Milan-Napoli: revival anni '80 in salsa scudetto

Quanto tempo è passato da quelle sfide epiche. Era il Napoli di Diego Armando Maradona, di Careca ed Alemao. Era il Milan di Marco Van Basten, Franco Baresi e Rudd Gullit. Era una sfida meravigliosa. Lo è ritornata ad essere ai giorni nostri. Bella come un tempo, spigolosa ed affascinante. Non è una questione di punti, di gol o di giocate sopraffine; è una questione di prestigio, di grandezza, è una questione d’onore. E’ una lotta infinita che va al di là di un campo di calcio, è la sfida di un’Italia da sempre soggiogata dallo scontro NORD-SUD.

Ma se un tempo tutto sembrava ruotare intorno a un Cigno di Utrecht e a un Pibe de Oro, quest’oggi il ruolo di attori protagonisti è nei piedi di un “mago” chiamato Zlatan Ibrahimovic e di un “matodor ” chiamato Edinson Cavani, e di questi tempi è come dire potenza e irruenza contro finalizzazione e velocità. Un match che soprattutto mette in palio (fate gli scongiuri se tifate per una delle due squadre, ma è così) punti scudetto. Saranno tantissimi i tifosi napoletani assiepati sugli spalti del “Giuseppe Meazza”, pronti a sostenere la propria squadra in quella che sembra una impresa difficilissima. Saranno nella “Scala del calcio”, unod egli stadi più suggestivi del mondo. Chi non ci sarà è Ezequiel “El pocho” Lavezzi, per uno sputo che lo ha bloccato per tre giornate, ma sulla vicenda ci siamo già espressi. Un peccato per il Napoli, perchè l’argentino è davvero colui che poteva fare male alla difesa del Milan, che soffre i giocatori razzenti come lui (all’andata in pratica non dribblava Bonera, semplicemente gli correva davanti). Ma concentriamoci sui due uomini che possono essere decisivi.

Dicevamo di Ibrahimovic e Cavani, giocatori diversi. Lo svedese è un attaccante possente, col fisico del tipico centravanti, ma non lo è. Gioca stupendamente spalle alla porta ed è troppo dotato tecnicamente per essere la classica-boa. Al suo attivo vanta 325 presenze e 160 gol tra i vari colori che ha vestito, di cui 13 sono con la maglia rossonera in campionato. Cavani invece è diverso, più rapido e più punta, seppur atipica nel senso moderno del termine. . Possiede un tiro preciso e potente, ma sa accarezzare la palla con una dolcezza unica che gli permettono di segnare reti con parabole davvero uniche, ma anche movimenti che lo rendono imprendibile per i difensori avversari ed un senso del gol sviluppatissimo. Ci si aspetta molto da loro due, ma non si può escludere che la sfida possa invece essere decisa da altri. Pato ad esempio, il ragazzino con la media reti/partite giocate che è impressionante, oppure Marek Hamsik, il centrocampista più “offensivo” del mondo. E perchè no gente come Zuniga o Boateng? Gli ingredienti per vedere uno spettacolo ci sono tutti. Gli azzurri non vincono a Milano dal 13 aprile 1986, quando Maradona e Giordano segnarono le reti che permisero di espugnare “San Siro” (Di Bartolomei accorciò per i rossoneri). Addirittura fra il 1978 ed il 1979 arrivarono tre successi di fila, purtroppo per i partenopei rappresentano anche gli unici exploit da mezzo secolo a questa parte. Ma in match come questo la storia conta poco.

Tenetevi pronti. È nuovamente Milan-Napoli, di quelle che contano.

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