Quanta moderazione!

httpv://www.youtube.com/watch?v=gjpvj1AmfjY

Nonostante le invocazioni ad una maggiore moderazione da parte del nostro Presidente Napolitano, arrivate proprio in questi giorni, la battaglia politica fatta di attacchi che esulano dal confronto programmatico continua inevitabile. Questa volta i protagonisti sono l’uscente sindaco di Milano Letizia Moratti e il candidato del centro-sinistra Pisapia. Tralasciando per un attimo le considerazioni prettamente giuridiche (Pisapia è stato assolto in Appello, tutte le accuse sono cadute, non certo per l’amnistia, a cui ha rinunciato), continuiamo a vedere un modo di fare politica del centro-destra tutto basato sull’attacco diretto all’avversario. Il grosso problema è che questo è un modo funzionale di fare campagna elettorale. Non è un caso che la “bomba” venga lanciata nell’ultimo intervento, impedendo una replica diretta dell’interessato. Le ragioni sono banali e semplici: le ultime cose dette sono quelle che rimangono di più impresse nella memoria dello spettatore. Naturalmente il cittadino critico, informato, documentato, si renderà immediatamente conto della falsità dell’accusa o quantomeno lo apprenderà successivamente dagli altri media e dagli altri giornali. L’obbiettivo di queste dichiarazioni invece, la famosa casalinga, l’anziano, la persona tendenzialmente disinformata, invece, ricorderà quest’ultima dichiarazione, gli rimarrà impressa nella memoria. Magari si guadagna solo qualche voticino in più, ma a pochissimi giorni dalle elezioni amministrative milanesi, in cui la situazione appare quantomeno incerta, ogni minimo voto accumulato potrebbe fare la differenza. È un modo di fare politica che è fuori dai tempi moderni, è fuori dalla “moderazione dei toni” tanto auspicata dal nostro Presidente della Repubblica. Evidentemente, quando una campagna elettorale arriva ai suoi rush finali, si rientra nella regola del “vale tutto”. Poco importa quante incertezze, falsità, bugie, vengano dette. L’importante è continuare ad attaccare l’avversario, delegittimarlo, metterlo in ridicolo, generare una situazione di distacco dalla realtà programmatica, che è quella che poi dovrebbe interessare il cittadino votante.

Non è la prima volta che succede e ormai in Italia, come per tante altre cose, cominciamo ad abituarci anche a questo. Anzi, ci siamo ormai già abituati. Più volte negli scorsi articoli abbiamo rimarcato di come tutte queste vicende finiscano poi nel dimenticatoio. Ed è proprio questa la vittoria principale di chi agisce in questi modi “poco moderati”: intanto si fa l’attacco, poco importa che sia di tipo giudiziario, diretto al privato, uno sfottò, una presa in giro. È la macchina del fango che opera a vele spiegate, quella macchina del fango più volte citata da Roberto Saviano. La delegittimazione, la rappresentazione dell’avversario come “nemico”, come qualcuno che non solo non ha un programma valido -anzi, quasi non importa- ma addirittura ha fatto delle cose terribili e innominabili. Il più delle volte sono accuse infondate, basate su vicende private veramente inutili, eppure ogni volta qualcosa rimane nella massa votante non-critica e non-informata. E poco importa che poi si venga puntualmente smentiti da fatti e da sentenze. Non è quello il punto, il risultato da raggiungere. L’obbiettivo e accalappiare l’elettore in più, quello che penserà “ah, che criminale, ah, che persona vergognosa.”

Il nostro benamato Premier ne ha fatto una scuola di pensiero, e tutta la politica dei suoi seguaci, dei seguaci del berlusconismo, è basata su questo tipo di attacchi. Concludiamo con il video del Maestro Assoluto di questa pratica. E non sappiamo se preoccuparci di più per l’Imperatore Maximo che afferma queste cose con una deprecabile e fuori luogo ironia, o della gente che sorride, applaude, e approva l’affermazione che all’opposizione “si lavano poco.” Argomento politico interessante questo, c’è da dirlo. Quanta moderazione.

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=NsFyYVtuqho

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Un pensiero su “Quanta moderazione!

  1. se i dati delle proiezioni saranno confermati, questa sarà la più bella e impagabile risposta che la gente milanese darà a chi crede che Milano, senza di loro, è impensabile!
    Dai! Dai!! Dai!!! Dai!!!!

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