Referendum: ce l'abbiamo fatta

Ci hanno provato in tutti i modi: hanno sminuito la campagna, non li hanno accorpati con le elezioni amministrative, hanno invitato all’astensionismo, hanno fatto decreti per spostare in là di qualche anno il nucleare, l’informazione elettorale televisiva che rasenta lo zero assoluto, date sbagliate annunciate nei TG nazionali, esponenti politici che parlano ad urne ancora aperte, ormai non sapevano più cosa inventarsi.

Eppure il quorum è stato raggiunto, l’Italia ha risposto in maniera meravigliosa alla chiamata dei referendum, il momento più importante per i cittadini, il momento in cui possono decidere del proprio futuro. La vittoria è nostra, vostra, di tutte le persone che si sono rimboccate le maniche da mesi, dei comitati elettorali, dei social network e dei blog che ancora una volta hanno dimostrato tutta la loro potenza, la potenza che viene dal basso, la potenza del popolo, la vera democrazia. Il boicottaggio verso questi referendum è stato palese, selvaggio, in alcuni casi ai limiti della legalità, tutto all’italiana, come siamo abituati ormai da tempo. Ma la gente si è stancata, i cittadini si sono stancati di tutto questo. Lo avevano già dimostrato nella tornata elettorale delle amministrative. “Il vento sta cambiando” dicevamo. Oggi possiamo dire che il vento è cambiato. Il popolo italiano può ammirarsi e amarsi oggi, perché è riuscito in un’impresa storica, perché ha urlato a squarciagola che non vuole il nucleare, non vuole l’acqua privatizzata, non vuole il legittimo impedimento. E i politici dovranno darne conto adesso.

Ci siamo ripresi con la democrazia, con la forza delle parole, con l’impegno della gente comune quel pezzo di decisioni sul nostro futuro, un futuro che appartiene soltanto a noi e ai nostri figli. Ciò che colpisce di più non è tanto la valutazione politica dietro al voto (che pure andrà fatta), la vittoria non è stata “contro Berlusconi.” Anzi, colpisce quanto poco si sia parlato dell’Imperatore dimezzato in vacanza in Sardegna in questi giorni, a nessuno importava. Questa vittoria è prima di tutto una vittoria del cittadino libero, una vittoria di un popolo che vuole riprendere in mano le sorti di un Paese che sta andando allo sbando. È il ritorno alla politica dal basso, all’attivismo, ai movimenti che non si sono schierati dietro nessuna bandiera, movimenti lontani dai partiti. Semplici ragazzi e ragazze, nonni, maestre, operai, chiunque si è attivato per la campagna. Ed ancora una volta bisogna sottolineare l’immensa potenza della rete, di internet, dei social network. Le campagne sui referendum sono state un’infinità (anche noi abbiamo dedicato un ampio speciale, come sapete, se ci seguite sempre.) Sono partite dal semplice Facebook, da Twitter, e si sono sparse a macchia d’olio nella real life, con volantini, gente con i cartelli, il passaparola.

Ricorderemo questo Referendum come un’enorme festa della democrazia, il giorno in cui il popolo italiano ha dimostrato che non si è addormentato, che non si è rassegnato, che ci crede ancora. Sarà compito adesso della classe politica cogliere il segnale da questa stupenda vittoria. Il Governo è in ogni caso giunto al capolinea, questo ormai sembra chiaro, poco importa che trascini le sue stanche membra ancora per qualche anno o meno. L’epoca del berlusconismo è finita. Ne abbiamo avuto assaggio alle scorse elezioni, e oggi abbiamo la conferma scritta in calce che è proprio così. Il tappo è saltato, l’Italia vuole un cambiamento forte e deciso.

E se non ci aiuta la politica, abbiamo dimostrato che possiamo benissimo farcela da soli.

Ci siamo ripresi il nostro presente, così come ci siamo ripresi il nostro futuro.

 

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4 pensieri su “Referendum: ce l'abbiamo fatta

  1. Un grande risultato. Peccato che gran parte dei politici di sinistra stanno salendo sul carro dei vincitori senza meritarlo.
    Ma ora quale sarà il futuro del governo? Per me andare alle elezioni anticipate con questa legge elettorale mi sembra inutile… ma non credo la cambieranno, fa troppo comodo a tutti (destra e sinistra).

    • La sinistra sale sul carro dei vincitori?
      Non c’è problema quando siamo noi a condurre
      e loro dietro a spingere, non credi ? 😉

      Il quorum è stato superato del 4,8% (dati del Viminale).

      La questione è:
      il tardivo contributo dei Partiti
      (PD, Casini, Fini etc.) è stato utile per la causa?

      Festeggiamo per questo risultato e iniziamo a puntare più in alto:
      è il momento di aumentare la nostra partecipazione nelle scelte del paese!

  2. No il problema non sussiste, l’importante è aver ottenuto il risultato.
    E’ solo triste (per loro stessi) vedere come partiti che secondo me non hanno nè capo nè coda (PD, FLI in particolare) cerchino di prendersene i meriti. Il loro contributo è trascurabile: questa è una vittoria innanzitutto dei cittadini e poi di Di Pietro,Grillo e di tutti quelli che hanno creduto fin dall’inizio che il quorum poteva essere raggiunto.

  3. Soddisfatto ed eccitato per questo risultato, perchè prima di tutto viene dal basso e non dalla politica, non posso che concordare con Paolo…
    In primis Bersani e tutta la banda bassotti del Pd iniziassero a comunicare con il popolo, e non con Casini e Fini. Ricordiamo che sulla privatizzazione dell’acqua fino a due mesi fa erano tutti d’accordo, destra e sinistra.
    Seconda cosa…è triste, purtroppo, dover parlare di risultato storico.La NORMALITÀ dovrebbe essere che un referendum raggiunge il quorum, la NORMALITÀ dovrebbe essere che il cittadino è chiamato non solo ad abrogare le leggi, ma anche a proporle attraverso referendum. Il referendum è l’unico strumento che abbiamo per mandare a c…are una classe politica che ci sta rovinando. Iniziassero a prendere 5000 euro al mese invece di 40000, e poi vediamo se in politica ci entra gente con passione o imprenditori e caste massoniche.

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