Day, e ha segnato il battesimo e la nascita di quel Popolo Viola che tanto ha fatto parlare di sé in quest’ultimo anno. Uno strumento della gente per la gente, un gruppo a-partitico, un’organizzazione che manifesta il suo dissenso dietro nessun colore, se non il Viola, così nuovo e così rivoluzionario. In un anno tante cose sono cambiate, e molte altre invece sono esattamente com’erano, ecco perché il 2 Ottobre si terrà il secondo No Berlusconi Day (che, come sempre, seguiremo). Alla vigilia di questa nuova manifestazione, abbiamo intervistato il Popolo Viola. Approfondiamo insieme la conoscenza di questa ondata di novità e libertà nel panorama politico italiano.

Camminando Scalzi: Cominciamo dalle origini. A più di un anno di distanza, raccontateci come è nato il Popolo Viola.

Popolo Viola: Il popolo viola è nato per iniziativa di un blogger anonimo, San Precario, dopo la grande manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi: il nobday.

CS: Siamo alla vigilia del No Berlusconi-day 2, cosa è cambiato dalla prima, partecipatissima dimostrazione?

PV: Siamo passati da una fase puramente protestataria ad una più programmatica. Facciamo per il paese tre proposte: dimissioni di Berlusconi, una nuova legge sul conflitto di interessi che impedisca il riproporsi di altri Berlusconi e una nuova legge elettorale che ci garantisca elezioni democratiche. Ed enunciamo 5 tesi che ci forniscono delle parole d’ordine:

1. W LA COSTITUZIONE: La Costituzione della Repubblica Italiana è il faro che illumina l’azione pubblica e la vita democratica del Paese; essa va realizzata in ogni sua parte, va promossa tra le nuove generazioni e difesa da chi intenda manometterla per calcolo politico o interessi privati. La Costituzione non si tocca.

2. IL LAVORO NON È UNA MERCE: Il lavoro dignitoso torni ad essere primo fattore di progresso dell’intera società. I diritti di chi lavora sono indisponibili e non soggetti ad alcuna logica di scambio. Occorre superare il modello deteriore della precarietà del lavoro che in questi anni ha determinato lo smantellamento progressivo delle tutele sociali e contrattuali consegnando intere generazioni all’incertezza e all’abuso.

3. FUORI LA MAFIA DALLO STATO: L’illegalità dilaga nelle istituzioni e nella società, frena lo sviluppo del Paese e logora la qualità della vita dei cittadini. La corruzione, il malaffare e le connivenze tra settori politici e istituzionali e le mafie costituiscono la prima causa di degrado morale e materiale del Paese. Questi fenomeni vanno sconfitti anche attraverso una rigorosa selezione della classe politica ma anche sostenendo l’iniziativa di altri movimenti civili per un “Parlamento pulito”. Va promossa la cultura della legalità a partire dalle scuole e vanno valorizzate, sul piano culturale, quelle figure che hanno contribuito, spesso pagando con la propria vita, a liberare il Paese dalle mafie.

4. NO AL BAVAGLIO: La libera stampa e la Rete costituiscono l’antidoto migliore contro il virus dell’autoritarismo e delle derive eversive, dei fenomeni criminali e della corruzione. Esse sono un patrimonio irrinunciabile in una democrazia avanzata e la loro funzione culturale e di controllo sull’operato della classe politica va salvaguardata e incentivata. La libertà di espressione e il pluralismo dell’informazione, in un Paese oppresso dal monopolio televisivo, rappresentano uno strumento di garanzia degli assetti democratici.

5. PIU’ RICERCATORI MENO RICERCATI: Un Paese che non investe nella conoscenza e nella ricerca, nel tempo della globalizzazione, è condannato al nanismo culturale, scientifico e industriale. Occorre attivare maggiori investimenti per rafforzare il ruolo della scuola pubblica e dell’Università, per rilanciare il tessuto produttivo del Paese, per fronteggiare gli effetti della crisi  e riqualificare il Welfare.

CS: La situazione politica in Italia è in stallo da parecchi anni, il Berlusconismo ha modificato pesantemente il modo di vivere nel nostro Paese. Ma secondo voi, è davvero tutta colpa del nostro Imperatore Maximo?

PV: Non sappiamo se è tutta colpa di Berlusconi, sappiamo che è lì da vent’anni.

CS: Quali sono gli obiettivi del Popolo Viola? Nasce come un “collettivo” di persone, un non-partito che rappresenti la gente che non vuole più questo governo. Ma adesso che state “crescendo”, cosa volete fare da grandi?

PV: Da grandi vogliamo fare quello che facevamo da piccoli, vogliamo essere un movimento di pressione per cambiare il Paese.

CS: Parliamo delle alternative. Come si pone il Popolo Viola nei confronti del nostro maggiore partito di Opposizione, quel Partito Democratico di Bersani sempre troppo addormentato (non dimentichiamo il “grave” ritardo nell’aderire al primo no b-day)?

PV: Il popolo viola si pone col Pd come si pone con gli altri partiti: colloquio nel pieno rispetto della propria autonomia programmatica

CS: E per quanto riguarda Di Pietro? Quali sono i vostri punti in comune?

PV: Con Di Pietro condividiamo la battaglia per la legalità, quella per cancellare il conflitto di interessi, per una nuova legge elettorale.

CS: Beppe Grillo è stato forse il primo a lanciare il modello politico “dal basso”, e le sue liste civiche hanno ottenuto anche discreti risultati. Quali sono i punti in comune e quelli di lontananza rispetto a questo sistema?

PV: Anche con Grillo condividiamo molti punti, primo tra tutti la battaglia per un Parlamento pulito.

CS: Il Popolo Viola è soltanto anti-Berlusconismo? Spesso sorge questo dubbio, chiariteci.

PV: Il popolo viola è innanzitutto un movimento che si batte per la difesa della Costituzione e questo molto spesso coincide con il contrasto alle pratiche berlusconiane.

Il Volantino del No B-Day 2

CS: Internet e la libertà di Informazione: il movimento è nato attraverso i social network, si è propagato attraverso i blog, è arrivato numerosissimo nelle piazze. L’Italia, noto paese di dinosauri, vi sembra pronto per tutto questo?

PV: A quanto pare sì, assolutamente pronta. La rete è il nuovo mezzo di comunicazione.

CS: Quali sono stati i momenti più difficili di questa grande avventura? Siete stati in qualche modo intralciati nei vostri progetti?

PV: No non siamo stati intralciati, c’è stata solo qualche incomprensione in alcuni momenti.

CS: Ci sono stati scontri, scambi di vedute, discussioni e/o scissioni all’interno del Popolo Viola?

PV: In un movimento plurale il confronto è fisiologico. “Scissioni” è una categoria che non è possibile ricondurre ad un movimento così fluido e trasversale.

CS: Avete contatti con i Viola di moltissime parti del mondo: voi che avete un contatto diretto, come è percepita la realtà italiana all’estero?

PV: I viola del mondo sono impegnati in questo momento ad organizzare il No-B-Day 2 perché gli italiani all’estero non vogliono più vergognarsi del loro paese e non vogliono più essere costretti ad andarsene per lavorare
.

CS: Quali sono i vostri progetti per il futuro?

PV: Progetti per il futuro: cambiare il Paese.

Chiudiamo con un po’ di informazioni utili per partecipare al No Berlusconi Day 2:

A questo link potrete trovare il gruppo Facebook coordinato dal Popolo Viola, all’interno del quale potrete seguire gli aggiornamenti in tempo reale sui preparativi della manifestazione.

Qui invece tutte le informazioni su come raggiungere Roma per la manifestazione.

Infine il Blog ufficiale della manifestazione, dove trovare tutti i dettagli e le informazioni possibili, e il blog del Popolo Viola.

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4 pensieri su “Intervista al Popolo Viola

  1. Ma cosa condividete con Grillo se non lo sopportate a tal punto da scrivere a caratteri cubitali “BEPPE GRILLO NON FINANZIA IL POPOLO VIOLA”?!?

    E smettetela di chiamarvi ancora POPOLO VIOLA!
    Di viola è rimasto solo il nome.

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