Mimose di plastica

[stextbox id=”custom” big=”true”]Una nuova autrice su Camminando Scalzi.it
Il post di oggi è stato inviato da Teresa Orsetti, diamole il benvenuto leggendo e commentando il suo primo articolo! [/stextbox]

Domenica mattina. Presto. Saranno state le sei. Mi sono alzata – non per un mio virtuoso atteggiamento verso la vita e il mattino che “ha l’oro in bocca”ma grazie al mio gatto che ha deciso per me- e uno sguardo al calendario mi ha ricordato che ho un appuntamento fra due giorni che non posso mancare.

Martedì sarò bellissima, truccata alla perfezione, indosserò probabilmente qualcosa di nuovo, sarò profumatissima dopo la doccia con il nuovo bagnoschiuma al profumo di  vaniglia e melograno e userò la crema per il corpo della stessa profumazione, per mantenere quel profumo sulla pelle per le ore a venire. Sarò al meglio, perché appuntamenti come questo capitano una volta l’anno, non posso sbagliare, la serata me la devo godere.

Immagino che saremo in tanti, soprattutto donne. Ci sarà casino, voglia di divertirsi e finalmente un po’ di sane risate, di quelle che ti fanno riappacificare col mondo.

Domani.

Manca poco ormai. Credo che mi stirerò i capelli. No, forse meglio asciugarli ricci. Si, sicuramente meglio, risparmierò circa un’ora e li sentirò comunque leggeri e vaporosi per tutto il tempo, fino a quando non mi butterò esausta sul letto dopo una notte brava.

Sono una donna, per forza mi devo divertire, no? Se non mi diverto domani, quando? Credo che opterò per un look naturale, il più possibile semplice e di classe. La serata sarà sicuramente impegnativa, meglio non esagerare col fondotinta, per non rischiare di ritrovarmi lucida nel punto T e sulle guance.

Le ragazze staranno scalpitando come me, immagino che anche loro stiano già pregustando la serata. L’anno scorso è stata bellissima, ci siamo divertite da morire, è stato bellissimo soprattutto lo spettacolino finale. Mi dispiace solo un po’ che anche quest’anno non possa esserci Roberta, ma pazienza, ogni tanto un piccolo imprevisto può capitare. Veramente quest’anno è stato un po’ difficile organizzare, siamo tante, ma 127 in meno rispetto all’anno scorso. Beh, lustrini e paillettes non ce li faremo mancare.

Catia sicuramente verrà truccata di scuro, usa sempre quell’ombretto nero che le appesantisce lo sguardo, a volte sembra un panda. Ma è sempre la più scatenata di tutte, quanto balla lei, neanche noialtre tutte insieme riusciamo a ballare. Deve avere una bella energia, il suo fidanzato, a starle dietro. Quasi la stessa del marito della signora Irma, sempre elegantissima nei suoi tailleurs morbidi, i capelli in ordine, le unghie perfettamente laccate. A proposito: devo scegliere uno smalto per me, non devo assolutamente sbagliare nuance, quest’anno. Devo essere smagliante. Non è che debba trovare marito, ma mi piace essere al meglio. Una serata così capita una volta l’anno. Devo riuscire a trovare un po’ di fiori da mettere nel vaso in soggiorno, magari un bel ramo di mimosa, se non lo metto adesso che è il periodo di migliore fioritura, quando?

Certo, solo mimosa è poco, e poi sfiorisce presto quando è in casa, diventa subito secca, i fiori da soffici diventano aspri al tatto e piccoli e di un giallo spento. Dovrebbero farla di plastica, in modo da poterla tenere in vaso tutto l’anno senza vederla appassire mai. Certo si perderebbe il gusto di annusarla, ma tanto è così bella che si può rinunciare a qualcosa, no?

Come Simona, che ha rinunciato a qualcosa per ottenere dell’altro, no? Eh, certe donne fanno veri affari! Certe si, che sanno come si vive!

Ma torniamo a noi. Dunque… i capelli, si, ho deciso che li terrò ricci. Sono un po’ indecisa sulle calze. Preferirei non metterle, tanto sono perfettamente liscia, ho fatto la ceretta alle gambe da una settimana, sono in perfetta forma. Però potrei avere freddo, a Marzo non siamo ancora in primavera e poi al meteo hanno annunciato un calo delle temperature. Si, le calze le metto, devo solo scegliere quali. Devo essere sexy quanto basta, non voglio sembrare “in cerca”. Anche perché non lo sono. Annetta lo è, lei si. Infatti raccatta sempre quei catorci umani. Quei falliti che fanno tutto quello che lei chiede. Non come i veri uomini, quelli che piacciono a me e alle ragazze. Domani le parleremo e dovrà imparare a scegliere. Anche perché, diciamoci la verità, che te ne fai di un uomo che è sempre presente, gentile, tutto a modo? Dopo un po’ ti annoi. Sono altri i veri uomini.

I veri uomini sono quelli che si fanno aspettare, che ti insegnano la passione. Sono quelli che ti insegnano a vestirti con abiti pratici, soprattutto pantaloni che sono così sexy! Sono quelli che ti spingono a migliorarti nel trucco, perché quanto diventi brava quando devi coprire un livido intorno ad un occhio! Scopri i fondotinta migliori, i più coprenti, e la cipria di un tono più scura o più chiara, quella perfetta per te, che non faccia notare troppo la differenza di colore tra una guancia e l’altra.  I veri uomini sono quelli che ti insegnano a disporre le posate per bene ai lati del piatto, al millimetro, perché altrimenti diventano una bestia e hanno anche ragione, perché se sei ostinata!

Sono questi i veri uomini, quelli che piacciono a noi. E io passerò la serata di domani insieme alle 127 che non saranno presenti alla festa, perché hanno incontrato uomini così speciali da insegnare loro -con le cattive, perché con le buone non volevano capire- come si vive e come si muore.

Indosserò il mio pigiama, dopo aver fatto una doccia profumatissima, le calze, perché fa freddo la sera, cercherò di coprire il livido che ho intorno all’occhio sinistro facendo attenzione a non muovere troppo le braccia, che mi fanno ancora un po’ male dopo l’ultima volta che ho dovuto imparare che, quando si apparecchia, il bicchiere si mette sempre a destra, ma un po’ più vicino al piatto rispetto a come l’avevo messo io.

Di sicuro, Roberta, sarò insieme a voi tutte, martedì sera. Potrebbero dover depennare il mio nome dalla lista, e aggiornare il conto a 128. Ma sono certa che sarà una festa indimenticabile. Ho deciso che oggi, quando apparecchierò per il pranzo, metterò il bicchiere quasi attaccato al piatto. E se sarò fortunata, me ne andrò prima di sera. Ci vediamo in pizzeria domani sera. Oppure altrove.

Ma se mi incontrerete, per favore, non lasciatemi senza un rametto di mimosa. Magari anche di plastica.

 

16 thoughts on “Mimose di plastica

    • la solita propaganda femminista che dipinge le donne come sante vittime e gli uomini dei mostri sanguinari..la consapevolezza di un ruolo biologicamente subalterno le fa impazzire di rabbia e questi scritti ne sono il risultato.non si sarebbe dovuto permettere loro di appestare la politica con la loro presenza,se ci troviamo in questa situazione di piattezza politica è anche dovuto alla nociva presenza delle donne che altro non hanno fatto che piegare al loro volere la legge,partorendo mostruosita’ come il divorzio,la legge merlin,la dubbia legge sullo stalking(dove è finita la lingua di dante?)che permette a qualsiasi ipocondriaca di denunciare chiunque non strisci ai propri piedi,tutto nell’unico delirante quanto subdolo disegno di conquista della supremazia.la vita non vi ha dato un ruolo dominante?nessun problema!la legge opportunamente addomesticata ed accecata ve la dara’..qualcuno non si vuole chinare?è un mostro!
      per quale motivo una donna che odia immotivatamente gli uomini è un esempio di emancipazione bla,bla,bla,ed un uomo piu’che motivato ad odiare invece non gode della stessa stima ?sono fermamente convinto che l’unica donna buona è quella morta..

      • L’unico ruolo biologicamente subalterno è il tuo. Da quello che dici si evince la tua totale incapacità mentale ed emotiva, quindi sei più stupido e le persone stupide come te hanno ridotte capacità di sopravvivenza perchè sono fonte di guai per se stessi. Se basi i tuoi sproloqui sulla forza fisica ma, sono sicura di conoscere moltissime donne molto ma molto più forti di te fisicamente ma soprattutto moralmente. Tutto il tuo livore è evidentemente dettato dal rifiuto datoti dalla società in generale. La tua invidia biologica nel non poter dare al mondo una vita (e vista la tua ristrettezza mentale nessuna donna ti permetterebbe di essere padre)ti porta ad esporti al ridicolo perchè, anche se non ti piace ricordarlo sei nato da una donna. L’unico suggerimento che posso darti e di rivolgerti ad un buon psichiatra per curare queste tue turbe comportamentali, ne ricaverai giovamento, e forse imparerai il giusto modo di proporti alla società non sentendotene escluso come ora

      • spiacente,ma le mie capacita’intellettive rientrano nella media,seppur bassa ,della maggior parte degli esseri umani..questa risposta rabbiosa nei miei confronti non è altro che la conferma di cio’ che sostenevo:la vostra ridotta percezione del mondo ed il vostro enorme egocentrismo(quante volte usate “IO”in un discorso?..)vi acceca a tal punto di non potere ammettere di essere nel torto.non invidio assolutamente nessuna donna,non è tra le mie aspirazioni cagare marmocchi.in quanto metterne in cantiere uno con chichessia,sono fuori dal gioco da tempo.se non piegarsi vuol dire essere pazzi,ammetto di essere un incurabile pazzo furioso.della societa’me ne sbatto almeno quanto la societa’se ne sbatte di me,ci ignoriamo a vicenda convivendo benissimo.

      • Ora io davvero non volevo trascinarmi così in basso fino al punto di dover controbattere a individui spregevoli come te. Ritengo infatti che per casi come il tuo l’unico argomento convincente sia un buon mese di prognosi in un reparto di traumatologia… ma in fin dei conti non meriteresti nemmeno l’assistenza di qualche premurosa infermiera che allevii le tue pene. No, meglio lasciarti nella pozzanghera del tuo dolore e della tua solitudine a cagare sangue. Non meriteresti neanche una risposta per l’uso ripugnante che fai della lingua italiana e in particolare della sua punteggiatura, oltre che per l’aberrazione patologica che trapela da quello che dici. Sento però l’impulso di farlo non tanto per spiegare qualcosa a te, le tue miserrime capacità intellettive, ben al di sotto della media nazionale, non ti permetterebbero di comprendere il senso anche più grossolano di quello che dico, bensì per mostrare ai lettori del blog che posizioni come le tue, che comunque non vanno censurate per amor di libertà di espressione, si basano solamente su ignoranza, odio, disprezzo, rancore, volgarità e probabilmente una fortissima dose di frustrazione personale… insomma tutta la merda che hai nel cervello.
        Parto dalla presunta inferiorità biologica. E’ evidente che per te superiorità e inferiorità si misurano solo in base alla prestanza fisica… ma ti sei mai accorto che, come per altro avviene praticamente sempre in natura, è la femmina che sceglie il maschio di cui essere partner? Normalmente nel mondo animale ciò avviene dopo che nel corteggiamento proprio il maschio ha dimostrato migliori capacità di sopravvivenza. Inoltre la scelta, come ampia letteratura in materia potrà dimostrarti, avviene in base alla complementarietà dei sistemi immunitari della coppia. Ergo ti pongo due domande. Prima, se vogliamo parlare di “superiorità” (termine assolutamente fuori luogo e mai utilizzato nella letteratura scientifica) secondo te chi è superiore? chi sceglie o chi viene scelto? Seconda, se nessuna femmina della tua specie ha mai scelto te (se non dietro compenso in denaro) non ti viene qualche dubbio sulla tua virilità e adeguatezza come maschio dominante? Insomma ciccio, se non ti tira fatti prescrivere del viagra e non venire qui a sbatterci in faccia la tua ansia da prestazione! Perché l’abbiamo capito tutti… è di quello che si tratta.
        Nell’evoluzione della storia quello che l’uomo ha cercato di fare, nel tentativo di elevarsi dal rango di bestia e non sempre con successo ovviamente, è sostituire le ragioni della forza bruta con quelle dell’intelletto (e ciò principalmente nella lotta per l’accaparramento di risorse limitate). Dal diritto romano in poi, si è scelto di non subordinare più il successo, la ricchezza, la sopravvivenza, la supremazia dell’uno sull’altro, alla dotazione fisica di nascita. Si è deciso invece che i canoni sui quali contare sarebbero stati impegno, ingegno, intelligenza, capacità analitica e cultura. Non discuto sulla bontà di scegliere un criterio piuttosto che un altro per determinare chi abbia accesso a determinati beni o posizioni e nemmeno dimentico l’evidenza che assai spesso, anche oggi, le ragioni della forza bruta e della violenza prevalgano sulle altre (guerre, prevaricazioni, omicidi, stupri ne sono la dimostrazione). Dico solo che questo è il criterio selettivo scelto dalla nostra società e che il voler riportare il processo di attribuzione del valore individuale, come tu pretendi di fare, alla supremazia fisica di un individuo su un altro non solo è anacronistico e contrario al progresso morale, scientifico ed intellettuale degli ultimi 3000 anni, ma avrebbe anche il risultato di farci tornare ad essere delle vere e proprie bestie perennemente in lotta per soddisfare i propri istinti primari… un po’ come te insomma.
        Sai bene che chi ha cercato di riportare in auge tali criteri con estrema forza nel secolo precedente sono state ideologie come quella nazista e fascista, in parte avvallate da chi pretendeva di essere detentore di un’ aprioristica superiorità morale perché di natura sovrumana (cioè le religioni), ed è evidente come questi siano i tuoi riferimenti politici e culturali. Sei un nostalgico del fuhrer e del duce? hai la svastica tatuata sulla chiappa destra? vuoi sterminare ebrei, negri, zingari e terroni? Ma allora, dato ciò, come ti permetti di parlare della politica di sistemi che si fondano proprio sul rifiuto dei tuoi valori? Se come affermi te ne sbatti della società e (grazie a dio) la società se ne sbatte di rifiuti come te, cosa cazzo te ne strafotte della “piattezza della politica odierna”? tanto è la politica di uno stato che tu non riconosci come tale nei suoi più intimi presupposti. Che ti interessa di una nazione che nella sua carta costituzionale sancisce la parità tra i sessi? Non saranno certo due leggi sul divorzio e l’aborto a irritarti, bensì i principi di base sui quali si fonda l’azione legislativa stessa, il sistema di rappresentanza che prevede il suffragio universale e molto altro. Non ha proprio senso disinteressarsi della società e poi sbraitare contro di essa perché non funziona in base ai folli criteri di violenza e prevaricazione che ti auguri tu. Semplicemente continua la miseria della tua esistenza come spazzatura al margine di una società che non comprendi e che odi e continua pure a urlare la tua frustrazione, noi ci divertiamo a leggere stronzate del genere e ne traiamo spunto per argomentazioni ben più nobili benché fuori dalla tua portata. L’unico rischio di cui onestamente ci preoccupiamo è che tutta la brutalità e la rabbia che governano il tuo cervello ad un certo punto si sfoghino contro una ragazzina di 8 anni persa un attimo di vista dalla madre ai giardini o contro una prostituta in un vicolo buio… non vorremmo insomma ritrovarti poi nei notiziari delle 20. Ia possibilità in effetti mi pare proprio ci sia.

  1. Brava!L’ 8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne.
    Era il 1907: Clara Zetkin, dirigente del movimento operaio tedesco, organizza con Rosa Luxemburg, (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna.
    Ma la data simbolo è legata all’incendio divampato in un opicificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.
    Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago.
    Il percorso dell’8 marzo si snoda in quasi un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, con tanti sistemi di governo, più volte interrotto, ma che con grande tenacia hanno sempre ripreso con l’obiettivo dell’emancipazione e della liberazione delle donne a sostegno dei diritti collettivi.

    La vera “esplosione” in termini di popolarità e di partecipazione, l’8 marzo l’avrà negli anni ’70.
    La prima manifestazione femminista, risale al 1972 e si svolse a Roma. La celebrazione dell’8 marzo, raggiunge una grande espansione nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi.

    Questa ricorrenza, in questa fase storica- politica e sociale del nostro Paese, assume particolare importanza PERCHE’ si ripresenta ancora una volta l’esigenza di difendere la storia del nostro Paese, dai tentativi di revisionismo:
    e quindi di conseguenza necessità di difendere i VALORI della nostra Costituzione, conquistata con tante lotte che hanno visto protagoniste anche noi donne.

    Difendere questi VALORI significa anche impegno a difendere la PACE:
    In questo impegno di ieri e di oggi, le donne hanno avuto ed hanno un ruolo determinante – a dire il vero non sempre riconosciuto.Facciamoci sentire, daimo voce a chi voce non ha più ho non l’ha mai avuta.
    Se non ora quando?????

    • Verissimo, finalmente si parla della Giornata internazionaale della donna. Non puà essere fest fino a quando una don na soffer.

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