È tutta colpa dei giudici

È un copione già visto quello andato in scena oggi per l’udienza che vede coinvolto Silvio Berlusconi come imputato -insieme ad altre dieci persone- per il processo sui diritti TV Mediaset. Immancabili i sostenitori dell’Imperatore Maximo fuori dall’aula del tribunale, e immancabile show fatto di dichiarazioni e accuse, i ruoli ancora una volta ribaltati, un imputato – Berlusconi – che entra a sostenere un processo accusando la giustizia e i giudici.

“Accuse completamente inventate” secondo il Premier, l’ennesimo tentativo di ribaltone politico attuato dai giudici. E lo spunto è chiaro, si torna a parlare di quella famosa riforma della Giustizia che serve a “portare la magistratura a essere quello che deve essere, non quello che è oggi, un’arma di lotta politica” (via | Repubblica.it). Insomma, siamo alle solite. Le parole del Premier ripetute quasi ogni giorno da anni, contro quella magistratura che vuole a tutti i costi danneggiarlo per fini politici, contro una Giustizia che va assolutamente riformata perché non equa. Certo, poi viene qualche dubbio nel vedere una dichiarazione del genere fatta da chi le leggi le fa mentre è contemporaneamente imputato in un processo (e non soltanto uno), un processo che riguarda un’azienda televisiva di cui è proprietario. Insomma, ci troviamo di fronte ad un perfetto riassunto di quello che rappresenta il conflitto di interessi totale che vive il nostro Paese. La disperazione che prende leggendo dichiarazioni del genere è come sempre completa e inarrestabile, alimenta quell’enorme sentimento di stanchezza che pervade non soltanto il nostro povero Premier perseguitato dai giudici, ma anche in tutti noi semplici cittadini che dobbiamo assistere all’ennesimo teatrino propagandistico anche fuori dalle aule di un tribunale.

Pensate, pullman di sostenitori da tutta Italia, un palco montato (ma poi fatto sgomberare), gente che canta “Menomale che Silvio c’è”… questo è lo specchio del Paese. Cadono ancora una volta le braccia, cadute ormai infinite volte, che quasi passa la voglia di raccoglierle. Non ci viene risparmiato niente in questo tremendo spettacolo ormai quotidiano di totale decadimento della politica e della vita del Paese. Si torna anche a parlare di Ruby. Pensate, lui l’aveva aiutata. “Alla ragazza ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse”. Che bontà. E poi ancora “Io sono sempre cortesissimo e ho chiesto un’informazione, preoccupato per una situazione che poteva dar luogo a un incidente diplomatico. Successivamente mi è stato risposto che la ragazza non era egiziana, ed è caduto tutto. Quindi non c’è alcuna concussione. Accuse risibili, demenziali e infondate.” (via | Repubblica.it) Certo, le accuse sono risibili, demenziali e infondate. Le accuse.

Insomma è tutto un complotto contro di lui, le sue aziende, i suoi soldi, la sua politica. Ancora una volta protagonista dei titoli dei giornali la sua storia giudiziaria, mentre il Paese è ormai allo stremo, pieno di emergenze irrisolte e colpito da un’evidente incapacità del Governo a risolvere i nostri problemi. L’unica cosa che riescono a fare, e su cui lavorano benissimo e a tempo pieno, sono proprio le vicende giudiziarie del Premier. Le altre cose rimangono in secondo piano. Poco importa della disoccupazione dilagante, dell’emergenza rifiuti, della città dell’Aquila ancora abbandonata a sé stessa, del problema immigrazione. L’importante è riformare la Giustizia politicizzata e cattiva. Le altre cose sono molto meno importanti.

Ah no, aspettate, c’è stata una bella idea riguardo al problema degli immigrati, e al fatto che l’Europa ci abbia risposto picche. Un’idea che definirei illuminante. Non pago degli acquisti (fittizi?) immobiliari nell’isola di Lampedusa che verrà proposta come Premio Nobel per la Pace (e qui ridiamo, ma per non piangere), di fronte ad un’Europa che ci tratta come l’ultimissima ruota del carro, l’idea geniale è arrivata: “O fanno come diciamo noi, o ci separiamo.” Mi sembra un’ottima idea di “politica creativa”, in Europa staranno di sicuro tremando di fronte alla terribile minaccia della fondamentale Italia. Insomma, non contenti della assoluta poca credibilità diplomatica internazionale, dei fallimenti sotto tutti i fronti (siamo riusciti a “strappare” la faccenda dei rimpatri con la Tunisia e basta), del fatto che l’Europa ci tratti come dei cretini che non contano niente, l’idea più brillante che viene al nostro Premier e ai suoi seguaci è di “separarsi dall’Europa”. Bene così. Non ci facciamo mancare niente, dai.

Di fronte a tutti questi fallimenti, perché non se ne tornano tutti a casa? Basta, non ce l’avete fatta, non avete risolto niente, non avete affrontato niente. Tornate a casa, deponete le armi e le iniziative, non è più il vostro tempo, cari governanti.

 

Ah no, non si può. Prima bisogna riformare la giustizia, perché è tutta colpa dei giudici.

 

 

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2 pensieri su “È tutta colpa dei giudici

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