Polso di Puma – Hobby: guardare la tv ?

 

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Esordisce oggi su Camminando Scalzi una nuova rubrica d’opinione, curata dai redattori del blog Polso di Puma. Diversi autori del suddetto blog si alterneranno di settimana in settimana sugli argomenti più caldi del momento. Qual’è la loro “missione”? Citandoli direttamente “Vi assicuriamo che la lettura settimanale di questo blog vi rinfranchera’ lo spirito, ma soprattutto vi avvicinerà alla verità (comunque da parte nostra nessuna presunzione, solo un atto di grande umanità).” Benvenuti a loro dunque!

La redazione di Camminando Scalzi

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Possiamo anche far finta di niente.. ma è così impossibile.

L’unico modo per sopravvivere è quello di spegnere la televisione (ma serio.)

Ma tutti questi milioni di italiani che affollano i divani e si accalcano davanti ai loro mega impianti dolby per vedersi fiction, tg-fiction e reality-fiction, come fanno?
È possibile che veramente siano interessati a quelle cose che si vedono e si sentono? È possibile che uno Sgarbi faccia alzare l’audience quando dovrebbe nauseare? E non ditemi che è una persona colta, perchè una vera persona colta non fa il pagliaccio in televisione. Ma ho fatto il suo nome perchè tutto sommato, con i suoi tormentoni (capra, culattoni raccomandati) riesce a farsi ricordare per cose dementi e demenziali.
Questo è un argomento trito e ritrito, ma forse è ritrito male.
Ragazzi miei, uomini e donne, amici di maria ma non solo, parliamoci chiaro: è inammissibile che in televisione bazzichino personaggi come Licio Gelli, Moggi, Platinette, Signorini, che parlano osannati dai servetti e dalle servette-starlette di passaggio, passaggio di mano e di macchina verso serate all’insegna della prostiperdizione e della morte delle dignità.
È noioso ed inutile far parlare politici decrepiti e immorali su questioni importanti e fondamentali per il futuro del Paese, politici che passano piu’ tempo alle cene mondane e in tv invece che in Parlamento o in studio a decidere quali possano essere le migliori scelte per il nostro Paese. Politici che fanno ricorso al lifting più che alla lettura e alla cocaina più che al dialogo costruttivo..
Ma mi scoccia anche citarli.
È deleterio che vengano trasmesse pubblicità dove dio (quel famoso dio bianco e buono e giusto che vive in cielo) si fa corrompere per un caffè, dove a qualsiasi cosa (antipulci, succhi di frutta, colla, francobolli e articoli da tabagismo) vengano associate sempre ragazze seminude ed ammiccanti.. il fatto che questo sia il sistema più usato per l’attrazione verso un prodotto la dice lunga sul livello culturale del Paese.
È deprimente scoprire che i migliori programmi sono trasmessi ad orari improbabili, che per mandare certi messaggi bisogna fare programmi incomprensibili ai più tipo blob, che i programmi migliori culturalmente devono essere soggetti sempre a critiche o a stroncature. Mi viene in mente il programma di Baricco di molti anni fa ormai, che si chiamava.. non mi ricordo più, ma giusto perché non se ne è piu’ parlato e non hanno fatto repliche mille anni consecutivi come le isole dei resuscitati e i grandi fratelli di secondo letto.
Pero’ era veramente serio, ma serio.
Allora ecco che interviene la pay-tv dove si puo’ avere tutto, programmi assurdi, documentari inutili, partite di tutto il mondo, approfondimenti su sport mai immaginati pagando ancora.
Ma pagando in che termini?
Il fatto di avere Rai e Mediaset come reti “nazionalpopolari”, a parte il canone, ci sta costando molto:  il futuro dei nostri pargoli e il presente delle nostre pargolette mani, ormai tese ad arraffare soldi e toccare corpi di volontarie donne oggetto.
Ci sta costando l’abbrutimento della nostra personalità, l’aumento dell’aggressività, della competitività fra civili e fra incivili,
l’appiattimento del discorso culturale, la perdita di valori sani a scapito di quelli insani,  la violenza gratuita e l’amore a pagamento.
Ma non voglio dare tutta la colpa alla televisone ed ai suoi autori, alla fine basta saper scegliere. In Italia ultimamente non si può scegliere molto.
Tutto sommato le reti private regionali danno buoni spunti: film di Totò, i gol del Napoli degli anni di Maradona possono bastare come razione quotidiana di tv.
“Tutto il resto è piscio” (cit.)

Il molosso

 

Gli articoli della rubrica Polsodipuma sono reperibili anche su http://polsodipuma.blogspot.com/

 

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3 thoughts on “Polso di Puma – Hobby: guardare la tv ?

  1. buongiorno volevo lasciare la mia testimonianza sulla TV. Ho 53 anni, la prima tv che ho visto era quando ne avevo 12 in bianco e nero alcune ore al gg rete unica(per lo più documentari sulla natura).Poi TV maestro Manzi, Odissea e così via.
    Quando ho saputo di essere incinta del mio primo figlio mi sono guardata tutte le edizioni giornaliere dei TG (era il ’92 epoca processi mani pulite e stragi mafia) e poi in vista del figlio che nasceva HO BUTTATO LA TV!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    D E F I N I T I V A M E N T E.
    Alcuni genitori mi dicevano che avrei fatto dei miei figli (2) degli isolati, degli emarginati perché in classe non potevano scambiare le info sulle trasmissioni tv con i compagni.
    Forse, però oggi sono contenta di quella scelta di cui vedo i frutti nel loro pensiero critico e nel loro spirito libero.
    Ironia, la RAI mi ha perseguitata per anni perché non era possibile non possedere un apparecchi TV, in base ad un regio decreto del ’39 (citatomi dalla dirigente 2 anni fa)dovevo produrre le prove del fatto di non avere un “apparecchi radioricetrasmittente”, poi sono riuscitas a venirne a capo.
    Grazie dell’attenzione. Cosetta, ma tenace.

  2. Condivido l’analisi. Credo che però la libertà di scelta presupponga un pensiero indipendente, che sia in grado di distinguere la TV di qualità dalla spazzatura. Purtroppo questo presupposto sta venendo/è venuto a mancare. Così come la cultura genera cultura, il pubblico televisivo va in un certo senso educato. Con l’avvento delle TV private è successo esattamente il contrario. La legittima ricerca dell’audience ha percorso la via dei bassi istinti e della volgarità anziché quella della qualità. La RAI ha risposto alla sfida seguendo la concorrenza sul suo terreno invece di dettare le regole e il risultato è quello che vediamo. Lo scandaloso conflitto di interessi degli ultimi 18 anni non poteva che amplificare il problema…

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