Adesso parla il campo… ma parliamo anche noi

Abbiamo parlato dello sciopero dei calciatori, come era giusto fare. Adesso finalmente la parola è passata al campo, visto che si è giocato. Ci si può dunque sbizzarrire e discutere di calcio giocato, facendo anche una analisi a lungo termine. Innanzitutto è bene segnalare una cosa: il tanto bistrattato calcio italiano nella sua prima giornata (la seconda a dirla tutta, ma tant’è…) ha sfornato match molto molto godibili, a cominciare da Milan-Lazio, passando per Cesena-Napoli e Juventus-Parma, fino a Palermo-Inter. Trentacinque gol, non succedeva dal 1955 (anche se era un torneo a diciotto squadre), l’anno del boom delle crociere e di Elvis che stava per diventare “The King”. Qualche sorpresa, tante conferme che più che altro tramutano i sospetti in certezze. Cominciamo dalla prima fila. Milan e Napoli. I rossoneri si sono puntellati esattamente dove necessitavano, ovvero a centrocampo e soprattutto in difesa, dove mancava un centrale che sostituisse Thiago Silva e Nesta, che flirtano troppo con gli infortuni. Oltre a Mexes arriva anche un esterno sinistro interessante come Taiwo. Il team di Allegri rimane la squadra da battere, il match di apertura dimostra che la squadra c’è (l’anno scorso forse la partita l’avrebbe persa) perchè dopo uno sbandamento iniziale ha messo sotto una delle squadre che si è rinforzata di più. Il Napoli è cresciuto ancora dopo aver stupito tutti lo scorso anno: vero, avrà la Champions e non ci è abituato ma ha finalmente una panchina decente con una rosa più ampia. La vittoria in terra romagnola conferma che stiamo parlando di una squadra forte, che se avrà una difesa appena sufficiente potrà fare grandi cose.

Seconda fila per Juventus e Lazio. I bianconeri hanno investito tanto nel mercato, forse anche troppo e c’è abbondanza (quest’anno niente impegni europei). L’assenza dal calcio continentale potrebbe essere un vantaggio, ma molto dipenderà da Conte, che ha materiale umano interessantissimo, con un faro come Pirlo (tantissima voglia di dimostrare di essere ancora un campione), un bomber come Matri e tanti giocatori che possono essere importanti (Vucinic su tutti, senza dimenticare il sempreverde Del Piero). Non inganni la roboante vittoria con il Parma, ma c’è da dire che la squadra c’è. Per quanto riguarda i “Reja’s boys” è impressionante il cambio in attacco: Cissè e Klose sono sicuramente meglio di Floccari e Zarate (e se ne è accorto anche Nesta, non uno qualunque). La Lazio ha una squadra di tutto rispetto, che può davvero dire la sua, soprattutto se il tecnico riuscirà a mantenere il livello costante.

Può sembrare incredibile, ma al momento l’Inter è in terza fila. Sottolineamo, al momento. Perdere Eto’o è stato un colpo duro e sarà durissima per Forlan prenderne il posto. Milito sembra essere tornato ma in molti sono scettici e non comprendono l’attuale ruolo di “riserva di lusso” di Pazzini. Le idee di Gasperini sembrano inadatte ad una squadra del genere e forse l’ex-tecnico rossoblù è… troppo “buono” per allenare una squadra dove serve gente come Mourinho (e non Benitez, anche lui troppo docile). Zarate è oggetto misterioso, Sneijder fa l’adattato, la difesa a tre non ha convinto nessuno. I campioni ci sono e se c’è una squadra che può rimontare tante posizioni partendo così dietro questa è proprio l’Inter. Di fianco ai nerazzurri, ma con diversi secondi di distacco c’è l’Udinese. Senza Inler e Sanchez sarà durissima, il bel gioco c’è e l’assetto anche, ma a volte sono i calciatori a fare la differenza e senza “El niño maravilla” non è la stessa cosa. Incoraggiante però l’esordio ed anche l’aver fatto penare l’Arsenal ai preliminari di Champions (il sorteggio grida ancora vendetta).

Quarta fila per Roma e Palermo. Luis Enrique non ha ancora capito che purtroppo in Italia conta solo il risultato e tempo per gli esperimenti non ce n’è. I nuovi arrivati sembrano buoni, ma… c’è troppo nuovo, e non sempre il nuovo è meglio. Josè Angel può rimpiazzare Riise ma le altre facce nuove sono tutte scommesse ed alcune sono veri e proprio “coin flip” (per usare un termine del poker Texas Hold’em). Esordio senza punti ma c’è la possibilità di rifarsi, purchè…si faccia in fretta. I rosanero invece sognano dopo il botto con l’Inter che ha vendicato la finale di Coppa Italia di maggio: quattro gol con tutti e tre gli attaccanti a segno. Hernandez è ancora discontinuo ma ha talento, Miccoli oramai è una garanzia e Pinilla può fare davvero sfracelli se è in giornata. “Mangia ha ancora fame” era la battuta dopo l’esordio, se così fosse allora i tifosi possono sbizzarrirsi con la fantasia.

Ultimi qualificati alla terza sessione di prove sono Fiorentina e Genoa. I viola dovranno stringere i denti ma la rosa non è male e se Jovetic non si rompe possono fare una annata tranquillissima. La chiave sarà fare pace con gli scontenti tipo Montolivo e Gilardino, ma se il buongiorno si vede dal mattino i presupposti per fare una stagione decente ci sono. I liguri invece hanno tutto da dimostrare e Malesani è chiamato ad un vero e proprio salto di qualità rispetto alla passata stagione a Bologna.
Facendo un salto in coda c’è da dire che anche quest’anno sarà bagarre. Se ne chiama definitivamente fuori il Cesena che con l’arrivo di Mutu ed Eder ha un attacco agile e spettacolare, che come dimostra il match col Napoli può davvero fare benissimo. Nonostante la sconfitta i bianconeri hanno convinto e difficilmente non metteranno tre squadre alle loro spalle. Parma e Bologna non sono attrezzatissime ma sono comunque in grado di arrivare almeno alla seconda tornata di qualifiche evitando le ultime cinque piazze. L’Atalanta parte con un handicap pesante, dopo aver sostituito un motore per un guasto causato dal meccanico Doni, ma i cavalli di potenza li ha e potrebbe fare il miracolo. Troppo lenti in qualifica e probabilmente anche in gara appaiono Siena, Chievo, Novara e Lecce. Se i bergamaschi festeggeranno a maggio allora saranno tre di queste squadre a versare lacrime amare.

 

 

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Manovra finanziaria, vediamo i dettagli

Da circa un mese, non si fa altro che parlare di manovra finanziaria, mercati europei, borse, Bce. E’ difficile comprendere i contenuti di questa manovra anche perché il governo ha apportato numerose modifiche al disegno di legge iniziale. Si era partiti con un contributo di solidarietà che avrebbero dovuto pagare coloro i quali hanno un reddito superiore ai 90.000 euro, ma dopo vari accordi (e disaccordi) all’interno della maggioranza si è deciso che questo contributo (contestato anche e soprattutto dai calciatori) sarà del 3% e verrà pagato dalle persone che hanno un reddito superiore ai 300.000 euro. E’ retroattivo e si applica a partire dal 1 Gennaio 2011. Questa decisione ha scatenato non poche polemiche: da un lato c’era chi voleva che questo contributo fosse più alto e dall’altro c’era chi voleva cancellarlo perché non vuole “mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Un altro punto su cui si è discusso molto è quello che riguarda l’Iva, il piatto forte della manovra. L’aliquota passa dal 20 al 21% e sarà in vigore già dalla data di conversione in legge del decreto: è un provvedimento contro cui si è scatenata l’ira di consumatori e commercianti, in particolare da parte del presidente di Confcommercio,, che ha dichiarato in una recente intervista al quotidiano “Il Mattino”: “Abbiamo stimato che un aumento di tutte le aliquote Iva produrrà un calo dello 0.9% dei consumi con riflessi negativi sul Pil”. Pare, però, che il governo non abbia pensato al Pil, tanto che questo provvedimento è stato preso poche ore prima che la manovra venisse approvato al Senato, mentre non era stato introdotto inizialmente.

Anche gli Enti locali sono stati duramente colpiti: all’inizio era stato deciso che i comuni al di sotto di mille abitanti avrebbero dovuto accorparsi, così come era stato annunciato il taglio delle Province con una popolazione inferiore ai 300.000 abitanti; ora, invece, è rimasto in piedi solo il taglio del 50% dei consiglieri in attesa del ddl costituzionale che riguarderà l’abolizione delle Province, così come sarà inserito l’equilibrio di bilancio.

Nel reparto pensionistico c’è l’incremento dell’età pensionabile per le lavoratrici del settore privato che scatterà dal 2014, vale a dire con due anni di anticipo rispetto alla versione originaria della manovra, mentre è stata introdotta una tassa del 2%  sul denaro trasferito all’estero. E’ un provvedimento che riguarda gli immigrati ed è stato fortemente voluto dalla Lega Nord, mentre le coppie che nel 2006 ebbero il bonus bebè, senza averne diritto, hanno l’obbligo di restituire la somma ricevuta entro tre mesi di tempo. Si allenta la stretta sugli evasori fiscali per cui è previsto il carcere solo a due condizioni: 1) l’ammontare dell’imposta evasa dovrà essere superiore al 30% del volume complessivo di affari. 2) l’ammontare della stessa imposta evasa deve essere superiore ai 3 milioni di euro.

Non ci saranno più i giorni di festa per le ricorrenze patronali, anche se sono state salvate le feste laiche.

Insomma, tanti provvedimenti emanati, poi ritirati, poi emanati nuovamente. Al Senato è stata posta la fiducia, impedendo di fatto un vero dibattito parlamentare. Alla fine, comunque, sono sempre le categorie sociali più deboli quelle maggiormente colpite, come avviene, del resto, in tutte le manovre finanziarie. Non è stata introdotta una tassa patrimoniale che, forse, consentirebbe allo stato di avere qualche entrata in più, mentre anche sull’evasione fiscale, vecchia piaga italiana, non sono state prese le misure necessarie a fronteggiarla veramente.

Con questa manovra, tuttavia, si spera che l’Unione Europea, dia più fiducia all’Italia, ma la fine della crisi, per troppo tempo nascosta dai governanti italiani, è ancora molto lontana.