Gente che vive, gente che muore

[stextbox id=”custom” big=”true”]Un nuovo autore su Camminando Scalzi
Vi presentiamo oggi il primo articolo di Livio, 63 anni, libero pensatore e scrittore anarchico. Livio si presenta ai lettori della blogzine con una sua riflessione nella quale evidenzia la morale giustizialista a senso unico della giustizia oggi in Italia, sempre a favore dei potenti di turno… buona lettura.[/stextbox]

Battisti in Brasile è tornato a essere un uomo libero. Ha trovato un lavoro. Qualcuno qui in Italia farà grandi casini per questa cosa. Perché Battisti in questo momento sarebbe stato il comunista ideale da far rimpatriare su un volo di stato in questo nostro paese con così poco credito e credibilità nel resto del mondo. E TG1, rete4, il Giornale, tutti i tromboni del grande nano a strombazzare la sua vittoria. Non è andata così. Dovranno trovare un modo di farlo fuori… Servizi segreti deviati ce ne sono a iosa. Non è compito mio condannare o assolvere qualcuno; di Battisti so quello che è stato scritto dai nostri mass media e detto in tv: un assassino e terrorista rosso condannato in via definitiva dai nostri tribunali. Va bene, non intendo fare apologia di reato. Battisti dovrà rendere conto soprattutto e in primis a sé stesso dei suoi delitti. Però è vivo, questo non mi dispiace, non mi dispiace per nessuno e per principio. La giustizia deve essere uguale per tutti, anche il perdono.

Il 22 giugno si è tenuta un’altra udienza nel processo sulla morte di Stefano Cucchi. Il processo sulla morte di Carlo Giuliani – e su quella pallottola che ha fatto più giri di quanti ne abbia fatto la pallottola che uccise Kennedy – sappiamo come è andato. E poi Aldrovandi. Aspettiamo un colpevole per la strage di Piazza Fontana. E Ustica. E la stazione di Bologna. E il treno Italicus. C’è gente che muore ogni giorno e troppe persone che aspettano giustizia in Italia. Non solo i familiari delle persone vittime di Battisti. Facciamocene una ragione, la bilancia della storia ha sempre due piatti, il più pesante fa volare in alto il più leggero.

Perché un paese come il Brasile, che con fatica cerca di costruire una società più giusta, dovrebbe consegnare un Battisti qualsiasi al paese del caffè alla Sindona, al paese di Licio Gelli, di Andreotti; al paese dove un premier corrotto e corruttore usa la camorra per riempire le strade di Napoli di ulteriore “monnezza” a chi ha osato avere più consenso del compare Cosentino?

Mi dispiace sinceramente per la gente che muore, ma sono anche contento per chi resta vivo.

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