4fioriperzòe – Musiche per film mai visti

Questo disco non è un disco. O meglio, non nasce come tale, quantomeno nell’accezione che diamo solitamente a questo termine come un corpus più o meno organico di lavori di uno stesso autore organizzati per essere inseriti in un unico supporto, quale esso sia. Questo perché “Musiche per film mai visti“, il terzo lavoro discografico dei 4fioriperzòe, al secolo Matteo Romagnoli (LE-LI), Francesco Brini (Pinktronix, Swaywak) e Nicola Manzan (Bologna Violenta, Il Teatro degli Orrori, ecc.), altro non è che una raccolta di brani – ma forse sarebbe meglio dire composizioni – che il gruppo ha realizzato in questi ultimi anni per cortometraggi, installazioni, documentari e quant’altro. Brani quindi essenzialmente strumentali, che però colpiscono subito per la ricchezza e la complessità del materiale musicale che li compone, a cominciare dalla qualità e quantità degli strumenti a disposizione, merito anche di collaborazioni eccellenti come Enrico Gabrielli (Calibro35, Mariposa), Alessandro Grazian e Pasqualino Nigro (Parto delle Nuvole Pesanti). Questo pot pourri di musicisti non può che portare al dilatamento delle convenzioni di genere musicale che, se da un lato può risultare in un lavoro confusionario e incompleto, nel caso del disco dei 4fioriperzòe è un valore aggiunto, per via della sapiente capacità del gruppo di miscelare influenze jazz alla world music, e ancora echi di musica classica a scheggie di rock. Ma soprattutto, pericolo fondamentale per un disco di questo genere, le composizioni si reggono benissimo anche da sole, evitando il rischio di essere uno sterile commento dell’immagine visiva. Ed è questa la forza di “Musiche per film mai visti”, che notiamo in brani come “Arriver moin rapidement à la mort”, forse il miglior estratto dell’album, o ne “Il Mali Migliore”, che gioca un po’ con le succitate influenze etniche. Particolare curioso e allo stesso tempo interessante, la presenza di una “cover” di “Un bel dì vedremo”, celebre aria della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, intepretato dal trio in modo molto interessante. Un grande passo in avanti insomma per i 4fioriperzòe, rispetto al precedente “Tredici cose che dovrei dirti”, che pure vantava collaborazioni eccellenti, ma che presentava qualche difetto di troppo che lo rendeva di fatto un disco riuscito a metà. Non è il caso di “Musiche per film mai visti”, che si candida di diritto a entrare nelle collezioni di tutti gli appassionati di musica strumentale e non.

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