Gufata dopo gufata…il ranking è sceso: ecco perchè

Ed adesso c’è rimasta solamente l’Inter, che tra l’altro ha poche possibilità di passare il turno, nonostante sia superiore al Bayern Monaco. Quest’anno potremmo rimanere a bocca asciutta in Europa e non ne beneficia certo il nostro oramai famoso Ranking Uefa. Ma cos’è e come funziona questo ranking? Si tratta di un sistema per classificare squadre e nazionali a livello europeo e decidere quante e di quali paesi avranno l’accesso alle competizioni come Champions League ed Europa League. Il coefficiente UEFA per le squadre di club è determinato dai risultati ottenuti da ogni squadra nelle competizioni europee delle ultime cinque stagioni. Il punteggio totale si ottiene sommando ai punti conquistati da ogni squadra un coefficiente fisso, pari al 20% del coefficiente nazionale relativo alla stagione in corso. Per esempio, gli 11.375 punti del coefficiente dell’Italia, per la stagione 2008-09, hanno garantito 2.275 punti ad ogni formazione italiana, comprese quelle che non hanno preso parte alle competizioni europee in quella stagione.

I punti ottenuti da ogni squadra sono calcolati nella misura di 2 per ogni vittoria e 1 per ogni pareggio, cui vanno aggiunti i seguenti bonus: 4 punti (3 fino alla stagione 2008-09) per la qualificazione per la fase a gironi della Champions League,5 punti (1 fino alla stagione 2008-09) per il raggiungimento degli ottavi di finale della Champions League, 1 punto per il raggiungimento dei quarti di finale, delle semifinali e della finale di entrambe le competizioni continentali.

Perchè quindi abbiamo praticamente perso la quarta squadra in Champions? Semplice. Quest’anno l’annata meno recente che veniva presa in considerazione era quella del 2005/2006 (15357 punti per noi e 10437 per la Germania), ovvero quando il Milan arrivò in semifinale e Juventus ed Inter uscirono ai quarti, con le tedesche tutte fuori agli ottavi e nonostante la figuraccia in Europa League, col solo Livorno (!!) ai sedicesimi conservammo un bel vantaggio. Quel vantaggio che ci ha consentito di restare avanti quest’anno, ma il prossimo anno quell’annata non verrà più presa in considerazione. L’ultima sarà quella 2006/2007, che l’Italia ha comunque chiuso avanti grazie al Milan campione d’Europa (2-1 al Liverpool in finale) ma con un vantaggio più risicato, che non copre gli sfaceli delle ultime tre edizioni, dove la Germania è sempre andata meglio di noi. L’anno scorso i tedeschi hanno fatto un punteggio record, ovvero circa 18000, grazie ad una semifinalista in Europa League e una in finale di Champions League (che se il Bayern avesse vinto voleva dire già sorpasso).

Come  sono le prospettive per il futuro? Pessime. Sia perchè quest’anno abbiamo fatto nuovamente schifo e sia perchè man mano che scorrono le stagioni il nostro distacco aumenta sempre più, mentre la Germania fra due anni non avrà superato solamente noi, ma anche la Spagna (a meno che Barcellona e Real non facciano qualcosa di eclatante quest’anno). Otto punti di coefficiente da rimontare per noi sono tanti, ci potrebbero volere anche cinque anni per colmarli. Magari la prossima volta gli italiani ci penseranno due volte prima di “gufare” le altre squadre italiane per le quali non si fa il tifo.

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Processo Mills… A due passi dalla prescrizione

In questi giorni l’attenzione mediatica relativa ai fatti giudiziari del premier Silvio Berlusconi è tutta concentrata sul “processo Mills”, che vede il Presidente del Consiglio imputato del reato di corruzione in atti giudiziari. E’ prevista per domani, infatti, la ripresa delle udienze nel procedimento a suo carico, del quale ripercorriamo, brevissimamente, la travagliata storia.

L’avvocato Mills era consulente della Fininvest per la finanza estera inglese, ed è stato condannato in primo e secondo grado per corruzione  in atti giudiziari e falsa testimonianza in favore di Silvio Berlusconi.

Il processo era nato proprio da una lettera dello stesso avvocato Mills, al suo commercialista, Bob Drennan, dove Mills  dichiarava che Berlusconi aveva versato in nero sul suo conto in Svizzera 600.000 dollari. Il versamento sarebbe stato dovuto alle testimonianze reticenti rese dinanzi al tribunale di Milano dove, nel processo per corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di  All Iberian, Mills non disse tutto quello che sapeva, per tenere indenne Berlusconi. Mills disse testualmente al suo commercialista “Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai”. A Londra, il commercialista, una volta  letta quella lettera, denunciò il suo cliente al fisco inglese per corruzione ed evasione fiscale.

Dalle motivazioni della sentenza della Cassazione dello scorso anno emerge come risultò provata la corruzione in atti giudiziari a seguito delle testimonianze, ritenute false e reticenti, rese nell’intento di favorire Silvio Berlusconi. Il prezzo? “600mila dollari e la promessa di tale compenso nell’autunno 1999”.

Un anno fa, come sappiamo,  la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per “intervenuta prescrizione del reato”, ma riconoscendo colpevole Mills di danno all’ immagine dello Stato. Nella stessa sentenza, la Corte riconosce che il reato è stato commesso e che Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills.

D’altronde la “prescrizione” non significa che sia stata accertata l’innocenza dell’imputato, ma è un proscioglimento tecnico per motivi esclusivamente procedurali. La prescrizione, infatti, non è altro che l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. La sua finalità è quella di evitare di punire fatti dopo che sia passato molto tempo dalla loro verificazione, perché proprio il passare del tempo fa venir meno l’interesse dello Stato a punirne la relativa condotta.

La prescrizione, quindi, non ha nulla a che vedere con la assoluzione.

E proprio a seguito dell’applicazione della prescrizione l ‘avvocato inglese David Mills è sì colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l’imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest – All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa.

Della condanna di primo grado, che era stata confermata anche in appello, resta valido solo il risarcimento del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Quindi Mills, il corrotto, deve risarcire la presidenza del Consiglio, presieduta da Berlusconi, il corruttore, che fantastico paradosso!. Il filosofo Zenone non sarebbe stato in grado di coltivarne uno migliore.

La cassazione, sostanzialmente, ha dovuto risolvere un problema di date: quando fu commessa quella corruzione? La Corte ha deciso che Mills si era impadronito di quei soldi già tre mesi prima, e cioè quando fornì le istruzioni per far entrare quella tangente in un precedente contenitore (il fondo Giano Capital), dove i soldi dell’avvocato inglese erano mescolati con quelli di altri suoi clienti. Da questa seconda data, a differenza che dalla prima, sono ormai passati più di dieci anni, per cui la corruzione è stata dichiarata prescritta.

Ovviamente se c’è stato un corrotto è evidente che ci sia stato anche un corruttore. Non è un’ eresia allora credere che, come Mills sia stato ritenuto colpevole per essere stato corrotto da Berlusconi, il premier dovrebbe essere ritenuto colpevole per aver corrotto l’avvocato inglese.

La domanda che ci poniamo, quindi, è la seguente: cosa si prevede che accadrà nei confronti di Berlusconi, la cui posizione nel processo ancora non è definita?

La risposta è estremamente semplice. I PM ritengono che, per il medesimo fatto per il quale è stata definita la prescrizione del reato nei confronti di Mills, trattandosi dello stesso fatto incriminato, il Tribunale dovrà dichiarare la prescrizione anche nei confronti del Premier. Questo dovrebbe accadere probabilmente (settimana più o settimana meno) nel novembre prossimo.

Pertanto il processo potrà continuare, ma sarà difficile arrivare a una sentenza di primo grado, e ancora più arduo sarà chiudere in tempo anche l’appello e la Cassazione. Berlusconi, in questo processo, originariamente era imputato insieme a Mills, ma la sua posizione venne separato per effetto del lodo Alfano, in seguito dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale per violazione del principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Si fa presto a far tornare i conti, se solo si considera che il rinvio alla data di domani nei confronti di Berlusconi (con circa un anno di ritardo rispetto alla conclusione del processo nei confronti di Mills) è dovuto proprio alla legge del Ministro Alfano che, per sospendere il processo, sospese tutti i termini pendenti nei suoi confronti.

La prescrizione, che non fa rima con assoluzione, per Berlusconi è davvero vicina, anzi, a due passi.

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