Sindacati, origini e storia

Nelle scorse settimane alla guida della Cgil, la più grande confederazione sindacale italiana, c’è stato un cambio epocale: è stata eletta con il 79% dei consensi una donna come segretaria. Si tratta di Susanna Camusso, 55 anni, da tanti anni molto attiva negli ambienti sindacali, in particolare in quello della Fiom. Questa svolta arriva in un momento storicamente molto importante: da qualche anno, infatti, le tre più grandi confederazioni sindacali non riescono ad avere una linea comune e, spesso, hanno utilizzato strumenti di lotta diversi. Negli ultimi mesi infatti, si sono registrate diverse prese di posizione da parte dei sindacati anche su alcune questioni molto importanti, come i provvedimenti emanati dal governo per fronteggiare la crisi economica oppure sulla questione Cai-Alitalia.

Vediamo di capire di cosa si occupino le associazioni sindacali e quali siano le loro forme di lotta, a partire dalla loro nascita: prima del 1900, esistevano alcune associazioni che presero il nome di Leghe di resistenza e si svilupparono con il crescere delle imprese industriali. Queste leghe si allearono al movimento cooperativistico, ebbero una connotazione politica di ispirazione socialista e si conquistarono il diritto di organizzazione con lo sciopero del 1901.

Nel 1912 nacque a Modena l’USI (Unione Sindacale Italiana) per opera di lavoratori precedentemente iscritti alla cCgdl. Essi ritenevano infatti che tale sindacato fosse ormai troppo asservito alla politica portata avanti in parlamento dal Partito Socialista. Tuttavia, prima del primo conflitto mondiale, vennero espulsi alcuni sindacalisti che si schierarono in favore dell’intervento militare dell’Italia contro Austria e l’USI continuò ad avere una connotazione fortemente antimilitarista. Una volta terminata la guerra nel 1918, l’USI ebbe il suo miglior momento con il record di iscritti. Successivamente, con l’avvento del fascismo, i sindacati furono soppressi per dare vita alle Corporazioni. Tuttavia, prima la Resistenza e poi la Liberazione fecero nascere nuovamente il sindacato libero, sotto il nome di Cgil, Confederazione Italiana Generale del Lavoro, e nel dopoguerra nacquero i primi scioperi a catena contro il Piano Marshall e contro il patto Atlantico.

Tuttavia, già allora, c’erano dei dissidi interni: la corrente cristiana guidata da Giuliano Pastore si staccò dalla Cgil, dando vita alla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori. Poco dopo, democratici e repubblicani diedero vita all’Unione Italiana del Lavoro. A queste tre grandi federazioni, si aggiunsero successivamente lam CISNAL, ora denominata UGL, ispirata politicamente alla destra sociale. Da quel momento le confederazioni sindacali hanno avuto sempre vita autonoma e, in più di una circostanza, hanno seguito vie diverse, soprattutto in epoca recente. Oltre a queste grandi confederazioni, esistono altre associazioni sindacali meno conosciute, ma ugualmente importanti, come la CISAL, nata nel 1957 ed oggi facente parte del CESI, Confederazione Europea dei Sindacati Indipendenti, con sede a Bruxelles.

Il sindacato trova un posto molto importante all’interno della Costituzione, nell’articolo 39, che stabilisce testualmente: “L’organizzazione sindacale è libera”. Una svolta importante fu la nascita dello Statuto dei Lavoratori, il 20 maggio 1970. Ora, si spera che le tre più grandi confederazioni sindacali italiane possano ritrovare lo spirito di unità d’intenti che hanno avuto tante volte. Il compito principale di Susanna Camusso dovrà essere proprio questo. Lo chiedono a gran voce gli operai, sempre i primi a pagare in caso di contrasti tra le confederazioni. Mai come in questo periodo, con la crisi economica mondiale che non accenna a diminuire, gli operai hanno bisogno di sentirsi tutelati e i sindacati devono più che mai restare uniti.

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