Immigrati: lo show

Bloccata dall’incapacità di risolvere il problema dell’immigrazione, la rappresentanza del Governo che nei giorni scorsi hanno fatto tante chiacchiere e pochi fatti si è recata oggi in quel di Lampedusa, guidata dall’Impreatore Maximo B in persona.

È stato un vero e proprio show, uno di quelli a cui ci ha abituato il miracolato e miracoloso Silvio negli scorsi anni. E così come per il problema dei rifiuti a Napoli (ancora oggi irrisolto), il copione si ripete, con l’annuncio della soluzione del problema nel giro di 48-60 ore, insieme a tutta una serie di butade pubblicitarie degne del peggior venditore di materassi in TV. Il Premier è arrivato a Lampedusa per fare quello che sa fare meglio, propaganda elettorale. D’altronde i risultati degli scorsi anni gli hanno sempre dato ragione, non ha senso cambiare il copione. E così vengono fatte le solite promesse, un piano per ri-valorizzare Lampedusa dal punto di vista turistico, sgravi fiscali (questi non mancano mai), per finire con l’annuncio della casa acquistata su Internet in nottata dal Premier in persona, cosicché possa sentirsi anche lui un “lampedusano”. Addirittura ha parlato di “premio Nobel per la pace a Lampedusa”. Incommentabile.

E gli immigrati? E i problemi di questi giorni? Quali sono le soluzioni? Chi lo sa. Vengono date indicazioni poco precise, basate soprattutto sulla strategia del rimpatrio forzato (“fora da i’ bal”, come dice Bossi) e di accordi con il nuovo governo tunisino per riaccettare in patria i clandestini fuggiti. Insomma, la strategia del nostro Governo, che finora è stata assolutamente fallace e  poco risolutiva sotto tutti i fronti, con l’Italia che insiste per essere aiutata dall’Europa, che annuncia la collaborazione di tutte le regioni italiane per aiutare l’isola di Lampedusa (finora solo la Puglia ha accolto circa mille profughi), che propone soluzioni aleatorie, si trova ad un punto morto. Senza considerare le condizioni in cui risiedono i poveri cittadini lampedusani, abbandonati al loro destino, con un’isola che non può sostenere gli arrivi di migliaia di profughi senza un’opportuno “scambio” con altri centri, magari in tutta Italia, e che si ritrovano oggi il Premier tirato a lucido che fa promesse su promesse, ma che non propone alcun fatto concreto, se non un ipotetico rimpatrio a breve di parte degli immigrati. E ora c’hanno pure un abitante in più, l’Imperatore Maximo in persona (amara ironia).

E non dimentichiamo i poveri migranti, clandestini, profughi, gente che ha sfidato il mare, che ha investito i risparmi di una vita per fuggire da una realtà che non vuole vivere, madri incinte, ragazzi di vent’anni che vogliono un futuro in una nazione libera, che si ritrovano in condizioni disumane in un centro d’accoglienza che è pieno ormai oltre cinque volte la sua capienza. È questo il massimo che l’Italia può fare? L’Italia, quello stesso popolo che subito dopo la seconda guerra mondiale emigrò in massa in tutto il mondo, quello stesso Paese che si è trovato con quattro milioni dei suoi abitanti imbarcati con l’iconica valigia di cartone legata con lo spago, nascosti nelle navi, diretti a Libery Island negli USA, alla ricerca di un futuro, di una possibilità, trattati come capi di bestiame. Cosa abbiamo imparato da questa lezione del passato? Assolutamente nulla, stiamo trattando delle persone, degli uomini e delle donne come un fastidio, qualcosa che sta invadendo e “sporcando” la nostra penisola. Nel 2011 ancora non siamo in grado di fare una politica atta all’integrazione, ad una società multiculturale, moderna, figlia di questo mondo che sta cambiando, che è già cambiato. Senza contare che tanti di questi profughi che arrivano in Italia lo fanno solo di passaggio, le loro mete sono altre, la Francia, la Germania e il resto d’Europa. Evidentemente anche loro lo sanno che qua da noi non è che si stia così tanto bene se cerchi di cambiare la tua vita e fuggire da una situazione opprimente.

È un problema complesso, che va analizzato sotto tanti punti di vista, senza sottovalutare il fattore del rischio criminalità, ma anche lo sfruttamento del mercato dell’emigrazione da parte di chissà quali organizzazioni criminali che mettono delle persone su delle bagnarole per migliaia di euro, senza garantire nulla. Se ti va bene, sarai trattato come una bestia, e verrai forse addirittura rimandato indietro. Questa è l’unica garanzia. Eppure queste persone ci provano lo stesso.

Questo dovrebbe farci capire quanto hanno bisogno di andare via dalle loro nazioni.

I problemi non si risolvono con le chiacchiere ed i proclami. Non facciamoci abbindolare.

E nel frattempo oggi a Roma si discute sul processo breve. Come dire, facciamo casino da un’altra parte, cosicché si distolga l’attenzione. Benvenuti in Italia.

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2 pensieri su “Immigrati: lo show

  1. Che dire… sono all’estero e non riesco a seguire bene le notizie, grazie a voi ora so che quello che temevo si e” avverato, altro show, altre cazzate e altri creduloni in giro che continuano a gridare meno male che silvio ….

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