Boris: un flop da segno dei tempi?

Una serie televisiva ambientata nel “dietro le quinte” del frivolo set de Gli occhi del cuore: una fiction come tante, tra sceneggiature insignificanti, interpreti incapaci e professionisti disillusi. Una meta-serie originale e ironica, con colonna sonora di Elio e le storie tese, un cast d’eccezione e un’incredibile lista di guest star d’eccezione: da Corrado Guzzanti a Paolo Sorrentino e da Laura Morante a Filippo Timi.

Nel 2011 la serie tv si sposta sui grandi schermi delle sale italiane nella versione di un film ambientato nel set de La casta: l’interpretazione cinematografica del noto libro-inchiesta dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Boris comincia con un Renè Ferretti (Francesco Pannofino) all’opera con le riprese del film Il giovane Ratzinger, che decide di abbandonare a causa delle continue intromissioni di una Rete che gli impedisce di lavorare liberamente.

Incappato a guardare l’ennesimo cinepattone al cinema, Renè decide di rimettersi a lavoro, stavolta mirando a realizzare una pellicola impegnata… La storia prosegue intrecciando una trama sarcastica e avvincente con la rappresentazione acuta e sarcastica di una fotografia dell’Italia odierna.

Boris è ambientato in un Paese in cui le fiction beneficiano di circa 300 milioni all’anno e il cinema di appena 40 milioni. In un Paese in cui i cine-panettoni totalizzano il record di incassi con il beneplacito di case cinematografiche che puntano al profitto e mai alla qualità.

Boris è inserito in un luogo in cui i teatri si riempiono di risate per gli spettacoli di un noto Martellone e dei suoi insulsi tormentoni, tra “Bucio de culo” e “Sti cazzi”. In un contesto in cui la più capricciosa e incapace delle attrici è candidata a Strasburgo.

Boris è girato nella patria di giovani talenti sfruttati da ricchi sceneggiatori che fanno la bella vita speculando sulle loro ambizioni, e dove la passione e la genialità soccombono sotto il peso di un sistema che non trova spazio per loro.

Boris è perfettamente impiantato all’interno del contesto italiano, dove le sale vuote davanti alla proiezione del film sembrano dare un’ulteriore dimostrazione di quanto il flop di una pellicola possa rispecchiare i tanti flop di questo Paese.

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4 pensieri su “Boris: un flop da segno dei tempi?

  1. proprio così……un ritratto dei nostri tempi e delle contraddizioni della nostra società.
    Ironico, disincantato e amaramente divertente.
    L’unico neo, secondo me, è che il Film sia un tutt’uno con la serie e questo lo rende poco accessibile a chi la serie se l’è persa. per questo consiglio vivamente di recuperarle e guardarle tutte! e poi, bisogna proprio dirlo:
    Grande Sky! finalmente qualcuno che riesce a produrre belle cose nella monotonia del panorama televisivo italiano…speriamo che continui così… ciao!

  2. Sono parzialmente d’accordo col tono dell’articolo. Non credo che il flop al cinema sia da attribuire alla scarsa attenzione del pubblico nei confronti del film: la serie “Boris” un suo pubblico ce l’ha, e pure bello numeroso. Ma è un pubblico giovane che è abituato a guardare la serie in streaming o a scaricarla da internet. In moltissimi hanno visto il film: ma l’hanno fatto dal divano di casa. Siccome il cinema è anche marketing, i produttori del film avrebbero potuto prevedere questa situazione e magari organizzarsi meglio, facendolo uscire in un periodo dell’anno diverso, per esempio in inverno.
    Per quanto riguarda i fondi destinati alle fiction, direi che lo scandalo maggiore sta nel genere di prodotti che vengono finanziati con quei 300 milioni di euro, ovvero agiografie di papi e preti che il Vaticano potrebbe benissimo prodursi da solo…

  3. @ Playmobil: effettivamente se fossi stata una delle produttrici del film avrei mirato ad una pubblicità diversa. Andando al cinema i fans di Boris avrebbero potuto lanciare un segnale, e far capire che qualcuno si è rotto le palle dei vari cine-panettoni e filmettini superficiali. Ed inoltre avrebbero premiato il talento di tutti quei professionisti che hanno lavorato a questo progetto e di certo avrebbero meritato un maggiore successo per lo splendido lavoro svolto… 😉

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