Campione d'inverno: titolo platonico o prova di forza?

Il trenta dicembre del lontano 1989 si giocava Lazio-Napoli (eh già, a quei tempi non c’era la sosta lunga, si andava ancora allo stadio a ridosso delle festività natalizie) ed i biancocelesti vinsero per tre a zero, rifilando ai partenopei la prima sconfitta della stagione. Era l’ultima partita del girone d’andata ed al giornalsita che gli faceva notare che erano lo stesso campioni d’inverno Diego Armando Maradona rispose: “Mi piacerebbe vincere quell’altro, qui in Italia questo non conta niente” (il Napoli poi ovviamente vinse). Già, perchè in Argentina fra Torneo di Apertura e Torneo di Clausura vincere a dicembre conta eccome.

Qui da noi a che serve? Praticamente a niente, ma è pur sempre una prova di forza di una compagine che dopo aver affrontato tutti è in vetta, dimostrando che fino alla fine se la gioca.  Nei settantasette campionati di serie A a girone unico, in cinquantuno occasioni chi ha vinto il titolo di campione d’inverno ha bissato il successo a primavera. Per quanto riguarda i tornei a venti squadre, di cui si celebra la dodicesima stagione consecutiva, sette volte chi ha terminato in testa il girone d’andata si è poi laureato campione d’Italia.

Il Milan?  In dieci delle quattordici occasioni in cui la squadra rossonera si è laureata campione d’inverno, infatti, a fine stagione il Milan ha tagliato per primo il traguardo, mancando l’obiettivo solo in quattro circostanze: nel 1948 (alla fine trionfò il Torino), nel 1965 e nel 1971 (toccò all’Inter vincere il tricolore) e nel 2003, quando alla fine del campionato fu la Juventus a laurearsi campione d’Italia (ma i rossoneri che chiusero terzi vinsero però la Champions).

Negli ultimi anni le più grandi cadute sono quelle della Roma e dell’Inter nel 2002 (il famoso 5 maggio) con la Juve che fregò il titolo ad entrambe, e quella del 1999 della Fiorentina, che fece sognare la città per poi chiudere al terzo posto. Il terzo posto tra l’altro è il risultato peggiore in assoluto che una squadra campione d’inverno abbia mai ottenuto. C’è anche una “piccola” che ha vinto questo titolo, ovvero il Livorno, nel 1942-43, ma lo scudetto lo vinse poi il Torino con un punto di vantaggio sui labronici, in quello che fu l’ultimo campionato prima dello stop per la seconda guerra mondiale.

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via | gazzetta.it

Una generazione fa: 1991 – 2011

Gli anni 2000 sono finiti, e l’inizio di un nuovo decennio mi è sembrato una giusta occasione per fare un salto indietro di vent’anni, in quel 1991 che non sembra essere poi così lontano; un anno in cui si sono succeduti avvenimenti che hanno cambiato per sempre la storia del mondo. Non ci credete? Beh, accendiamo la macchina del tempo e facciamo un salto nel passato, per quelli che c’erano e “sembra ieri”, e per quelli che nel 1991 nemmeno erano nati, e oggi guidano la macchina.

Nel mondo
L’anno inizia con la sanguinosa Guerra in Iraq, che si rivelerà successivamente come la prima di una serie. Bush padre ottiene, l’11 Gennaio 1991, l’ok dal Congresso per dare il via alle operazioni che prenderanno il nome di “Guerra nel Golfo”. Il conflitto comincerà ufficialmente il 17 Gennaio, quando gli alleati cominceranno i bombardamenti e l’Iraq reagirà lanciando missili su Israele. La liberazione del Kuwait, con le immagini – rimaste impresse nella memoria di noi tutti – dei pozzi petroliferi dati alle fiamme, segna l’inizio della guerra via terra. Il conflitto si chiuderà nell’aprile dello stesso anno. Saddam Hussein verrà destituito anni e anni dopo da Bush figlio, nella seconda guerra in Iraq.
L’Unione Sovietica si sfalda, con molti stati che dichiarano l’indipendenza in rapida successione; un diritto che viene riconosciuto a tutte le Repubbliche dell’Unione nell’agosto di quello stesso anno. Nascono Georgia, Lituania, Azerbaijan, Kirgizistan, Uzbekistan, Armenia, e nel mese di Dicembre l’URSS, per anni superpotenza mondiale, si scioglie ufficialmente, dopo le dimissioni di Michail Gorbachev. Anche la Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza in Jugoslavia, andando a formare altri due nuovi Stati che ritroviamo nell’attuale fotografia geografica dell’Europa.
E proprio l’Europa a fine anno conoscerà un momento fondamentale, storico, che cambierà l’economia e la politica del mondo per sempre: l’11 dicembre nasce a Maastricht l’Unione Europea.

In Italia
Il Partito Comunista Italiano viene sciolto, e si trasforma, a opera di Achille Occhetto, nel PDS (Partito Democratico della Sinistra). Una parte del vecchio partito convergerà, sotto la leadership di Armando Cossutta, nel partito di Rifondazione Comunista. Nasce inoltre un altro gigante delle telecomunicazioni, che cambierà le sorti del nostro Paese: a gennaio Fininvest (oggi Mediaset) apre i battenti con Studio Aperto, diretto da Emilio Fede. Manca ancora qualche anno perché Berlusconi “scenda in campo” (espressione curiosa che oggi suona come un normale sinonimo di “darsi alla politica”, ndR), ma non se ne sta certo con le mani in mano. Risale proprio al 1991 il famoso lodo Mondadori, con l’accordo post-disputa tra De Benedetti e Berlusconi sulla gestione dell’editoria Mondadori. I giudici che si occuparono della vicenda saranno poi processati negli anni successivi. Il dominio dell’Imperatore Maximo cominciava a crescere esponenzialmente.
Il presidente della Repubblica era Francesco Cossiga, che a fine anno verrà accusato dal PDS di aver attentato alla Costituzione a proposito della vicenda del Gladio, che vi invito ad approfondire più ampiamente qui. Una delle tante storie “sottobanco” accadute nella Repubblica Italiana…
Nel 1991 nasce anche la Lega Nord, oggi uno dei maggiori partiti presenti nel Governo che ha influito negli anni successivi più volte sulla storia della nostra Repubblica.

Tecnologia.
Il 1991 è un anno da ricordare. Se oggi siamo qua a leggerci, a scriverci, a comunicare attraverso la rete, lo dobbiamo proprio al 1991. Nasce infatti il 6 agosto il World Wide Web, con Tim Bernes-Lee che mette online il primo sito. In realtà lo sviluppo di una rete di comunicazione attraverso la linea telefonica è leggermente precedente, ma il primo sito pubblico arrivò online proprio in quel giorno. Il mondo sarebbe stato stravolto totalmente da quell’avvenimento, e in vent’anni Internet sarebbe diventato presente in ogni campo della nostra vita. Riuscite a immaginare una giornata senza Internet? Ecco, fino al 1991 era proprio così…
E i cellulari? Il GSM nasce proprio in quegli anni, in Francia, con l’obiettivo di creare una rete cellulare standardizzata che permettesse a tutti di comunicare telefonicamente in mobilità. Comincia qui la lunga scalata che ci ha portati dalle telefonate “aspetta-che-qui-non-c’è-campo”, alla nascita degli smartphone che ci permettono di fare praticamente tutto, sempre connessi, sempre raggiungibili.

Musica e Cinema.
Diciamolo subito, il 1991 è stato un anno musicale che rimarrà per sempre nella Storia, quella con la S maiuscola. Qualche nome? I Nirvana pubblicano Nevermind, che porta il rock alternativo su MTV e sdogana ufficialmente il Grunge. I Soundgarden pubblicano Badmotorfinger, i Red Hot Chili Peppers escono con Blood Sugar Sex Magik, gli U2 con il loro masterpiece Achtung Baby. Innuendo dei Queen (proprio nel 1991 scomparirà il grande leader e frontman Freddie Mercury, malato di Aids da tempo) è l’ultimo album di studio della band inglese… Solo a guardare questi nomi e questi album viene un’immensa nostalgia confrontata alla situazione attuale della musica, che latita ormai da anni sguazzando nel già visto-già sentito.
A Cannes trionfano i fratelli Coen con il loro “Barton Fink – È successo ad Hollywood“, con protagonista un immenso Turturro che porterà via anche il premio di miglior attore protagonista. A Hollywood a trionfare è Balla coi Lupi, mentre il premio per il miglior attore va a Jeremy Irons. Da segnalare i due attori non protagonisti che vincono le statuette: una bravissima Kathy Bates nella trasposizione cinematografica di Misery di King, e il grande Joe Pesci che vince per il film Goodfellas (“Quei bravi ragazzi”, di Martin Scorsese).

Tanti, tantissimi avvenimenti importanti accaduti soltanto vent’anni fa. Con un po’ di necessaria retorica viene da pensare “sembra ieri”, eppure sono passate due decadi, che hanno visto nascere e crescere un’intera nuova generazione, che deve tantissimo a quell’anno particolare della storia del mondo sotto tutti gli aspetti, dalla politica alla tecnologia, alla musica, alla vita di tutti i giorni. Pensateci quando ascoltate “Come as you are” dei Nirvana nel vostro iPhone, dopo una videochiamata, condividendo qualche notizia su Internet, mentre magari fate acquisti online in euro

Vi lascio questa vignetta un po’ nostalgica, che ben si sposa con l’articolo(click per zoomarla):