Cibo spazzatura

Sabato 27 novembre si terrà la 14° edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare. Oltre ottomila supermercati aderiranno all’iniziativa con più di centomila volontari per invitare le persone a comprare un po’ di cibo a lunga conservazione e donarlo a comunità per minori, mense per poveri e centri d’accoglienza.

Un piccolo gesto d’altruismo poco dispendioso, oltre che una manifestazione d’intelligenza in una società dove troppo spesso il cibo viene sprecato, andandosi ad accumulare in quelle cataste di immondizia che ogni anno contribuiscono a creare una montagna di ottanta milioni di tonnellate di rifiuti alimentari. “Con quello che buttiamo via ogni anno – spiega Marta Serafini sul giornale Sette – (equivalenti al 3% del nostro PIL), potremmo sfamare 44 milioni di Italiani”.

Secondo l’inchiesta di Sette ogni famiglia butta nella spazzatura una media di ventisette chili di cibo ogni anno, che si traducono in 515 euro di soldi sprecati. Il 20% delle responsabilità vanno poi alla grande distribuzione. Nei supermercati vengono buttati ogni giorno 250 chili di cibo “solo per motivi estetici”, per una “mole di alimenti che potrebbe sfamare ogni anno 636.000 persone per un valore di oltre 928 milioni”.

L’idea che simili quantità di cibo finiscano in discarica fa venire i brividi, ed è evidente che ciascuno di noi potrebbe contribuire a ridurre le cifre di questa drammatica questione. Pensiamoci…

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