Playoffs: emozione o ingiustizia?

Bene, ora provate ad immaginare. Immaginate che la vostra squadra del cuore faccia il record di punti in campionato, battendo tutte le rivali per il titolo e dando loro lezioni di calcio con risultati piuttosto altisonanti. Tutti ad applaudire il club, l’allenatore ed i giocatori che vincono anche divertendo. Finisce il campionato…e cosa avete in mano? Niente. Già, perchè ci sono i playoff da giocare, dove si rimette in gioco tutto. Le prime otto in classifica giocano quarti di finale con partite di andata e ritorno senza la regola dei gol fuori casa, con il vantaggio per chi si è meglio piazzato in classifica di passare in caso di somma dei gol totale. Ora, la vostra squadra che è arrivata ovviamente prima, gioca contro l’ottava, alla quale ha dato un distacco abissale. Gioca la prima in trasferta, subisce un gol ma comincia a giocare sul serio e vince 2-1 con un gol meraviglioso nella ripresa. Gioca il ritorno in casa e dopo pochi secondi gli avversari trovano un gol fortunoso. Poco male, il punteggio globale è lo stesso quindi si passa. Meglio non rischiare, schiacciandoli nella loro metà campo ma il palo dice di no ad una conclusione pericolosa. Si capisce che solo qualcosa di fortuito può modificare l’equilibrio…ed ecco che arriva: l’arbitro inventa una espulsione e la vostra squadra è costretta a giocare in dieci.

Nessun problema però, perchè non rischia nulla visto il tasso tecnico più elevato. A tre minuti dal termine però l’arbitro ci si mette di nuovo: calcio di rigore dubbio…2-0…e la vostra squadra è fuori dal campionato. Una partita balorda cancella mesi e mesi di dominio. Sembra assurdo?? Domandatelo ai tifosi della squadra messicana del Cruz Azul, che ha visto così sfumare un titolo che a detta di tutti gli addetti ai lavori sarebbe stato sacrosanto. Oppure anche ai Los Angeles Galaxy di David Beckham che grosso modo hanno subito la stessa sorte. Ora, i playoff andranno bene per sport come il basket o la pallavolo, dove su una serie di cinque o sette partite la squadra migliore vince, c’è poco da fare. Nel calcio…beh magari per decidere una retrocessione o una promozione come succede in Serie B (dove comunque c’è un differenziale di punti, perchè se ne dai venti di distacco a chi ti sta dietro non è proprio giustissimo rigiocarsi tutto). Ma in tutta onestà…si può decidere un campionato in questo modo? L’Inter che fece il record di punti avrebbe dovuto rimettere tutto in gioco con una squadra neanche qualificata all’Europa League tanto per intenderci. Per carità, sarebbe anche molto emozionante, ma dal punto di vista dei valori sportivi…si premia davvero la squadra migliore? Si può sempre cercare di apportare alcune migliorie ai sistemi per l’assegnazione dei titoli ma probabilmente si dovrebbe cercare di prestare un attimo maggiore attenzione alla meritocrazia delle squadre. Voi che ne pensate?