Concorso in magistratura: la carica dei ventimila

Tra poco più di due settimane si terrà presso la Nuova Fiera di Roma il concorso in magistratura per trecentosessanta posti, bandito lo scorso autunno dal Ministero della Giustizia. I giorni 15, 16 e 17 giugno migliaia di persone, giovani e meno giovani, si riverseranno nella capitale piene di speranze, sogni e disillusioni. Da fonti ministeriali circola la voce che risultano iscritte circa ventimila persone; nella migliore delle ipotesi (o peggiore, dipende dai punti di vista) se ne presenteranno circa cinquemila. Questo perché, nei sei mesi che sono passati dalla chiusura del bando di partecipazione, qualcuno degli iscritti avrà inevitabilmente deciso di rinunciare.

Alcuni perché si saranno arresi all’immensa mole di studio, altri si saranno semplicemente dimenticati di essersi precedentemente iscritti, altri ancora perché, al tempo, si erano iscritti esclusivamente per tenersi viva fino all’ultimo la possibilità di scegliere se partecipare o meno. Del resto le spese da sostenere, anche solo per presentarsi, in quei giorni a Roma non sono di poco conto. Innanzitutto le almeno tre notti d’albergo, da sommare ai trasporti per recarsi nella capitale, cui va aggiunto il costo esuberante dei codici giuridici da portare in sede di concorso. Il conto, approssimando per difetto, è presto fatto. Quaranta euro al giorno per dormire, che moltiplicati per almeno tre notti (che diventano quattro per la metà dei candidati, dato che le consegne dei codici sono previste a seconda della lettera alfabetica il giorno 13 e 14 giugno) fanno centoventi euro. Poi il prezzo del viaggio che, tanto per tenersi bassi, non viene a costare meno di cento euro a testa, oltre ovviamente ai vari spostamenti in città. Dulcis in fundo non possiamo non annotare sul nostro bel taccuino il prezzo dei codici che, per quei quattro giorni, saranno gli unici compagni di viaggio di tutti i candidati. Sicuramente ho dimenticato qualche scontrino nella tasca di qualche giacca, ma ciò non toglie che le spese che ognuno dovrà sostenere ammonteranno all’incirca sui cinquecento euro. Tralasciamo le spese per mangiare, al limite ci penserà il “buon Dio” – come direbbe De André – a trovare il modo per saziargli lo stomaco.

Riassumendo, cinquecento euro in mezza settimana per sperare di rientrare in quel 7,2%, qualora si presentassero “solo” in cinquemila, percentuale che scende vertiginosamente all’1,8% circa qualora si presentassero tutti e ventimila. Insomma, se non si è preparati sembra davvero inutile presentarsi, motivo per cui saranno circa in tremila a consegnare tutte e tre le prove. Questo anche perché ogni persona può consegnare i tre scritti per tre soli tentativi nell’arco della sua vita.

Il fatto di essere in tanti può consolare, perché si possono condividere con tante altre persone le  emozioni e i sentimenti che pervadono i candidati; ma può anche abbattere, perché la carica dei ventimila farebbe paura anche a un supereroe di fama conclamata. Da qualunque lato la si guardi, ne resteranno poco più di trecento e l’imperativo è crederci.

In bocca al lupo a tutti, supereroi e non.

 

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2 pensieri su “Concorso in magistratura: la carica dei ventimila

  1. Credo sia più facile vincere il Superenalotto giocandosi una schedina da 500 Euro!!! 😀
    In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

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