Pompei, il rilancio passa attraverso gli industriali.

Nei giorni scorsi uno degli argomenti di cui si è maggiormente parlato durante l’assemblea dell’Unione degli Industriali a Napoli è stato quello riguardante Pompei, la splendida città turistica nota in tutto il mondo per i suoi scavi archeologici e il santuario. Il punto su cui si è discusso è proprio quello degli scavi, visto che nei mesi scorsi il crollo della palestra dei gladiatori fu al centro di aspre polemiche politiche con il solito scaricabarile delle responsabilità che, alla fine, portarono Sandro Bondi a dimettersi da ministro della Cultura. È necessario che gli industriali investano e facciano dei piani di sviluppo per salvare quella che è una della zone turistiche più conosciute in tutto il mondo. Il potenziamento delle ricchezze culturali e storiche è al centro dell’attenzione degli industriali, consapevoli che il rilancio di Pompei passi per la politica di valorizzazione dei giacimenti culturali di cui il sud è pieno. Non sappiamo se le buone intenzioni basteranno a fare in modo che ciò avvenga. Sembra, però, che alle chiacchiere seguiranno finalmente i fatti.

Recentemente infatti, in sede Unesco a Parigi, è stato deciso l’insediamento di un tavolo di discussione per Pompei a cui hanno garantito la loro partecipazione il Ministero dei Beni Culturali e soprattutto un consorzio di duemilacinquecento aziende parigine interessate a Pompei, a dimostrazione di come le bellezze archeologiche dell’Italia facciano gola anche all’estero. Gli industriali napoletani, affiancati da un grande imprenditore come Diego Della Valle, spingeranno affinché gli imprenditori francesi riescano in quella grande impresa di rigenerazione urbanistica, ricettiva e produttiva dell’intera area. Il progetto è già in fase avanzata e cerca di coinvolgere anche gli enti locali, in primis la regione Campania che dovrebbe occuparsi di dare un seguito concreto a tutte le idee in cantiere. Si tratta quindi di una serie di progetti, la cui concretizzazione è già a buon fine. Pompei rappresenta un progetto stimolante per gli imprenditori italiani e stranieri. Una sfida molto importante per il rilancio culturale di una zona conosciuta in tutto il mondo. Potrebbe essere una svolta tante volte annunciata, ma mai portata effettivamente a termine.

Sarebbe davvero un peccato non riuscire a valorizzare Pompei che rappresenta uno dei luoghi maggiormente ambiti dai turisti che vengono a visitare l’Italia. La Campania inoltre avrebbe bisogno di un grande piano di rilancio, visto che la sua immagine all’estero, negli ultimi anni, si è notevolmente affievolita per via dell’eterno problema mai risolto dei rifiuti. Questa potrebbe essere finalmente la volta buona per cambiare l’immagine della Campania all’estero e avviare una collaborazione con imprenditori stranieri che avrebbero tutto l’interesse a investire in questa regione.

 

Formula 1 – Epic Button.

Pazza gara quella del Canada. La pioggia, fenomeno della natura più volte invocato da Ecclestone per garantire spettacolo, oggi si è abbattuta copiosa sul circuito di Montreal. Dopo 25 giri, a causa di un violento nubifragio, si è reso necessario uno stop alla corsa durato per ben due ore. Dalla roulette russa del meteo, il numero vincente è il n.4 di Jenson Button. L’inglese è stato sin dalle prime battute al centro della scena, suo malgrado: prima elimina il suo compagno di squadra Lewis Hamilton, in una collisione evitabile, poi a gara ripresa fa fuori Fernando Alonso, che abbandona una gara già segnata da una pessima scelta strategica. Dopo la collisione con lo spagnolo, l’inglese si ritrova ultimo ma per sua fortuna, grazie all’intervento in più occasioni della safety car,  il distacco dal leader Sebastian Vettel non è mai stato incolmabile.

 

Negli ultimi cinque giri Button è stato autore di un’autentica prodezza ossia superare due mastini come Michael Schumacher, esaltatosi in queste condizioni, e Mark Webber; infine pressa Vettel che commette un errore proprio nell’ultimo giro. Button effettua il sorpasso vincente proprio a poche curve dal traguardo, regalando un colpo di scena ai pazienti appassionati dopo quattro ore di gara.

 

 

 

Capitolo Ferrari: strategia pessima, Alonso mai in gara e Massa incapace di guidare senza errori una macchina che nel week end ha dimostrato un potenziale vincente. Il brasiliano segue troppo a lungo Kobayashi, il cui talento non si discute ma con una Sauber che non è certo un fulmine di guerra. Poi nel doppiaggio di Glock (che in sostanza gli fece perdere il mondiale nel 2008) Felipe evidentemente si emoziona, dimenticando che mettere le ruote slick sul bagnato con uno scarto brusco e in piena accelerazione può essere fatale. Massa sbatte come un pivellino sul guard rail, distruggendo l’ala anteriore e perdendo la possibilità di andare a podio. Onora la gara compiendo sul fotofinish un bel sorpasso a Kobayashi ma il sesto posto è un risultato deludente. Oggi Massa avrebbe potuto riscattarsi con un bel risultato, peccato che non ci sia riuscito. La sensazione è che a causa del grave incidente occorsogli a Budapest nel 2009 e della sudditanza psicologica nei confronti di Alonso, il brasiliano, duole dirlo, non sia più all’altezza dei piloti di vertice.