La scuola della discordia

Siamo giunti all’epilogo, pare che la questione della scuola di Adro, che tanto ha fatto parlare di sé nel mese appena trascorso, sia giunta ad una giusta conclusione.

Facciamo un breve riassunto: l’11 Settembre apre i battenti il nuovo polo scolastico di Adro, intitolato al primo ideologo leghista Gianfranco Miglio. E già qua, uno storce il naso. La sorpresa c’è stata quando, all’apertura della scuola, ci si è accorti che i simboli della Lega Nord erano impressi praticamente ovunque, trasformando di fatto la scuola in un’enorme super-sponsor per il partito del Carroccio. Le cose dei pazzi, direbbe qualcuno. Le cose normali, direbbe un italiano che vive in Italia.

Iniziano le ovvie polemiche (ma dico io, accorgersene prima no?), e il ministro dell’Istruzione Gelmini decide che i simboli vanno quanto prima rimossi (ogni tanto, una giusta la fa). Inizia un lungo mese in cui lo sport nazionale preferito dalle amministrazioni italiane (no, non è il calcio, parlo dello scaricabarile) la fa da padrone, senza che si capisca bene chi deve pagare per rimuovere quei segni (ma chi ce li ha messi, no?).

Ieri sera il consiglio di istituto, riunito in sessione straordinaria, delibera la fine delle ostilità. I simboli verranno rimossi, probabilmente già da oggi, e la scuola sarà intitolata ai due patrioti risorgimentali Enrico e Emilio Dandolo.

Tutto è bene quel che finisce bene? Più o meno. Restano da notare un paio di faccende su cui riflettere: la prima è la lettera inviata dal sindaco leghista di Adro al dirigente scolastico Cadei, in cui il preside veniva diffidato dal rimuovere i simboli (nonostante le decisioni ai piani alti). Pare proprio che al sindaco non andasse giù questa presa di posizione del governo; la seconda è la domanda più che legittima “ma chi ha permesso tutto ciò?”. Possibile che un’intera scuola venga cosparsa (banchi, sedie, aiuole, zerbini, muri, per non parlare del crocifisso fissato nel cemento) di simboli di un partito politico (e poteva essere qualsiasi partito politico) e nessuno se ne accorga prima? Ma in Italia siamo sempre costretti a riparare agli errori fatti quando ormai è troppo tardi (con ulteriori spese pubbliche)?

Domande che ci poniamo sempre più spesso, sembra davvero tutto normale qui nella Repubblica delle Banane. Spiace più che altro doversi occupare di un caso del genere, che ha tenuto banco per un mese intero, e magari sentir parlare meno dei veri immensi problemi di cui soffre la nostra povera Scuola. Ma insomma, la scuola marchiata Lega Nord è giusto la ciliegina sulla torta.

Abbasso Roma Ladrona, quei Porci Romani, insegniamolo ai bambini fin da piccoli.

Tanto poi due bucatini in piazza, e tutto si risolve…

One thought on “La scuola della discordia

  1. La storia si ripete. Ancora oggi abbiamo modo di poter vedere simboli di un’altra epoca che ci ricordano cose non liete. Al sig. Sindaco di Adro bisognerebbe far capire che quando si viene eletti in modo democratico per governare una comunità, lo si deve fare nell’interesse, ma soprattutto nel rispetto, di tutti.Dai tg odierni si apprende che lo stesso Sindaco annuncia querele ed il ripristino dei simboli leghisti. Siamo alle solite, si confonde il mandato per governare con una sorta di atto di proprietà che ti permetta di farla da padrone.Faccia una cosa, sig. Sindaco, ricompri Lei tutti i simboli rimossi, magari a metà prezzo, e ne faccia l’uso che vuole; il denaro ricavato lo potrebbe devolvere in attività sociali a favore di tutta la comunità che rappresenta.

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